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Marco Ponti
"La fusione di Alitalia con Air France-Klm
è l'unica alternativa al fallimento adesso"

Il docente del Politecnico: le soluzioni politiche e i capitani coraggiosi si sono rivelati troppo fragili e ambiziosi
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MILANO  -  L'alternativa per Alitalia a un matrimonio con Air France- Klm? E' il fallimento. Interpellato sulla crisi della compagnia aerea, che oggi riunisce un consiglio di amministrazione decisivo che potrebbe sancire il passaggio del controllo in mano al gruppo francese, Marco Ponti, docente di Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano, ha le idee chiare: "Siccome in questo momento per Alitalia l'alternativa è il fallimento, non si può che accettare la proposta di Air France", già socia della compagnia tricolore con una partecipazione del 25% che salirebbe intorno al 50 per cento.

Non crede che, in difesa dell'italianità, possano tornare di attualità le varie soluzioni, in passato ventilate, di un intervento delle Ferrovie dello Stato o della Cdp?
"Per carità, abbiamo già dato!Sarebbe come ripubblicizzare Alitalia. E siccome nei vari salvataggi sono già stati spesi 5 miliardi, direi che può…
MILANO  -  L'alternativa per Alitalia a un matrimonio con Air France- Klm? E' il fallimento. Interpellato sulla crisi della compagnia aerea, che oggi riunisce un consiglio di amministrazione decisivo che potrebbe sancire il passaggio del controllo in mano al gruppo francese, Marco Ponti, docente di Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano, ha le idee chiare: "Siccome in questo momento per Alitalia l'alternativa è il fallimento, non si può che accettare la proposta di Air France", già socia della compagnia tricolore con una partecipazione del 25% che salirebbe intorno al 50 per cento.

Non crede che, in difesa dell'italianità, possano tornare di attualità le varie soluzioni, in passato ventilate, di un intervento delle Ferrovie dello Stato o della Cdp?
"Per carità, abbiamo già dato!Sarebbe come ripubblicizzare Alitalia. E siccome nei vari salvataggi sono già stati spesi 5 miliardi, direi che può bastare. Comunque al momento la proposta di Air France, ancorché non chiara, sembra l'unica sul tavolo".

Insomma, per parafrasare Giuseppe Garibaldi, o si fa il matrimonio con Air France o si muore...
"Direi di sì. Ed è chiaro che se i francesi prenderanno il controllo manterranno solo le rotte che a loro interessano. Salvano Alitalia, di cui sono diretti concorrenti, e fanno logicamente il loro tornaconto. Certo, avrebbe avuto molto piùsenso accettare la precedente proposta di Air France, che nel 2008, quando era meno indebitata di oggi, aveva messo sul piatto fino a 3 miliardi per rilevare la compagnia di bandiera".

Ma non fu possibile perché i "Capitani coraggiosi", sotto la regia dell'ex premier Silvio Berlusconi e dell'ex amministratore delegato di Intesa Corrado Passera, ebbero la meglio. Cosa pensa di quel progetto?
"Il piano dei Capitani coraggiosi, che prevedeva l'espansione su tre mercati, era troppo ambizioso fin dall'inizio. La crisi che è arrivata dopo non ha certo aiutato, ma quel progetto, tra l'altro sostenuto dai sindacati, era più politico che industriale e proprio per questo era fragile".

Un altro possibile partner di Alitalia, a un certo punto, sembrava potesse essere la compagnia aerea araba Etihad. Come avrebbe valutato un'integrazione?
"Premesso che il matrimonio sembra ormai sfumato e che la compagnia degli Emirati Arabi, essendo extra-comunitaria, non avrebbe potuto rilevare che una quota di minoranza di Alitalia, devo ammettere che il loro piano non era poi così male. Non essendo concorrente diretta della compagnia italiana, Etihad avrebbe forse privilegiato l'intercontinentale, puntando a un dimagrimento negli altri due mercati. Ma le cose sembra stiano andando in maniera diversa".