Governo, Pdl all'attacco Saccomanni.
Il ministro: "Italiani meritano di sapere la verità"
I big del partito berlusconiano contro il ministro dell'Economia dopo la minaccia di dimissioni se l'Italia non rispetta gli impegni con l'Europa. L'ex capo di Bankitalia: "Serve dibattito sereno sui conti dello Stato". Fassina: "Saccomanni molto preoccupato da conti e demagogia del centrodestra". La "fiducia" di Epifani, che però chiede equità
ROMA - Pdl scatenato contro Fabrizio Saccomanni. Le parole che il ministro dell'Economia ha detto al Corriere della Sera, "l'Italia mantenga gli impegni sui conti pubblici o mi dimetto", hanno fatto partire un fuoco di fila contro l'ex direttore generale della Banca d'Italia. "Le sue parole non fanno paura - ha detto Maurizio Gasparri -. Letta prenda la responsabilità dell'Economia". E Fabrizio Cicchitto aggiunge: "Se vuole fare il premier diventa un problema". Renato Schifani contrattacca: "Abbia più coraggio in politica economica". Ma da Palazzo Chigi arriva un secco stop. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, fanno sapere dalla sede del governo, esprime a Saccomanni "vicinanza e piena sintonia. I margini per soluzioni di politica economica ci sono. Devono finire gli "aut aut al governo".
"Il ministro fa il suo dovere, ma credo sia arrivato il momento per fare un dibattito sereno e pacato sui conti dello S…
"Il ministro fa il suo dovere, ma credo sia arrivato il momento per fare un dibattito sereno e pacato sui conti dello S…
ROMA - Pdl scatenato contro Fabrizio Saccomanni. Le parole che il ministro dell'Economia ha detto al Corriere della Sera, "l'Italia mantenga gli impegni sui conti pubblici o mi dimetto", hanno fatto partire un fuoco di fila contro l'ex direttore generale della Banca d'Italia. "Le sue parole non fanno paura - ha detto Maurizio Gasparri -. Letta prenda la responsabilità dell'Economia". E Fabrizio Cicchitto aggiunge: "Se vuole fare il premier diventa un problema". Renato Schifani contrattacca: "Abbia più coraggio in politica economica". Ma da Palazzo Chigi arriva un secco stop. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, fanno sapere dalla sede del governo, esprime a Saccomanni "vicinanza e piena sintonia. I margini per soluzioni di politica economica ci sono. Devono finire gli "aut aut al governo".
"Il ministro fa il suo dovere, ma credo sia arrivato il momento per fare un dibattito sereno e pacato sui conti dello Stato", ha risposto Saccomanni ai giornalisti che gli chiedevano chiarimenti sull'ipotesi delle sue dimissioni. "Gli italiani credo meritino di sapere esattamente come stanno le cose e non soltanto slogan di carattere propagandistico", ha detto, aggiungendo al termine del 19mo raduno dell'Anfi (Associazione nazionale finanzieri d'Italia) che "i valori della Guardia di Finanza confortano e rafforzano la mia determinazione di continuare nella mia missione".
Pd in difesa del ministro. In difesa del titolare di Via XX Settembre scende il suo vice Stefano Fassina. "Saccomanni - dice nell'Intervista di Maria Latella su Sky Tg24 - è molto preoccupato rispetto alla situazione della finanza pubblica e alla demagogia che segna una parte della maggioranza che sostiene il Governo Letta". E avverte: "Se si andasse a votare a marzo rischiamo molto molto seriamente di tornare al clima drammatico di novembre 2011, bruciamo i sacrifici fatti in questi anni e rischiamo il commissariamento della troika". Poi Fassina indica una strada per affrontare le emergenze contabili. "L'invito che rivolgo - dice - è quello di confermare l'eliminazione dell'Imu per il 90% delle famiglie e lasciarla sul 10% delle abitazioni di maggior valore, quelle sulle quali si paga mille euro o più. Così recuperiamo un miliardo". Quanto all'Iva: "Noi non vogliamo l'aumento, abbiamo spinto perché l'aumento venisse rinviato e siamo convinti che vada evitato. Bisogna fare delle scelte. Da qui a fine anno abbiamo impegni che valgono quasi 6 mld di euro". In serata arriva anche la presa di posizione del segretario Guglielmo Epifani: "Saccomanni ha la nostra fiducia, l'unica cosa che gli chiediamo è che quando si tratterà di fare scelte di rigore si ricordi sempre che in una crisi come questa le scelte di rigore hanno bisogno di grande equità e grande giustizia sociale".
