MILANO - Guai a parlare di aiuti di Stato. Secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, la tesi secondo cui l'ingresso di Poste Italiane nella ex compagnia di bandiera si configura come un aiuto di Stato è da respingere in toto. Il gruppo postale, che "vede la partecipazione totalitaria del Ministero dell'Economia e delle Finanze", come si presenta esso stesso sul proprio sito internet, interverrà con 75 milioni in seguito alla ricapitalizzazione da 300 milioni approvata oggi dal Cda e lunedì all'esame dell'assemblea dei soci. Prima del voto del Cda, Lupi aveva anche detto che Air France "è considerato il principale partner internazionale di Alitalia": "Vediamo cosa farà sull'aumento di capitale, altrimenti si dovrà cambiare partner".
L'ad di Poste, Massimo Sarmi, chiarisce intanto che per l'investimento non sarà "utilizzata alcuna risorsa proveniente né da conti correnti postali né da buoni e libretti Postali. "Le risorse finanziarie per l'investimento - ha spiegato - saranno reperite esclusivamente dalla liquidità disponibile di Poste".
La dichiarazione di Lupi è seguita a quelle di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria: "Sono sempre molto perplesso di fronte agli interventi di una mano pubblica in una società privata - ha detto Squinzi - , ma passi se è un cerotto per tamponare una situazione di emergenza". Il leader degli industriali ha sottolineato che "una volta per tutte bisogna fare una riflessione seria per avere un piano di medio-lungo termine". "Forse l'Italia è diventato un paese troppo piccolo - ha ribadito il presidente di Confindustria - per permettersi una grande compagnia di bandiera. Bisognerà fare qualche riflessione forte da questo punto di vista".
Dello stesso tenore le dichiarazioni di Slc Cgil e Uilpost, che sono "perplessi" sulla bontà dell'operazione. Per Paolo Scaroni, numero uno dell'Eni, l'importante è che si tratti di una soluzione "affidabile": in questo caso, il Cane a Sei Zampe "non fermerà i rifornimenti" di carburante. Il vicepresidente della compagnia aerea, Salvatore Mancuso, si è limitato a definire "molto interessante" la soluzione delle Poste.
Anche Corrado Passera, già ministro e come manager impegnato sia in Intesa Sanpaolo (azionista di Alitalia) che nelle stesse Poste, è intervenuto sulla vicenda, dicendo che la crisi della compagnia "è colpa di una lunga recessione" non prevedibile nella durata e che l'intervento delle Poste è "potenzialmente positivo". Parole commentate da Carlo De Benedetti, editore di Repubblica, come "sconvolgenti ma non sorprendenti". "Certo, c'è stata la crisi da noi come altrove - ha detto De Benedetti dall'Internet Festival di Pisa - , ma la combinazione tra il marketing elettorale di Berlusconi e il marketing politico di Passera si è dimostrata disastrosa per tutti meno che per loro: più di 5 miliardi del denaro dei contribuenti sono stati bruciati sull'altare delle ambizioni personali".
Lupi, che ha parlato a Radio Anch'io, ha spiegato: "In uno scenario che in questi cinque anni è completamente cambiato, crediamo che non ci possa più essere una sola compagnia di bandiera, ma ci debba essere una grande alleanza internazionale. Riteniamo l'Italia - ha aggiunto - un punto fondamentale per il trasporto aereo internazionale. Air France in questi anni è stato individuato come il partner principale. C'e una sottoscrizione di aumento di capitale importante di 300 milioni. Vediamo cosa farà Air France, altrimenti il compito dell'azienda dovrà essere quello di individuare un altro partner internazionale".
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Intanto l'occhio dell'Enac, l'Ente che governa l'aviazione civile, continua a posarsi su Alitalia. "Se tutto procederà come indicato dal governo credo che non si correrà" il "rischio" che Alitalia chiuda i battenti, ha spiegato il presidente Vito Riggio in un'intervista su la Repubblica in edicola. "Se i soci approveranno questo aumento di capitale tutto proseguirà normalmente anche se l'Enac attende l'evoluzione dell'operazione prima di tornare ai controlli di routine. Il problema di Alitalia, ha ribadito Riggio, non sono la "regolarità e la sicurezza dei voli" che sono "a posto. Quel che non va per ora sono i quattrini", che ora dovrebbero arrivare dalla ricapitalizzazione. Per evitare un futuro caso-WindJet, Riggio propone un "fondo di garanzia, alimenatato con una quota parte dei biglietti, che metta al riparo da sorprese".
