MILANO - Non si ferma l'emorragia dei consumi: ad agosto l'indicatore di Confcommercio registra una diminuzione del 2,4% in termini tendenziali e una variazione nulla rispetto a luglio. Tuttavia, in termini di media mobile a tre mesi l'indicatore segnala una stabilizzazione, tendenza che prosegue ormai da alcuni mesi.
Questo fenomeno - avverte Confcommercio - seppur inserito in un contesto che ha visto consolidarsi, nei mesi estivi, i segnali di attenuazione della crisi e un miglioramento del quadro congiunturale limitato, per ora, principalmente al sentiment di famiglie e imprese, non lascia intravedere alcun recupero della domanda interna, nè segnali di crescita dei livelli occupazionali o del reddito disponibile.
Il miglioramento atteso - si legge ancora nella nota - è comunque di modesta entità, in considerazione dell'assenza di misure incisive volte alla diminuzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Peggio, Confcommerio teme si ripeta quanto accaduto con l'aumento dell'Iva e quindi che la necessità di consolidamento dei conti pubblici passi ancora una volta attraverso interventi di aumento delle entrate con misure che potrebbero comprimere le già modeste aspettative di crescita del 2014.
Nel dettaglio, la dinamica tendenziale dell'indicatore dei consumi di Confcommercio di agosto riflette una diminuzione dello 0,7% della domanda relativa ai servizi e del 3,5% della spesa per i beni. Ad agosto valori positivi, rispetto all'analogo mese dello scorso anno, si rilevano solo per i beni e servizi ricreativi (+0,5%) e per i beni e servizi per le comunicazioni (+1,0%). A livello di singole macro-funzioni di spesa la riduzione più significativa si è registrata per gli alimentari le bevande ed i tabacchi (-4,8%), andamento su cui ha pesato la dinamica fortemente negativa dei tabacchi.
Per i beni e servizi per la mobilità, voce che da quasi un biennio mostra un continuo ridimensionamento, il calo in termini tendenziali è stato del 4,6%. All'interno di questo aggregato continua, sia pure a ritmi meno sostenuti rispetto al passato, il calo della domanda per i mezzi di trasporto da parte di privati.
Questo fenomeno - avverte Confcommercio - seppur inserito in un contesto che ha visto consolidarsi, nei mesi estivi, i segnali di attenuazione della crisi e un miglioramento del quadro congiunturale limitato, per ora, principalmente al sentiment di famiglie e imprese, non lascia intravedere alcun recupero della domanda interna, nè segnali di crescita dei livelli occupazionali o del reddito disponibile.
Il miglioramento atteso - si legge ancora nella nota - è comunque di modesta entità, in considerazione dell'assenza di misure incisive volte alla diminuzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Peggio, Confcommerio teme si ripeta quanto accaduto con l'aumento dell'Iva e quindi che la necessità di consolidamento dei conti pubblici passi ancora una volta attraverso interventi di aumento delle entrate con misure che potrebbero comprimere le già modeste aspettative di crescita del 2014.
Nel dettaglio, la dinamica tendenziale dell'indicatore dei consumi di Confcommercio di agosto riflette una diminuzione dello 0,7% della domanda relativa ai servizi e del 3,5% della spesa per i beni. Ad agosto valori positivi, rispetto all'analogo mese dello scorso anno, si rilevano solo per i beni e servizi ricreativi (+0,5%) e per i beni e servizi per le comunicazioni (+1,0%). A livello di singole macro-funzioni di spesa la riduzione più significativa si è registrata per gli alimentari le bevande ed i tabacchi (-4,8%), andamento su cui ha pesato la dinamica fortemente negativa dei tabacchi.
Per i beni e servizi per la mobilità, voce che da quasi un biennio mostra un continuo ridimensionamento, il calo in termini tendenziali è stato del 4,6%. All'interno di questo aggregato continua, sia pure a ritmi meno sostenuti rispetto al passato, il calo della domanda per i mezzi di trasporto da parte di privati.