MILANO - "Senza un intervento di riduzione del carico fiscale sulle imprese e sul lavoro, sarà difficile e ritardato l'aggancio dei primi, timidi, segnali di ripresa e impossibile riportare il Paese su un più alto livello di sviluppo. Una volta condiviso questo obiettivo generale, in questa difficile situazione economica, è prioritaria una riduzione del cuneo fiscale e contributivo, sia dal lato delle imprese sia dei lavoratori, Irap, Irpef, contributi, che sostenga contemporaneamente la domanda interna e restituisca competitività alle imprese". Con queste parole il presidente del Comitato tecnico fisco della Confindustria, Andrea Bolla, ha criticato apertamente le decisioni del governo in materia di Imu davanti alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.
"L'obiettivo imprescindibile è una riduzione del prelievo su lavoro e imprese: ovvero, per essere ancora più chiari, un effetto netto di riduzione del prelievo sui fattori produttivi - ha proseguito Bolla - non certo un sovrapporsi di interventi disorganici che magari snelliscono un'imposta, ma finiscono poi per peggiorare la composizione delle entrate a sfavore della crescita. O ancora, per, aggiungere fattori di incertezza e di instabilità a un sistema già complesso come il nostro. Con il provvedimento in esame si è purtroppo dato questo tipo di segnale disorganico e si è invece mancata l'occasione per dare un segnale chiaro e coerente nella direzione di una riduzione del prelievo su lavoro e imprese" ha concluso l'esponente degli industriali.
La richiesta degli industriali è a questo punto di "eliminare completamente l'Imu sui beni strumentali utilizzati direttamente dalle imprese nel processo produttivo", ma "in questa sede - ha spiegato Bolla - mi voglio soffermare in particolare sull'urgenza di introdurre, già in sede di conversione in legge del decreto Imu, una norma di sistema che introduca la piena deducibilità dal reddito d'impresa dell'Imu corrisposta sui fabbricati direttamente utilizzati come beni strumentali dall'impresa, appartenenti al gruppo catastale D".
La relazione ha toccato anche il tema dei debiti della Pa, che "sta incidendo in modo concreto e positivo sul sistema economico" ed è positivo l'aumento di 7,2 miliardi nel 2013 destinati a questo scopo. Per gli industriali sarà necessario "valutare un ulteriore incremento delle risorse da destinare al pagamento" una volta conclusa la ricognizione dei debiti scaduti alla fine del 2012.
"L'obiettivo imprescindibile è una riduzione del prelievo su lavoro e imprese: ovvero, per essere ancora più chiari, un effetto netto di riduzione del prelievo sui fattori produttivi - ha proseguito Bolla - non certo un sovrapporsi di interventi disorganici che magari snelliscono un'imposta, ma finiscono poi per peggiorare la composizione delle entrate a sfavore della crescita. O ancora, per, aggiungere fattori di incertezza e di instabilità a un sistema già complesso come il nostro. Con il provvedimento in esame si è purtroppo dato questo tipo di segnale disorganico e si è invece mancata l'occasione per dare un segnale chiaro e coerente nella direzione di una riduzione del prelievo su lavoro e imprese" ha concluso l'esponente degli industriali.
La richiesta degli industriali è a questo punto di "eliminare completamente l'Imu sui beni strumentali utilizzati direttamente dalle imprese nel processo produttivo", ma "in questa sede - ha spiegato Bolla - mi voglio soffermare in particolare sull'urgenza di introdurre, già in sede di conversione in legge del decreto Imu, una norma di sistema che introduca la piena deducibilità dal reddito d'impresa dell'Imu corrisposta sui fabbricati direttamente utilizzati come beni strumentali dall'impresa, appartenenti al gruppo catastale D".
La relazione ha toccato anche il tema dei debiti della Pa, che "sta incidendo in modo concreto e positivo sul sistema economico" ed è positivo l'aumento di 7,2 miliardi nel 2013 destinati a questo scopo. Per gli industriali sarà necessario "valutare un ulteriore incremento delle risorse da destinare al pagamento" una volta conclusa la ricognizione dei debiti scaduti alla fine del 2012.