Anche l'Unione europea è vigile: il portavoce del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, ha detto che la Commissione esaminerà l'intervento delle Poste in Alitalia "se riceveremo una notifica". In "linea di principio", comunque, "Alitalia può ricevere aiuti a condizione che le regole sugli aiuti per il salvataggio e per la ristrutturazione delle imprese siano rispettati".
Il commento. Colaninno, c'è posta per te di ETTORE LIVINI
L'ad di Poste, Massimo Sarmi, chiarisce intanto che per l'investimento non sarà "utilizzata alcuna risorsa proveniente né da conti correnti postali né da buoni e libretti Postali. "Le risorse finanziarie per l'investimento - ha spiegato - saranno reperite esclusivamente dalla liquidità disponibile di Poste".
La dichiarazione di Lupi è seguita a quelle di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria: "Sono sempre molto perplesso di fronte agli interventi di una mano pubblica in una società privata - ha detto Squinzi - , ma passi se è un cerotto per tamponare una situazione di emergenza". Il leader degli industriali ha sottolineato che "una volta per tutte bisogna fare una riflessione seria per avere un piano di medio-lungo termine". "Forse l'Italia è diventato un paese troppo piccolo - ha ribadito il presidente di Confindustria - per permettersi una grande compagnia di bandiera. Bisognerà fare qualche riflessione forte da questo punto di vista".
Dello stesso tenore le dichiarazioni di Slc Cgil e Uilpost, che sono "perplessi" sulla bontà dell'operazione. Per Paolo Scaroni, numero uno dell'Eni, l'importante è che si tratti di una soluzione "affidabile": in questo caso, il Cane a Sei Zampe "non fermerà i rifornimenti" di carburante. Il vicepresidente della compagnia aerea, Salvatore Mancuso, si è limitato a definire "molto interessante" la soluzione delle Poste.
Anche Corrado Passera, già ministro e come manager impegnato sia in Intesa Sanpaolo (azionista di Alitalia) che nelle stesse Poste, è intervenuto sulla vicenda, dicendo che la crisi della compagnia "è colpa di una lunga recessione" non prevedibile nella durata e che l'intervento delle Poste è "potenzialmente positivo". Parole commentate da Carlo De Benedetti, editore di Repubblica, come "sconvolgenti ma non sorprendenti". "Certo, c'è stata la crisi da noi come altrove - ha detto De Benedetti dall'Internet Festival di Pisa - , ma la combinazione tra il marketing elettorale di Berlusconi e il marketing politico di Passera si è dimostrata disastrosa per tutti meno che per loro: più di 5 miliardi del denaro dei contribuenti sono stati bruciati sull'altare delle ambizioni personali".
Lupi, che ha parlato a Radio Anch'io, ha spiegato: "In uno scenario che in questi cinque anni è completamente cambiato, crediamo che non ci possa più essere una sola compagnia di bandiera, ma ci debba essere una grande alleanza internazionale. Riteniamo l'Italia - ha aggiunto - un punto fondamentale per il trasporto aereo internazionale. Air France in questi anni è stato individuato come il partner principale. C'e una sottoscrizione di aumento di capitale importante di 300 milioni. Vediamo cosa farà Air France, altrimenti il compito dell'azienda dovrà essere quello di individuare un altro partner internazionale".
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Intanto l'occhio dell'Enac, l'Ente che governa l'aviazione civile, continua a posarsi su Alitalia. "Se tutto procederà come indicato dal governo credo che non si correrà" il "rischio" che Alitalia chiuda i battenti, ha spiegato il presidente Vito Riggio in un'intervista su la Repubblica in edicola. "Se i soci approveranno questo aumento di capitale tutto proseguirà normalmente anche se l'Enac attende l'evoluzione dell'operazione prima di tornare ai controlli di routine. Il problema di Alitalia, ha ribadito Riggio, non sono la "regolarità e la sicurezza dei voli" che sono "a posto. Quel che non va per ora sono i quattrini", che ora dovrebbero arrivare dalla ricapitalizzazione. Per evitare un futuro caso-WindJet, Riggio propone un "fondo di garanzia, alimenatato con una quota parte dei biglietti, che metta al riparo da sorprese".
Anche l'Unione europea è vigile: il portavoce del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, ha detto che la Commissione esaminerà l'intervento delle Poste in Alitalia "se riceveremo una notifica". In "linea di principio", comunque, "Alitalia può ricevere aiuti a condizione che le regole sugli aiuti per il salvataggio e per la ristrutturazione delle imprese siano rispettati".
Il commento. Colaninno, c'è posta per te di ETTORE LIVINI