MILANO - Il Senato americano prova a scongiurare il default del Paese e a riavviare le attività del governo bloccate dallo shutdown in corso da quasi due settimane. Con le trattative tra la Casa Bianca e la Camera bloccate dai Repubblicani, un gruppo bipartisan di senatori è al lavoro per presentare una proposta già in giornata partendo dalla bozza presentata dai Democratici che vorrebbero alzare il tetto al debito Usa - fissato per legge a 16.700 miliardi dollari - almeno fino a fine anno per guadagnare più tempo nelle trattative. Senza un'intesa nelle prossime ore, il 17 ottobre gli Stati Uniti raggiungeranno il limite imposto per legge e non saranno più in grado di rispettare i propri impegni finanziari.
Ieri, invece, il presidente Barack Obama, ha respinto una proposta della Camera che avrebbe garantito la fine dello shutdown con il temporaneo innalzamento del tetto al debito in cambio di concessioni sul budget federale per il prossimo anno. Nel frattempo però le trattative con lo Speaker della Camera John Boehner continuano. Obama, inoltre, pretende che l'accordo sul debito sia contestuale alla fine della chiusura delle attività federali.
A spingere i Repubblicani a trovare un accordo contribuiscono anche i sondaggi pubblici secondo cui i Gop sarebbero i principali resposanbili per la mancata intesa. Anche per questo - secondo la Cnn - i senatori repubblicani avrebbero dato a Boehner 24 ore di tempo per arrivare a un accordo e poi votare un provvedimento lampo che aumenti il tetto al debito per sei settimane senza però legare la questione al budget e quindi allo shutdown.
Cinque premi Nobel lavorano per il governo americano e quattro di loro sono a casa per lo shutdown. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Il presidente Barack Obama è stato aggiornato oggi sugli effetti nel settore della ricerca dell'impasse tra democratici e repubblicani sulle leggi di spesa. "Le agenzie di ricerca del governo sono nella grandissima parte chiuse e i progetti di ricerca bloccati", ha fatto sapere una fonte della Casa Bianca.
E sul problema del default americano interviene anche la Banca Mondiale: "Siamo a cinque giorni di
distanza da un momento pericoloso. Le autorità devono trovare rapidamente una soluzione prima che sia raggiunto il tetto del debito". Lo afferma il presidente, Jim Yong Kim, sottolineando che "più ci si avvicina alla scadenza, maggiore sarà l'impatto sui paesi in via di sviluppo: una mancata azione" sull'aumento del tetto del debito "sarebbe un evento disastroso per i paesi in via di sviluppo".
Ieri, invece, il presidente Barack Obama, ha respinto una proposta della Camera che avrebbe garantito la fine dello shutdown con il temporaneo innalzamento del tetto al debito in cambio di concessioni sul budget federale per il prossimo anno. Nel frattempo però le trattative con lo Speaker della Camera John Boehner continuano. Obama, inoltre, pretende che l'accordo sul debito sia contestuale alla fine della chiusura delle attività federali.
A spingere i Repubblicani a trovare un accordo contribuiscono anche i sondaggi pubblici secondo cui i Gop sarebbero i principali resposanbili per la mancata intesa. Anche per questo - secondo la Cnn - i senatori repubblicani avrebbero dato a Boehner 24 ore di tempo per arrivare a un accordo e poi votare un provvedimento lampo che aumenti il tetto al debito per sei settimane senza però legare la questione al budget e quindi allo shutdown.
Cinque premi Nobel lavorano per il governo americano e quattro di loro sono a casa per lo shutdown. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Il presidente Barack Obama è stato aggiornato oggi sugli effetti nel settore della ricerca dell'impasse tra democratici e repubblicani sulle leggi di spesa. "Le agenzie di ricerca del governo sono nella grandissima parte chiuse e i progetti di ricerca bloccati", ha fatto sapere una fonte della Casa Bianca.
E sul problema del default americano interviene anche la Banca Mondiale: "Siamo a cinque giorni di
distanza da un momento pericoloso. Le autorità devono trovare rapidamente una soluzione prima che sia raggiunto il tetto del debito". Lo afferma il presidente, Jim Yong Kim, sottolineando che "più ci si avvicina alla scadenza, maggiore sarà l'impatto sui paesi in via di sviluppo: una mancata azione" sull'aumento del tetto del debito "sarebbe un evento disastroso per i paesi in via di sviluppo".