BERLINO - In Germania i diritti dei cittadini e dei consumatori sono presi molto sul serio. Anche i diritti degli amanti della birra, notoriamente la storica e più amata bevanda nazionale. E allora guai ai produttori dell'inebriante liquido biondo (o scuro, dipende) se ingannano il pubblico arricchendosi alle sue spalle con accordi segreti sui prezzi della birra, per aumentarli senza farsi concorrenza ai danni appunto del consumatore, o se preferite del bevitore.
La storia, narrata da Focus online e rilanciata oggi alla grande dall'edizione in tedesco del sito the Local è la seguente. Pare che per tutti gli ultimi vent'anni, gli anni dell'entusiasmo per la riunificazione pacifica, poi della recessione e delle dure riforme del welfare del cancelliere Schroeder, poi gli anni che durano ancora oggi dell'apoteosi di Angela Merkel, della Germania global player sempre più forte e leader europea, i produttori di birra tedeschi abbiano scandalosamente raggiunto accordi segreti sui prezzi. E adesso rischiano fortemente che le autorità anticartello tedesche e forse anche europee impongano loro di pagare multe salate, dell'ordine di centinaia di milioni di euro.
Chi troppo vuole nulla stringe, insomma. All'inizio, c'erano forti sospetti solo di accordi segreti sul prezzo del boccale o della bottiglia tra il 2006 e il 2008, ma un report degli inquirenti citato da Focus e TheLocal dice che "molto probabilmente quel periodo 2006-2008 era solo la punta dell'iceberg" e che tutto indica che gli accordi segreti abbiano appunto funzionato per gli interi due ultimi decenni. Dall'inizio dell'anno, l'inchiesta delle autorità anticartello federali ha nel mirino soprattutto gli ad di Veltins e Bitburger, due dei produttori di birra tedesca più famosi.
Entrambi, messi alle strette, avrebbero ammesso di essersi messi d'accordo in segreto per telefono per alzare i prezzi prima di riunioni di tutti gli imprenditori del comparto. Poi l'informazione sull'aumento di prezzo concordato sarebbe stata passata alle birrerie (produttrici) più piccole, le quali così si sono viste costrette ad alzare a loro volta i prezzi per non guadagnare meno della concorrenza dominante. Tutto ciò ha causato ovviamente una reazione a catena di aumento del prezzo della birra.
In un'intervista il numero uno di Veltins, Volker Kuhl, ha ammesso di aver avuto discussioni private del genere con altri industriali. Le stesse ammissioni sarebbero venute da Bitburger, sponsor della Bundesliga, e dall'associazione dei produttori di birra del Nordreno-Westfalia, il più popoloso (e tra i più industrializzati) dei sedici Stati (Bundeslaender) della Repubblica federale. Adesso la festa è finita, si preparano a pagare multe. La Germania magari la vediamo spesso come Paese imperiale arrogante e ossessionato sul rigore, però in Germania la legge è davvero uguale per tutti. Grazie, 'Angie', grazie cari leader imperiali della Ue, è un bell'esempio, ce ne fossero di più.
La storia, narrata da Focus online e rilanciata oggi alla grande dall'edizione in tedesco del sito the Local è la seguente. Pare che per tutti gli ultimi vent'anni, gli anni dell'entusiasmo per la riunificazione pacifica, poi della recessione e delle dure riforme del welfare del cancelliere Schroeder, poi gli anni che durano ancora oggi dell'apoteosi di Angela Merkel, della Germania global player sempre più forte e leader europea, i produttori di birra tedeschi abbiano scandalosamente raggiunto accordi segreti sui prezzi. E adesso rischiano fortemente che le autorità anticartello tedesche e forse anche europee impongano loro di pagare multe salate, dell'ordine di centinaia di milioni di euro.
Chi troppo vuole nulla stringe, insomma. All'inizio, c'erano forti sospetti solo di accordi segreti sul prezzo del boccale o della bottiglia tra il 2006 e il 2008, ma un report degli inquirenti citato da Focus e TheLocal dice che "molto probabilmente quel periodo 2006-2008 era solo la punta dell'iceberg" e che tutto indica che gli accordi segreti abbiano appunto funzionato per gli interi due ultimi decenni. Dall'inizio dell'anno, l'inchiesta delle autorità anticartello federali ha nel mirino soprattutto gli ad di Veltins e Bitburger, due dei produttori di birra tedesca più famosi.
Entrambi, messi alle strette, avrebbero ammesso di essersi messi d'accordo in segreto per telefono per alzare i prezzi prima di riunioni di tutti gli imprenditori del comparto. Poi l'informazione sull'aumento di prezzo concordato sarebbe stata passata alle birrerie (produttrici) più piccole, le quali così si sono viste costrette ad alzare a loro volta i prezzi per non guadagnare meno della concorrenza dominante. Tutto ciò ha causato ovviamente una reazione a catena di aumento del prezzo della birra.
In un'intervista il numero uno di Veltins, Volker Kuhl, ha ammesso di aver avuto discussioni private del genere con altri industriali. Le stesse ammissioni sarebbero venute da Bitburger, sponsor della Bundesliga, e dall'associazione dei produttori di birra del Nordreno-Westfalia, il più popoloso (e tra i più industrializzati) dei sedici Stati (Bundeslaender) della Repubblica federale. Adesso la festa è finita, si preparano a pagare multe. La Germania magari la vediamo spesso come Paese imperiale arrogante e ossessionato sul rigore, però in Germania la legge è davvero uguale per tutti. Grazie, 'Angie', grazie cari leader imperiali della Ue, è un bell'esempio, ce ne fossero di più.