Economia

Ilva, rebus fondi sulla produzione.
Zanonato: "Chiederemo sblocco al Gip"

Continua il lavoro sul sequestro di Riva Acciaio, società del gruppo Ilva. Il ministro dello Sviluppo economico: "Dobbiamo garantire la prosecuzione dell'attività produttiva". La soluzione forse dal Consiglio dei ministri di oggi. Landini, Fiom: "Niente rinvii, risposte in giornata"

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ROMA - Quella di oggi può essere la giornata per sbloccare l'impasse sul sequestro dei beni di Riva Acciaio. "E' in corso ancora l'incontro tra i Riva e il custode giudiziario. Stanno cercando un percorso per risolvere il problema" ha detto il ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato: "L'azienda - ha spiegato - chiederà al gip di poter disporre delle somme per riattivare l'attività produttiva". Secondo Zanonato, tuttavia, resta il problema di "garantire la prosecuzione dell'attività produttiva quando i beni di un'azienda sono sottoposti a sequestro per garantire la prosecuzione dell'attività, i lavoratori, i fornitori, lo Stato". Possibile anche che nel corso del Consiglio dei ministri di oggi venga affrontato questo problema con la modifica di una norma del codice di procedura penale: "Vedremo - ha risposto il ministro - ne discuteremo durante la riunione".

Oltre alle risorse, e collegato a questo, c'è il problema della cassa integrazione: "Il problema della Cig è prematuro in questa fase e non è stato posto nella riunione", ha detto Bruno Ferrante, presidente dell'Ilva, dopo l'incontro al ministero dello Sviluppo economico dove si è svolto un incontro proprio con il ministro Flavio Zanonato, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini e il custode giudiziario, Mario Tagarelli. "Noi - ha proseguito Ferrante - abbiamo fretta di andare avanti perchè i lavoratori vengano pagati. Gli stipendi di settembre sono stati pagati, ora puntiamo a pagare gli stipendi che scadono il 10 di ottobre". Ferrante ha poi annunciato l'intenzione di chiedere "al custode dei chiarimenti sul perimetro dei beni sequestrati, quali possono essere utilizzati e chiederemo", ha aggiunto, "anche l'utilizzo delle linee di credito perchè abbiamo l'esigenza di riavviare l'attività produttiva".

Nel frattempo si sussegono le reazioni dal fronte sindacale: "Il Governo intervenga, ripristini la produzione e faccia chiarezza all'interno dei propri poteri" ha detto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. "Se non verrà indicata una data precisa del rientro dei 1.400 addetti al lavoro nelle società del gruppo siderurgico, il sindacato metalmeccanico scenderà in piazza a Roma la prossima settimana con una manifestazione nazionale", gli ha fatto eco Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm: "Avvertiamo - ha concluso Ghini - un clima di indecisione e indeterminatezza che nuoce non solo al gruppo in questione, ma al settore industriale dell'intero Paese. In questo senso il sindacato metalmeccanico si prepara a mobilitarsi".

Duro anche Maurizio Landini, segretario generale di Fiom-Cgil: "Già oggi dal consiglio dei ministri e dal vertice al ministero dello Sviluppo devono arrivare risposte concrete sul caso-Riva Acciaio. Landini si dice "preoccupato di eventuali rinvii o di un allungamento dei tempi per trovare una soluzione perchè l'attività produttiva va ripresa subito, è l'unica condizione per risanare, fare investimenti: serve continuità produttiva che non solo dia certezze ai lavoratori ma permetta anche di mantenere clienti, mercato,e non metta in discussione l'esistenza stessa della produzione dell'acciaio nel nostro Paese".