MILANO - Se cadesse il governo, paradossalmente, ci sarebbe la possibilità che i conti pubblici italiani si rimettessero in ordine, almeno fino a fine 2013. Almeno per la previsione, "del tutto teorica", della Cgia di Mestre, secondo cui, tuttavia, "ancora una volta a pagare il conto sarebbero gli italiani che tra l'aumento dell'Iva e il pagamento della seconda rata dell'Imu sulla prima casa si vedrebbero, negli ultimi 3 mesi di quest'anno, sfilare dalle tasche 3,3 miliardi di euro".
Secondo l'associazione degli artigiani di Mestre, "nel caso Letta non fosse più nelle condizioni di guidare il Governo e in Parlamento non si riuscisse a trovare una nuova maggioranza in grado di esprimere un nuovo Esecutivo, gli italiani in questi ultimi 3 mesi dell'anno subirebbero l'aumento dell'Iva ed il pagamento della seconda rata dell'Imu sulla prima casa", portando nelle casse dello Stato 3,4 miliardi di euro. Entrate che secondo la Cgia potrebbero coprire tre misure entro la fine dell'anno: il finanziamento della Cig in deroga, quello delle missioni militari e la correzione del rapporto deficit/Pil entro il 3%, che, complessivamente, varrebbero 2,5 miliardi. Resterebbero, quindi, 900 milioni di euro, che farebbero scendere il rapporto deficit/Pil al 2,96%.
L'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, però, costerà, nel 2014, 103 euro per ogni famiglia di 4 persone, che si aggiungerebbero ai 26 euro degli ultimi mesi del 2013. L'associazione sottolinea inoltre che - salvo interventi dell'ultima ora - "da martedì prossimo rischiamo di ritrovarci con l'aliquota ordinaria dell'Iva più elevata tra i principali competitors dell'area dell'euro: 2,4 punti in più rispetto alla Francia e addirittura 3 punti percentuali in più rispetto alla Germania". Fra le voci che subiranno i rincari maggiori ci sono i trasporti, carburanti in primis, con un aggravio medio sarà di 39 euro. Altri 20 euro aggiuntivi graveranno sulla spesa per l'abbigliamento e le calzature e altri 17 euro per l'acquisto della mobilia e degli elettrodomestici.
Secondo l'associazione degli artigiani di Mestre, "nel caso Letta non fosse più nelle condizioni di guidare il Governo e in Parlamento non si riuscisse a trovare una nuova maggioranza in grado di esprimere un nuovo Esecutivo, gli italiani in questi ultimi 3 mesi dell'anno subirebbero l'aumento dell'Iva ed il pagamento della seconda rata dell'Imu sulla prima casa", portando nelle casse dello Stato 3,4 miliardi di euro. Entrate che secondo la Cgia potrebbero coprire tre misure entro la fine dell'anno: il finanziamento della Cig in deroga, quello delle missioni militari e la correzione del rapporto deficit/Pil entro il 3%, che, complessivamente, varrebbero 2,5 miliardi. Resterebbero, quindi, 900 milioni di euro, che farebbero scendere il rapporto deficit/Pil al 2,96%.
L'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, però, costerà, nel 2014, 103 euro per ogni famiglia di 4 persone, che si aggiungerebbero ai 26 euro degli ultimi mesi del 2013. L'associazione sottolinea inoltre che - salvo interventi dell'ultima ora - "da martedì prossimo rischiamo di ritrovarci con l'aliquota ordinaria dell'Iva più elevata tra i principali competitors dell'area dell'euro: 2,4 punti in più rispetto alla Francia e addirittura 3 punti percentuali in più rispetto alla Germania". Fra le voci che subiranno i rincari maggiori ci sono i trasporti, carburanti in primis, con un aggravio medio sarà di 39 euro. Altri 20 euro aggiuntivi graveranno sulla spesa per l'abbigliamento e le calzature e altri 17 euro per l'acquisto della mobilia e degli elettrodomestici.