MILANO - "La ripresa è solo un annuncio. Imprese e famiglie restano ancora in attesa". Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, lo ha detto commentando i risultati dell'indagine dell'Ufficio studi che conferma il Pil del 2013 al -1,7% e i consumi in calo del 2,4%. "Anche se alcuni indicatori incominciano a dare segnali di risveglio purtroppo non si registrano effetti di contaminazione sull'economia reale", spiega all'indomani dell'annuncio di Confindustria secondo la quale "la recessione è finita".
Come sempre accade in questi giorni, un riferimento va all'ipotesi di crisi di governo: "La politica deve abbandonare il confronto muscolare e recuperare i fili di un dialogo per dare vita a una nuova stagione di riforme. Bisogna fare di tutto per evitare una crisi di governo perché il prezzo per le famiglie e le imprese sarebbe insostenibile". Nonostante la Bce stessa abbia puntato il dito contro un rischio per la tenuta dei conti pubblici, secondo Sangalli l'aumento dell'Iva non deve scattare: "Un aumento dell'Iva colpisce le fasce più deboli e aumenta l'area di assoluta povertà con il rischio di accelerare del passaggio da una crisi economica a una crisi sociale", ha osservato. "Il governo deve cancellare definitivamente un ulteriore aumento dell'aliquota Iva - ha aggiunto - che sarebbe esiziale per famiglie e imprese già duramente provate da una crisi senza precedenti".
Tornando ai numeri dell'economia, il 2014 sarà caratterizzato da una "modestissima ripresa" con il Pil che segnerà +0,5% grazie alla timida inversione tendenza degli investimenti (+0,9%) e dall'andamento positivo della domanda estera netta. Invece, per l'Ufficio studi di Confcommercio, quest'anno il pil calerà dell'1,7%: nel terzo trimestre sarà pari a zero, mentre ci sarà una piccola crescita nel quarto trimestre (+0,2%). Per il direttore, Mariano Bella, "i segnali di ripresa sono deboli e gravemente contraddittori. La ripresa è più un fatto di statistica che di realtà". In altri termini "abbiamo piantato il semino della ripresa, ma i germogli ancora non si vedono".
Come sempre accade in questi giorni, un riferimento va all'ipotesi di crisi di governo: "La politica deve abbandonare il confronto muscolare e recuperare i fili di un dialogo per dare vita a una nuova stagione di riforme. Bisogna fare di tutto per evitare una crisi di governo perché il prezzo per le famiglie e le imprese sarebbe insostenibile". Nonostante la Bce stessa abbia puntato il dito contro un rischio per la tenuta dei conti pubblici, secondo Sangalli l'aumento dell'Iva non deve scattare: "Un aumento dell'Iva colpisce le fasce più deboli e aumenta l'area di assoluta povertà con il rischio di accelerare del passaggio da una crisi economica a una crisi sociale", ha osservato. "Il governo deve cancellare definitivamente un ulteriore aumento dell'aliquota Iva - ha aggiunto - che sarebbe esiziale per famiglie e imprese già duramente provate da una crisi senza precedenti".
Tornando ai numeri dell'economia, il 2014 sarà caratterizzato da una "modestissima ripresa" con il Pil che segnerà +0,5% grazie alla timida inversione tendenza degli investimenti (+0,9%) e dall'andamento positivo della domanda estera netta. Invece, per l'Ufficio studi di Confcommercio, quest'anno il pil calerà dell'1,7%: nel terzo trimestre sarà pari a zero, mentre ci sarà una piccola crescita nel quarto trimestre (+0,2%). Per il direttore, Mariano Bella, "i segnali di ripresa sono deboli e gravemente contraddittori. La ripresa è più un fatto di statistica che di realtà". In altri termini "abbiamo piantato il semino della ripresa, ma i germogli ancora non si vedono".