PARIGI - E' la classica storia di redenzione e speranza che dovrebbe vendersi bene. Hugues Le Bret era un dirigente di Société Générale, la banca che per prima è finita nel buco dei subprime. All'epoca dello scandalo, si è dimesso in dissenso con i vertici del gruppo finanziario nonostante fosse uno dei più fidati collaboratori di Daniel Bouton, ad di Société Générale. Le Bret ha sbattuto la porta e qualche mese dopo si è sfogato in un libro in cui ha rivelato molti dei retroscena legati a Jerome Kerviel, il trader messo sotto accusa per il buco finanziario provocato dalle scommesse sui derivati. Titolo: "La settimana in cui Kerviel stava per fa saltare il sistema finanziario mondiale".
Pubblicato nel 2010, è stato un bestseller: 55mila copie vendute in Francia, tradotto in molti paesi, compresa la Cina. La denuncia di Bret è tanto più rara che viene dall'interno del sistema. Anche per questo Le Bret è presentato dai giornali francesi come il "Robin Hood della finanza". Un complimento forse esagerato per questo banchiere pentito di 50 anni. Ma è vero che dopo aver chiuso con l'establishment finanziario, ed essersi rifatto un'immagine con il suo libro-denuncia, adesso Le Bret vuole dimostrare che "un'altra banca è possibile".
Dopo aver incontrato un imprenditore della banlieue parigina, Ryad Boulanouar, ha deciso di lanciare insieme a lui una sorta di "banca diffusa". Da novembre, il progetto sperimentale partirà con sportelli nei bar tabacchi. La start up creata da Le Bret e Boulanouar dovrebbe concentrarsi sul finanziamento di progetti imprenditoriali nelle periferie. Un progetto simile alla "banca dei poveri" ma in questo caso molto più tecnologica e sofisticata. Il nome provvisorio dovrebbe essere "Café Banque" mentre "No Bank" è il titolo del libro che uscirà in contemporanea con l'inaugurazione dei primi sportelli.
Pubblicato nel 2010, è stato un bestseller: 55mila copie vendute in Francia, tradotto in molti paesi, compresa la Cina. La denuncia di Bret è tanto più rara che viene dall'interno del sistema. Anche per questo Le Bret è presentato dai giornali francesi come il "Robin Hood della finanza". Un complimento forse esagerato per questo banchiere pentito di 50 anni. Ma è vero che dopo aver chiuso con l'establishment finanziario, ed essersi rifatto un'immagine con il suo libro-denuncia, adesso Le Bret vuole dimostrare che "un'altra banca è possibile".
Dopo aver incontrato un imprenditore della banlieue parigina, Ryad Boulanouar, ha deciso di lanciare insieme a lui una sorta di "banca diffusa". Da novembre, il progetto sperimentale partirà con sportelli nei bar tabacchi. La start up creata da Le Bret e Boulanouar dovrebbe concentrarsi sul finanziamento di progetti imprenditoriali nelle periferie. Un progetto simile alla "banca dei poveri" ma in questo caso molto più tecnologica e sofisticata. Il nome provvisorio dovrebbe essere "Café Banque" mentre "No Bank" è il titolo del libro che uscirà in contemporanea con l'inaugurazione dei primi sportelli.