Economia

Rehn: "L'Italia si concentri sulle riforme"
Letta: "Non sforerermo il tetto del 3%"

L'Europa vuole scongiurare la crisi di governo e così il nostro Paese è di nuovo osservato speciale alla due giorni europea che si svolge a Vilnius: prima l'Eurogruppo (22 novembre), poi l'Ecofin. Rehn si dice fiducioso. Stanziati 1,5 miliardi per Cipro. Il premier italiano è convinto che il rapporto deficit Pil non supererà il 3%

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MILANO - L'Italia torna nel mirino delle istituzioni europee. Prima la Bce che lancia l'allarme deficit, poi il monito dell'Unione europea. Ma Letta accetta la sfida: "Non sforeremo il 3% nel rapporto tra deficit e prodotto interno lordo". "L'Italia - ha detto il commissario agli Affari economici, Olli Rehn - ha avuto alcune turbolenze politiche, ma ora "si concentri sulle riforme economiche": per il ritorno alla ripresa infatti "è essenziale la stabilità politica". Anche perché entrando all'Ecofin al via in Lituania, il commissario Ue ha spiegato che "gli ultimi dati economici dell'Italia non sono buoni". La fiducia sul nostro Paese comunque non manca. "Il premier Letta e il ministro Saccomanni hanno ribadito più volte l'impegno a rispettare gli obiettivi di bilancio e a mantenere il deficit sotto il 3%, e abbiamo fiducia che il governo rispetti la parola perché è essenziale per il ritorno alla crescita", ha aggiunto Rehn al termine dell'Eurogruppo.

In generale, "Siamo ad un punto di svolta dell'economia dell'Eurozona, i dati sul Pil del secondo trimestre sono meglio delle attese, avremo una crescita più stabile nei prossimi mesi ma dire che la crisi è finita è prematuro, molti Paesi devono ancora fare riforme necessarie", ha detto il commissario, spiegando che i prossimi mesi saranno di "intenso lavoro", visto che a ottobre gli Stati devono presentare le finanziarie che a novembre Bruxelles valuterà.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem: "Per l'Italia la cosa più importante è la stabilità politica".  E il presidente ha annunciato un Eurogruppo straordinario il 22 novembre per discutere le prime valutazioni della Commissione Ue sulle leggi di stabilità che i Paesi della zona euro devono inviare entro metà ottobre. A preoccupare i partner europei sono i dati relativi all'economia che in Italia nel secondo trimestre ha registrato un calo dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

Immediata la replica del presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta: "Ci attendono mesi molto importanti, per la credibilità e la serietà del nostro paese manterremo gli impegni rispetto ai nostri debiti, ma bisogna essere seri, non bisogna essere un paese che sembra essere sempre sull'orlo di un vulcano in ebollizione". Il premier italiano è convinto che non verrà sforato il deficit del 3%: "Ci sono tutte le condizioni" perché l'italia non sfori il tetto. Sono convinto che siamo tutti all'altezza della sfida", riferendosi all'allarme lanciato da Rehn. "Il tema del deficit - ha ribadito letta - è legato a una questione: mantenere stabilità e questo significa che i tassi scendono, che lo spread si abbassa, che il costo del debito è più basso e che stiamo dentro i parametri. Se viceversa c'è instabilità vuol dire che dovremo tenere conto della situazione diversa".

L'impegno italiano è ribadito anche dal ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni: "Non e' in
discussione l'obiettivo di stare sotto il 3%, faremo di tutto per rispettare questo impegno, come dice un mio illustre amico: credetemi, sarà sufficiente". Citando Mario Draghi il ministro dell'Economia spttpòinea che l'obiettivo di un deficit/pil sotto il 3% resta il faro della politica economica del governo.
Sull'Imu "c'è un pò di non piena comprensione e li ho rassicurati". Saccomanni ha spiegato le risposte date ai ministri Ue, spiegando che "c'è la tendenza superficiale a dire non avete rispettato l'indicazione di tassare gli immobili". Ho spiegato -ha detto- che "ci sarà la Service Tax".

Ad alimentare le preoccupazioni, invece, contribuiscono anche i dati sull'occupazione rilevati da Eurostat che ha registrato un calo dello 0,1% nell'Eurozona nel secondo trimestre 2013 su quello precedente (-1% sul 2012). Nei 27 l'occupazione è rimasta stabile, mentre è calata dello 0,4% rispetto a un anno prima. In Italia il tasso è sceso dello 0,3% dopo il -1,2% dei primi tre mesi del 2013, ed è calato del 2,2% in confronto al secondo trimestre 2012.

Sul fronte dei Paesi in difficoltà, l'Eurogruppo ha stanziato altri 1,5 miliardi per Cipro che, in base al rapporto della Troika, sta proseguendo il programma di risanamento del proprio sistema bancario e dei conti pubblici per riportare il rapporto deficit/pil sotto il 3% entro il 2016. La tranche  da 1,5 miliardi di euro dovrebbe arrivare, spiega la nota dell'Eurogruppo, "entro fine settembre, dopo l'approvazione formale da parte del board dell'Esm. Mentre il board del fondo monetario internazionale si riunirà il prossimo 16 settembre per decidere sulla tranche da 86 milioni di euro" anch'essa a favore di Cipro.