MILANO - Archiviate le tensioni politiche italiane con il governo Letta più forte dopo il doppio voto di fiducia incassato alla Camera e al Senato, le preoccupazioni degli investitori si rivolgono tutte verso gli Stati Uniti dove lo shutdown è arrivato al quarto giorno consecutivo bruciando già oltre un miliardo di dollari. Di fatto negli Usa si sono fermate quasi tutte le attività governative: sono chiusi i parchi nazionali, le biblioteche i monumenti e anche gli uffici amministrativi. E proprio per questo oggi non è neppure stato diffuso l'atteso rapporto mensile sull'occupazione. Al di là dello shutdown, per il quale non sono stati fatti passi avanti, a preoccupare i mercati è soprattutto lo stallo nelle trattative per l'innalzamento del tetto del debito pubblico. C'è tempo fino al 17 ottobre, ma Repubblicani e Democratici restano arroccati sulle rispettive posizioni e i disegni di legge vengono rimbalzati tra Camera, a maggioranza Repubblicana, e Senato, a maggioranza Democratica.
"Rinviare l'aumento del tetto del debito all'ultimo minuto è esattamente ciò di cui la nostra economia non ha bisogno, una ferita autoinflitta che fa del male a famiglie e aziende" ha tuonato il segretario Usa al Tesoro, Jacob Lew: "Come abbiamo visto due anni fa, una incertezza prolungata sul se il nostro Paese pagherà del tutto i suoi conti e in tempo ferisce la nostra economia". Il 17 ottobre il Tesoro non potrà più chiedere prestiti per gestire il governo e non sarà più in grado di onorare gli interessi sul debito entrando in default tecnico: "Esauriremo la nostra cassa molto rapidamente", ha concluso Lew.
Nonostante tutto, però, le Borse europee riprendono coraggio e rimbalzano dopo le vendite di ieri. A Milano Piazza Affari prende il largo e indossa la maglia rosa di giornata chiudendo la seduta in rialzo dell'1,59% trascinata dalle banche in scia al calo dello spread. Nel resto del Vecchio continente Londra sale dello 0,08%, Francoforte dello 0,29%, mentre Parigi recupera lo 0,88%. L'euro chiude in lieve calo a 1,3594 dollari e 131,99 yen. Si tratta in parte di un aggiustamento tecnico, che segue i forti ribassi che hanno colpito nei giorni scorsi il biglietto verde a causa ancora dello shutdown. In calo lo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi scende sotto quota 250 a 245 punti con i titoli italiani che rendono il 4,2%. Tra i singoli titoli ancora attenzione a Telecom Italia dopo le dimissioni del presidente Franco Bernabè e il passaggio delle deleghe all'ad Marco Patuano. Sotto i riflettori anche Finmeccanica, mentre il sottosegretario alla Difesa, Roberta Pinotti, annuncia l'accordo per la cessione di Ansaldo Energia alla Cdp.
Dopo la seduta negativa di ieri, Wall Street cerca il rimbalzo: il Dow Jones recupera lo 0,3% e torna sopra la soglia dei 15 mila punti, l'S&P 500 sale dello 0,3%, mentre il Nasdaq avanza dello 0,7% sostenuto anche dall'annuncio dei dettagli della quotazione in Borsa di Twitter che punta a raccogliere un miliardo di dollari.
In mattinata, intanto, la Boj, la Banca del Giappone, ha mantenuto la massa di stimoli monetari già varata, senza annunciare nuove misure e conferma la sua valutazione di un'economia in moderata ripresa. La Boj sostiene che le spese in conto capitale stanno crescendo, incoraggiate dall'aggressiva politica monetaria. Una decisione già scontata dal mercato e così la Borsa di Tokyo ha chiuso l'ultima seduta della settimana in calo dello 0,94%: anche in Giappone pesano i timori sull'impasse negli Usa delle trattative sullo 'shutdown' e sull'aumento del tetto del debito.