La replica di Brunetta. Non si è fatta attendere la replica di Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, a Fassina: "Al viceministro comunista del Pd, Stefano Fassina, rispondiamo con le proposte di coperture, per un totale di 10,5 miliardi, che abbiamo già consegnato, in forma ufficiale, al suo presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella giornata di mercoledì 18 settembre, e che sono state pubblicate, a scanso di equivoci, il giorno successivo, giovedì 19 settembre", ha dichiarato. "Forse il viceministro comunista Fassina, tutto intento a partecipare a inutili assemblee del suo partito, non le ha lette e non le ha studiate", ha proseguito Brunetta, "ce ne dispiace". poi, riferendosi a saccomanni, l'esponente del pdl che negli ultimi mesi aveva più volte criticato il ministro, appare questa volta più conciliante: "Perchè mai dovrebbe dimettersi?", ha detto rispondendo a una domanda durante la trasmissione In mezz'ora. Poi ha spiegato: quello fatto da Saccomanni "mi sembra un artificio retorico che non aiuta la chiarezza: siamo tutti con Letta, con il governo e con Saccomanni per far sì che l'Iva non aumenti e per cancellare anche la seconda rata Imu. Penso che Saccomanni non si dimetterà. Non mi è piaciuto però che dica 'se ci saranno le elezioni la prossima primavera nemmeno mi metto a trovare i soldi'. E no, un ministro tecnico non si comporta così, mi sembra una scivolata negativa". Detto questo, Brunetta ribadisce: "Non credo che Saccomanni si dimetterà e non le vorrei le sue dimissioni".
"Il ministro fa il suo dovere, ma credo sia arrivato il momento per fare un dibattito sereno e pacato sui conti dello Stato", ha risposto Saccomanni ai giornalisti che gli chiedevano chiarimenti sull'ipotesi delle sue dimissioni. "Gli italiani credo meritino di sapere esattamente come stanno le cose e non soltanto slogan di carattere propagandistico", ha detto, aggiungendo al termine del 19mo raduno dell'Anfi (Associazione nazionale finanzieri d'Italia) che "i valori della Guardia di Finanza confortano e rafforzano la mia determinazione di continuare nella mia missione".
Pd in difesa del ministro. In difesa del titolare di Via XX Settembre scende il suo vice Stefano Fassina. "Saccomanni - dice nell'Intervista di Maria Latella su Sky Tg24 - è molto preoccupato rispetto alla situazione della finanza pubblica e alla demagogia che segna una parte della maggioranza che sostiene il Governo Letta". E avverte: "Se si andasse a votare a marzo rischiamo molto molto seriamente di tornare al clima drammatico di novembre 2011, bruciamo i sacrifici fatti in questi anni e rischiamo il commissariamento della troika". Poi Fassina indica una strada per affrontare le emergenze contabili. "L'invito che rivolgo - dice - è quello di confermare l'eliminazione dell'Imu per il 90% delle famiglie e lasciarla sul 10% delle abitazioni di maggior valore, quelle sulle quali si paga mille euro o più. Così recuperiamo un miliardo". Quanto all'Iva: "Noi non vogliamo l'aumento, abbiamo spinto perché l'aumento venisse rinviato e siamo convinti che vada evitato. Bisogna fare delle scelte. Da qui a fine anno abbiamo impegni che valgono quasi 6 mld di euro". In serata arriva anche la presa di posizione del segretario Guglielmo Epifani: "Saccomanni ha la nostra fiducia, l'unica cosa che gli chiediamo è che quando si tratterà di fare scelte di rigore si ricordi sempre che in una crisi come questa le scelte di rigore hanno bisogno di grande equità e grande giustizia sociale".
La replica di Brunetta. Non si è fatta attendere la replica di Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, a Fassina: "Al viceministro comunista del Pd, Stefano Fassina, rispondiamo con le proposte di coperture, per un totale di 10,5 miliardi, che abbiamo già consegnato, in forma ufficiale, al suo presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella giornata di mercoledì 18 settembre, e che sono state pubblicate, a scanso di equivoci, il giorno successivo, giovedì 19 settembre", ha dichiarato. "Forse il viceministro comunista Fassina, tutto intento a partecipare a inutili assemblee del suo partito, non le ha lette e non le ha studiate", ha proseguito Brunetta, "ce ne dispiace". poi, riferendosi a saccomanni, l'esponente del pdl che negli ultimi mesi aveva più volte criticato il ministro, appare questa volta più conciliante: "Perchè mai dovrebbe dimettersi?", ha detto rispondendo a una domanda durante la trasmissione In mezz'ora. Poi ha spiegato: quello fatto da Saccomanni "mi sembra un artificio retorico che non aiuta la chiarezza: siamo tutti con Letta, con il governo e con Saccomanni per far sì che l'Iva non aumenti e per cancellare anche la seconda rata Imu. Penso che Saccomanni non si dimetterà. Non mi è piaciuto però che dica 'se ci saranno le elezioni la prossima primavera nemmeno mi metto a trovare i soldi'. E no, un ministro tecnico non si comporta così, mi sembra una scivolata negativa". Detto questo, Brunetta ribadisce: "Non credo che Saccomanni si dimetterà e non le vorrei le sue dimissioni".