MILANO - Scordatevi la ripresa dei consumi, almeno per il 2013. Ma in ogni caso, l'Italia della spesa che emergera dal dopo crisi sara completamente diversa da quella che conoscevamo fino a poche stagioni fa. L'annuale rapporto delle Coop, leader in Italia della grande distribuzione, mostra un quadro che non induce all'ottimismo. Un dato su tutti: per la fine dell'anno i consumi di alimentari caleranno di un altro 0,5% e il non alimentare addirittura del 6,1%.
Ma nel quadro generale depressivo, l'Ufficio studi Coop ha fotografato una serie di mutazioni del consumatore che ne fanno già intuire la sua evoluzione come reazione alla recessione. E non potrebbe essere diversamente visto che il potere d'acquisto negli ultimi sei anni è calato del 10,1%. Per esempio, il 25% degli italiani farà più spesso a meno dell'auto e il 23% dei mezzi di trasporto in genere, mentre il 16% ridurrà i giorni di vacanza. Non solo: il consumo alimentare è tornato agli anni '60, cosi come quello delle bevande alcoliche, degli aperitivi (il mercato del vino ha perso il 4% del fatturato in un anno). A metà degli anni 70, sono tornati i consumi di elettrodomestici, calzature, mezzi di trasporto, caffè, cioccolata.
Cambiano le abitudini in tutti i sensi: persino il ritorno di baffi e barba ha ragioni economiche visto che l'uso di lamette è calato del 25% dal 2008. Cambia persino il mercato dei "vizi". Abbiamo detto che si bevono di meno alcolici, soprattutto i più costosi, si fuma di meno e ci si dedica di piu al sesso. Anche se il consumo di profilattici è sceso di 3,6 milioni di pezzi in due anni, e salito dell'8% quello di viagra e simililari, nonché dell'8% quello dei sexual entertainment. Ci sono poi aspetti tutto sommato positivi. Gli italiani consumano più cibi etnici, biologici o frutta e verdura autoprodotta. L'orto sul balcone non appartiene più a una ristetta minoranza snob e alternativa. Cresce, infine, a ritmi vertiginosi l'e-commerce: +41% per l'abbigliamento e +19% per i prodotti tecnologici.
Ma nel quadro generale depressivo, l'Ufficio studi Coop ha fotografato una serie di mutazioni del consumatore che ne fanno già intuire la sua evoluzione come reazione alla recessione. E non potrebbe essere diversamente visto che il potere d'acquisto negli ultimi sei anni è calato del 10,1%. Per esempio, il 25% degli italiani farà più spesso a meno dell'auto e il 23% dei mezzi di trasporto in genere, mentre il 16% ridurrà i giorni di vacanza. Non solo: il consumo alimentare è tornato agli anni '60, cosi come quello delle bevande alcoliche, degli aperitivi (il mercato del vino ha perso il 4% del fatturato in un anno). A metà degli anni 70, sono tornati i consumi di elettrodomestici, calzature, mezzi di trasporto, caffè, cioccolata.
Cambiano le abitudini in tutti i sensi: persino il ritorno di baffi e barba ha ragioni economiche visto che l'uso di lamette è calato del 25% dal 2008. Cambia persino il mercato dei "vizi". Abbiamo detto che si bevono di meno alcolici, soprattutto i più costosi, si fuma di meno e ci si dedica di piu al sesso. Anche se il consumo di profilattici è sceso di 3,6 milioni di pezzi in due anni, e salito dell'8% quello di viagra e simililari, nonché dell'8% quello dei sexual entertainment. Ci sono poi aspetti tutto sommato positivi. Gli italiani consumano più cibi etnici, biologici o frutta e verdura autoprodotta. L'orto sul balcone non appartiene più a una ristetta minoranza snob e alternativa. Cresce, infine, a ritmi vertiginosi l'e-commerce: +41% per l'abbigliamento e +19% per i prodotti tecnologici.