Economia

Ocse, rallenta il calo
del Pil italiano: -0,2%

Il dato è relativo al secondo trimestre del 2013 ed è migliore rispetto al -0,6% registrato nei primi tre mesi del 2013. Nel complesso dell'area Ocse, il Pil è cresciuto dello 0,5% in accelerazione rispetto al +0,3% di inizio anno

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MILANO - Arrivano segnali incoraggianti per quanto riguarda la possibilità che l'Italia si metta effettivamente alle spalle la recessione, centrando quella ripresa indicata come una "terra promessa" dal premier Enrico Letta. Secondo l'Ocse, infatti, nel secondo trimestre dell'anno il Belpaese è rimasto in recessione, ma ha rallentato la caduta del Pil in maniera netta; i dati fanno il paio con le rilevazioni dell'indice Pmi diffuse oggi, che per l'Eurozona disegnano (attraverso le sensazioni dei direttori degli acquisti delle aziende) un percorso di uscita dalla recessione. Il Pil dell'area Ocse cresce dello 0,5% nel secondo trimestre dell'anno su base congiunturale, cioè rispetto al trimestre precedente, in accelerazione rispetto al +0,3% segnato tra gennaio e marzo. Il prodotto scende invece ancora in Italia per l'ottavo trimestre consecutivo, ma il -0,2% del periodo aprile-giugno è nettamente migliore del -0,6% registrato nei primi tre mesi del 2013.


(Ocse)

Migliora anche l'andamento economico dell'area euro, il cui Pil avanza dello 0,3%, contro il -0,3% dei primi tre mesi, mentre quello dell'Unione europea a 27 sale dello 0,3% contro il precedente -0,1%. In Gran Bretagna e negli Usa la crescita è dello 0,6%, contro rispettivamente il +0,4% e il +0,3% tre mesi prima. La Germania avanza dello 0,7%, a fronte di una crescita piatta dei primi tre mesi, mentre la Francia sale dello 0,5%, contro il precedente -0,2%. In Giappone la corsa del Pil rallenta e passa da +0,9% a +0,6%.