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Il Fmi chiede più coraggio alla Bce:
"Misure non convenzionali e taglio tassi"

Il Fondo monetario internazionale conferma le stime di luglio, ma vede nuovi rischi per la ripresa. Preoccupa la disoccupazione dell'Eurozona e alla Banca centrale dice: "E' necessario più allentamento monetario per ridurre la frammentazione del mercato"
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MILANO - La crescita dell'economia stenta. La ripresa è debole. Peggio: l'alto tasso di disoccupazione genererà nuove tensioni sociali. L'allarme arriva dal Fondo monetario internazionale che nelle sue ultime stime conferma le previsioni di luglio e chiede più coraggio alla Bce perché nell'Eurozona "è necessario più allentamento monetario, inclusi ulteriore taglio dei tassi di interesse e ulteriori misure non convenzionali per ridurre la frammentazione del mercato finanziario e migliorare l'accesso al credito soprattutto per le Pmi".

Ma non è solo l'Eurozona a preccupare il Fmi, anzi. Per gli economisti di Washington i danni all'economia americana causati da un breve shutdown sono limitati, ma uno prolungata chiusura delle attività federali può creare enormi difficoltà. "Ancora più importante è il fatto che il tetto del debito deve essere aumentato: non farlo prontamente potrebbe …
MILANO - La crescita dell'economia stenta. La ripresa è debole. Peggio: l'alto tasso di disoccupazione genererà nuove tensioni sociali. L'allarme arriva dal Fondo monetario internazionale che nelle sue ultime stime conferma le previsioni di luglio e chiede più coraggio alla Bce perché nell'Eurozona "è necessario più allentamento monetario, inclusi ulteriore taglio dei tassi di interesse e ulteriori misure non convenzionali per ridurre la frammentazione del mercato finanziario e migliorare l'accesso al credito soprattutto per le Pmi".

Ma non è solo l'Eurozona a preccupare il Fmi, anzi. Per gli economisti di Washington i danni all'economia americana causati da un breve shutdown sono limitati, ma uno prolungata chiusura delle attività federali può creare enormi difficoltà. "Ancora più importante è il fatto che il tetto del debito deve essere aumentato: non farlo prontamente potrebbe causare seri danni all'economia globale".

Un'economia che fatica costringendo il Fondo a rivedere al ribasso le previsioni di crescita mondiale. Il Pil aumenterà quest'anno del 2,9% (-0,3 punti percentuali rispetto alle stime di luglio), per accelerare nel 2014 al 3,6% (-0,2 punti percentuali). Nell'area Euro il pil si contrarrà nel 2013 dello 0,4%, meno del previsto (+0,1 punti percentuali rispetto alle stime di luglio) mentre per il 2014 è confermata una crescita dell'1%. Il Fmi lima invece al ribasso le stime per gli Usa: +1,6% quest'anno (-0,1 punti percentuali) e nel 2014 +2,6% (-0,2 punti percentuali).

Quanto all'Italia, il Fmi conferma le previsioni di luglio: il pil si contrarrà quest'anno dell'1,8%, dopo il -2,4% del 2012, per poi tornare a crescere nel 2014, quando segnerà un +0,7%. Il tasso di disoccupazione si attesterà nel 2013 al 12,5% e nel 2014 al 12,4%, in linea con la media dell'area euro (12,3% nel 2013 e nel 12,2% nel 2014).

Sulla ripresa pesano rischi "vecchi e nuovi. Le maggiori economie devono adottare politiche che migliorino le loro prospettive, altrimenti l'economia globale si metterà su una traiettoria di crescita lenta di medio termine". Secondo l'istituto di Washington la ripresa delle economie avanzate ha preso slancio, mentre le economie emergenti hanno rallentato. Frenano infatti i pil di Russia e India, e rallenta la corsa cinese. Per il Fondo l'economia russa quest'anno salirà dell'1,5% (-1,0 punti base) e il prossimo del 3,0% (-0,3%), e quella dell'India sarà ridotta quest'anno di 1,8 punti percentuali al 3,8% e nel 2014 di 1,1 punti percentuali al 5,1%. Rallenta anche la corsa della Cina : il pil 2013 crescerà del 7,6% (-0,2 punti percentuali) e nel 2014 del 7,3% (-0,4 punti percentuali).