Economia

"No all'aumento Iva, effetti recessivi":
la protesta dei commercianti

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli chiede al governo di trovare soluzioni alternative. Confesercenti: rischi per la tenuta sociale del Paese

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ROMA - Le associazioni dei commercianti continuano a spronare il governo a trovare nuove soluzioni ed evitare così l'aumento dell'Iva, che avrebbe solo effetti recessivi e depressivi. La crisi "ha stremato famiglie e imprese" e impone al Governo "la responsabilità di scongiurare, anche se i tempi e i margini sono strettissimi, l'aumento dell'Iva, perché questo determinerebbe effetti recessivi e depressivi gravi per l'economia reale", spiega il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli in una nota. Per queste ragioni "è assolutamente necessario che il Consiglio dei Ministri vari entro lunedì sera misure per la stabilizzazione dell'economia e la crescita, a partire dal rinvio dell'incremento dell'Iva e senza ricorrere alla leva fiscale per trovare le risorse".

Altrimenti, è l'allarme di Massimo Vivoli, vice presidente di Confesercenti, a essere a rischio non sarebbero solo le prospettive di ripresa economica, ma "anche la tenuta della convivenza civile": "ci deve essere un modo per evitare queste nere previsioni, sta alla politica comprendere che questo ora è il suo compito primario: far ritrovare al Paese stabilità e fiducia". E invece, conclude Vivoli, "l'aumento dell'Iva non solo darà un nuovo duro colpo all'occupazione, alle imprese che lavorano per il mercato interno ed ai consumi, ma potrebbe essere solo l'inizio di una nuova grandinata fiscale insopportabile per famiglie ed imprese"