Economia

Parlamento Ue spaccato sulle norme
per regolare il mercato delle sigarette

Scontro sulla nuova Direttiva, che introdurrebbe le immagini choc sui pacchetti, vieterebbe quelli da dieci "bionde" e darebbe il via libera a nuove limitazioni. Produttori sulle barricate, in ballo c'è un business che per lo Stato italiano vale 14 miliardi. Martedì lo scontro a Strasburgo

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MILANO - Si avvicina lo scontro europeo sulla Direttiva del Tabacco, l'insieme di norme che prevedono tra l'altro il divieto per le sigarette slim e i pacchetti da 10, oltre all'introduzione di avvertenze sanitarie con immagini choc che occupino il 75% dei pacchetti. Martedì 8 ottobre il Parlamento europeo ne discuterà a Strasburgo, anche se poi bisognerà passare - dopo il voto in plenaria che potrebbe dare mandato alla relatrice Linda Mcavan - alla trattativa con il Consiglio per decidere il testo finale.

In campo ci sono le politiche per la salute e il benessere dei cittadini da una parte e dall'altra gli interessi economici, che vanno dalla tutela di una filiera importante per occupati e casse degli Stati al profitto di grandi aziende. Basta pensare che, solo per l'Italia, il gettito delle casse dello Stato da tutti i partecipanti alla filiera è di circa 14 miliardi di euro a titolo di Iva e accise. In Europa, il mercato vale 136 miliardi.

L'Eurocamera di fatto è frantumata - sia per gruppi politici, sia per gruppi di paesi - tra i pareri della Commissione Industria e quelli della Commissione Ambiente e Salute. Con la prima più attenta agli interessi della filiera che - dalla produzione agricola alla distribuzione - nella sola Italia conta 200mila persone, la seconda invece schierata sulla linea di scoraggiare il più possibile il vizio che - secondo i dati della Commissione europea - è "la prima delle cause di rischio evitabile per la salute". E che provoca 700mila morti all'anno, contando tutte le possibili malattie correlate al fumo.

Altri punti sensibili della direttiva, per quanto riguarda i prodotti tradizionali, sono la possibilità di continuare o meno la vendita di sigarette al mentolo, la lista degli additivi utilizzabili, e giù fino alla possibilità di continuare a vendere le sigarette di gomma o cioccolata. Il nodo per la sigaretta elettronica è invece essenzialmente sulla regolamentazione della vendita. Finora è stata praticamente libera, come il suo uso. La Commissione salute ha chiesto che venga assimilata ad un prodotto medicinale ed in quanto tale, da un certo tasso di nicotina in su, ne sia possibile la vendita solo in farmacia. C'è poi chi sostiene che i nuovi pacchetti favorirebbero il contrabbando, che a luglio è arrivato a superare il 9% del mercato totale delle sigarette e che potrebbe portare a perdite per lo Stato di 1,4 miliardi se il trend si confermasse nel 2013.

Il Censis è entrato nella dialettica con una ricerca che emerge che per otto italiani su dieci i pacchetti generici non sarebbero efficaci, dato simile a quegli scettici sull'abolizione dei pacchetti da dieci. Non manca la voce di alcuni politici: "I parlamentari italiani costituiti in coordinamento per la difesa del prodotto tabacco di qualità italiano hanno scritto una lettera aperta ai loro colleghi europarlamentari, in vista del voto in assemblea plenaria a Strasburgo sulla direttiva che rischia di colpire la pregiata coltura e l'occupazione collegata", ha detto Walter Verini.
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