Economia

Imu, Napolitano firma il decreto legge.
Su acconti e accise se manca copertura

Nel provvedimento firmato dal Capo dello Stato, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, saltano inoltre, all'ultimo minuto, il ripristino parziale della imponibilità ai fini Irpef dei redditi derivanti da seconde case sfitte e la deducibilità parziale della tassa per le imprese ai fini Ires e Irpef

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ROMA - Giorgio Napolitano ha firmato il decreto legge sull'Imu, sulla Cassa integrazione in deroga e sulle misure destinate agli esodati. Nel testo siglato dal Capo dello Stato, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale e composto da 16 articoli, due sorprese: non c'è la reintroduzione dell'Irpef sulle rendite catastali delle case sfitte, che aveva sollevato un'ondata di proteste per tutta la giornata di ieri e avrebbe colpito circa sei milioni di immobili. Nel provvedimento non compare neanche, quale diretta conseguenza, la deduzione Imu dal reddito di impresa pagata sui capannoni industriali e gli immobili strettamente connessi all'attività delle imprese. Due misure che invece erano presenti agli articoli 5 e 6 delle bozze circolate prima del Consiglio dei ministri dello scorso 28 agosto.

Saltano così i due provvedimenti sui quali si era molto discusso e che risultano connessi: lo stop alla deducibilità per l'Imu sarebbe appunto legato all'eliminazione del prelievo Irpef sugli immobili sfitti. Il conseguente gettito mancante avrebbe quindi costretto il governo a questa duplice modifica dell'ultimo minuto, eliminando la deducibilità dell'Imu per imprese e professionisti. Nelle bozze in circolazione prima del Cdm era comunque contenuta nella misura del 50% e limitata ai soli fini dell'Ires e dell'Irpef, esclusa l'Irap.

A questo punto torna ad complicarsi, almeno in parte, il problema delle coperture finanziarie: ministero dell'Economia ed esecutivo dovranno ricominciare la caccia alle risorse per garantire l'abolizione della tassa sulla prima casa per l'anno in corso. Soldi da trovare entro un mese per coprire la rata di dicembre: non è escluso che il nodo possa sciogliersi direttamente con la legge di stabilità. Dove, secondo il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, dovrebbe comunque ritrovare spazio anche la deducibilità per i capannoni delle imprese appena depennata, valida per l'anno d'imposta 2013 e quindi deducibile nel 2014.

Sempre sul tema coperture, il testo definitivo prevede che se l'extragettito Iva proveniente dai pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione (925 milioni) e dalla sanatoria del contenzioso sulle slot (600 milioni) non dovesse garantire il previsto surplus di 1,5 miliardi, scatterà entro novembre l'aumento degli acconti ai fini dell'Ires e dell'Irap e l'aumento delle accise. La liquidità per la nuova tranche dei pagamenti della p.a. è legata all'emissione di titoli di Stato fino a 8 miliardi di euro per il 2013. Capitolo esodati: per coprire i circa 600 milioni necessari a tutelare 6.500 persone vengono ridotte le detrazioni sui premi assicurativi previste dal Testo unico delle imposte sui redditi. Il tetto scende a 630 euro per il periodo d'imposta in corso dal 31 dicembre 2014 e a 230 euro dal corso al 31 dicembre 2014.

Confermata la riduzione della cedolare secca, dal 19 al 15%, l'istituzione di un fondo per gli inquilini morosi incolpevoli al ministero delle Infrastrutture (20 milioni per 2013 e 2014) e l'applicazione del trattamento fiscale, nel pagamento Imu, previsto per l'abitazione principale al personale delle forze armate e di Polizia. Questo a prescindere dal requisito della residenza e dell'"abituale dimora". Slitta il termine per deliberare i bilanci annuali di previsione 2013 degli enti locali: la scadenza è fissata al 30 novembre. Nel decreto si parla infine anche di Tares: i Comuni potranno stabilire di applicare la componente del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi secondo il principio "chi inquina paga", e cioè in base a quantità e qualità dei rifiuti e alla tipologia di attività.