BERLINO - Che cosa serve per vendere meglio le auto che produci? Serve una manager con esperienza nel campo della cosmetica. Così almeno la pensano alla Opel, la controllata europea di General Motors che ha nominato Tina Mueller, 44 anni, reduce da 17 anni di esperienza nel colosso della cosmesi e dei beni di consumo Henkel, vice presidente e capo del marketing. Sì, proprio così: le vendite possono essere aumentate, dicono a Ruesselsheim sede della casa madre della controllata di GM, sullo sfondo del salone dell'auto di Francoforte poco lontano.
"L'iniziativa già comincia ad avere successo", dice Tina Mueller intervistata oggi dal quotidiano liberalconservatore Die Welt. I nuovi modelli, dalla nuova Insignia alla piccola Adam, dalla Meriva al piccolo ma sportivissimo Suv Mokka, vengono spesso guardati con sorpresa per strada dalla gente, spiega la manager. E sono sorprese positive, perché in fondo qual è il problema di Opel?
L'antica casa tedesca, da decenni in mano al colosso di Detroit, produce auto di vari segmenti di gamma (appunto dalla Adam paragonabile a una Cinquecento, alla Insignia, berlina di classe superiore con tecnologia a livello da premium). Ma non riesce a scrollarsi di dosso la vecchia immagine del passato. Cioè per molti, nell'inconscio o immaginario collettivo, Opel è simbolo di un tipo di auto magari affidabilissima, ma un po' vecchio stile, un po' da papà attempato, da nonno o da medico di campagna.
I pregiudizi, si sa, sono duri a morire. E allora appunto entra in campo Tina Mueller. "I prodotti validissimi li abbiamo eccome", spiega, la priorità è mostrare in corsa le qualità e i lati sexy, chic o trendy delle nuove Opel, comunicare il messaggio del fascino e dell'emozione a gran velocità sui mercati, raggiungere col proprio messaggio il maggior numero possibile di potenziali utenti. Gli investimenti per 4 miliardi sui nuovi modelli, con cui Opel si sta rilanciando, secondo Tina Mueller devono essere accompagnati da un'adeguata strategia di comunicazione e pubblicità.
"Nell'industria il comparto dell'auto è uno in cui moltissimo dipende dal marketing del marchio, esattamente come per la cosmetica e i prodotti delle beauty farms. Con 23 nuovi modelli d'auto e 13 nuove motorizzazioni, i messaggi dovranno essere chiari, forti, diversificati". Esempio, lo slogan del lancio della nuova Insignia, anche in versione country tourer: "La sorpresa nella business class" è il motto. E gli spot insistono sui valori del marchio: design emozionante, collegamento a internet, valore del prodotto delle capacità ingegneristiche tedesche, e un eccellente rapporto prezzo-qualità. Insomma se guidi una Opel devi sentirti come una signora giovane in carriera, elegante e truccata alla perfezione e appena uscita dal parrucchiere. O dal suo equivalente maschile.
"L'iniziativa già comincia ad avere successo", dice Tina Mueller intervistata oggi dal quotidiano liberalconservatore Die Welt. I nuovi modelli, dalla nuova Insignia alla piccola Adam, dalla Meriva al piccolo ma sportivissimo Suv Mokka, vengono spesso guardati con sorpresa per strada dalla gente, spiega la manager. E sono sorprese positive, perché in fondo qual è il problema di Opel?
L'antica casa tedesca, da decenni in mano al colosso di Detroit, produce auto di vari segmenti di gamma (appunto dalla Adam paragonabile a una Cinquecento, alla Insignia, berlina di classe superiore con tecnologia a livello da premium). Ma non riesce a scrollarsi di dosso la vecchia immagine del passato. Cioè per molti, nell'inconscio o immaginario collettivo, Opel è simbolo di un tipo di auto magari affidabilissima, ma un po' vecchio stile, un po' da papà attempato, da nonno o da medico di campagna.
I pregiudizi, si sa, sono duri a morire. E allora appunto entra in campo Tina Mueller. "I prodotti validissimi li abbiamo eccome", spiega, la priorità è mostrare in corsa le qualità e i lati sexy, chic o trendy delle nuove Opel, comunicare il messaggio del fascino e dell'emozione a gran velocità sui mercati, raggiungere col proprio messaggio il maggior numero possibile di potenziali utenti. Gli investimenti per 4 miliardi sui nuovi modelli, con cui Opel si sta rilanciando, secondo Tina Mueller devono essere accompagnati da un'adeguata strategia di comunicazione e pubblicità.
"Nell'industria il comparto dell'auto è uno in cui moltissimo dipende dal marketing del marchio, esattamente come per la cosmetica e i prodotti delle beauty farms. Con 23 nuovi modelli d'auto e 13 nuove motorizzazioni, i messaggi dovranno essere chiari, forti, diversificati". Esempio, lo slogan del lancio della nuova Insignia, anche in versione country tourer: "La sorpresa nella business class" è il motto. E gli spot insistono sui valori del marchio: design emozionante, collegamento a internet, valore del prodotto delle capacità ingegneristiche tedesche, e un eccellente rapporto prezzo-qualità. Insomma se guidi una Opel devi sentirti come una signora giovane in carriera, elegante e truccata alla perfezione e appena uscita dal parrucchiere. O dal suo equivalente maschile.