Sul fronte delle materie prime le quotazioni del petrolio sono ancora in calo con i contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre che vengono scambiati a 102,9 dollari al barile sul mercato elettronico di New York (103,16 ieri sera). A pesare sono i timori di un rallentamento dell'economia sull'onda dello shutdown. Il brent scende a 108,61 dollari. Restano deboli le quotazioni dell'oro che oscillano intorno ai valori di 1.300 dollari l'oncia con il lingotto con consegna immediata che, dopo essere sceso due giorni fa fino a 1.277 dollari l'oncia, viene ora scambiato sui mercati asiatici, intorno ai 1.315 dollari.
"Rinviare l'aumento del tetto del debito all'ultimo minuto è esattamente ciò di cui la nostra economia non ha bisogno, una ferita autoinflitta che fa del male a famiglie e aziende" ha tuonato il segretario Usa al Tesoro, Jacob Lew: "Come abbiamo visto due anni fa, una incertezza prolungata sul se il nostro Paese pagherà del tutto i suoi conti e in tempo ferisce la nostra economia". Il 17 ottobre il Tesoro non potrà più chiedere prestiti per gestire il governo e non sarà più in grado di onorare gli interessi sul debito entrando in default tecnico: "Esauriremo la nostra cassa molto rapidamente", ha concluso Lew.
Nonostante tutto, però, le Borse europee riprendono coraggio e rimbalzano dopo le vendite di ieri. A Milano Piazza Affari prende il largo e indossa la maglia rosa di giornata chiudendo la seduta in rialzo dell'1,59% trascinata dalle banche in scia al calo dello spread. Nel resto del Vecchio continente Londra sale dello 0,08%, Francoforte dello 0,29%, mentre Parigi recupera lo 0,88%. L'euro chiude in lieve calo a 1,3594 dollari e 131,99 yen. Si tratta in parte di un aggiustamento tecnico, che segue i forti ribassi che hanno colpito nei giorni scorsi il biglietto verde a causa ancora dello shutdown. In calo lo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi scende sotto quota 250 a 245 punti con i titoli italiani che rendono il 4,2%. Tra i singoli titoli ancora attenzione a Telecom Italia dopo le dimissioni del presidente Franco Bernabè e il passaggio delle deleghe all'ad Marco Patuano. Sotto i riflettori anche Finmeccanica, mentre il sottosegretario alla Difesa, Roberta Pinotti, annuncia l'accordo per la cessione di Ansaldo Energia alla Cdp.
Dopo la seduta negativa di ieri, Wall Street cerca il rimbalzo: il Dow Jones recupera lo 0,3% e torna sopra la soglia dei 15 mila punti, l'S&P 500 sale dello 0,3%, mentre il Nasdaq avanza dello 0,7% sostenuto anche dall'annuncio dei dettagli della quotazione in Borsa di Twitter che punta a raccogliere un miliardo di dollari.
In mattinata, intanto, la Boj, la Banca del Giappone, ha mantenuto la massa di stimoli monetari già varata, senza annunciare nuove misure e conferma la sua valutazione di un'economia in moderata ripresa. La Boj sostiene che le spese in conto capitale stanno crescendo, incoraggiate dall'aggressiva politica monetaria. Una decisione già scontata dal mercato e così la Borsa di Tokyo ha chiuso l'ultima seduta della settimana in calo dello 0,94%: anche in Giappone pesano i timori sull'impasse negli Usa delle trattative sullo 'shutdown' e sull'aumento del tetto del debito.
Sul fronte delle materie prime le quotazioni del petrolio sono ancora in calo con i contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre che vengono scambiati a 102,9 dollari al barile sul mercato elettronico di New York (103,16 ieri sera). A pesare sono i timori di un rallentamento dell'economia sull'onda dello shutdown. Il brent scende a 108,61 dollari. Restano deboli le quotazioni dell'oro che oscillano intorno ai valori di 1.300 dollari l'oncia con il lingotto con consegna immediata che, dopo essere sceso due giorni fa fino a 1.277 dollari l'oncia, viene ora scambiato sui mercati asiatici, intorno ai 1.315 dollari.