Economia

Crisi, reddito non basta per 1 famiglia su 5
Confcommercio: ancora tagli ai consumi

Il 19% dei nuclei non riesce a far fronte alle spese e il 50% le ridurrà per far fronte alla crisi. Secondo lo studio condotto con il Censis peggiora anche il clima di fiducia. Sangalli: "L'aumento dell'Iva sgretola la timida ripresa"

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MILANO - Sono sempre più numerose le famiglie che non riescono a far fronte alle spese con il proprio reddito (sono aumentate al 19% rispetto all'11,3% del 2012) e quasi il 50% prevede di tagliare i consumi per affrontare la crisi. E' quanto emerge dalla studio Censis-Confcommercio sul clima di fiducia delle famiglie nel secondo semestre 2013. Riguardo all'immediato futuro cresce il senso di sfiducia e smarrimento di fronte alla crisi. Gli ottimisti sono passati dal 37 al 30% e gli incerti sono raddoppiati passando dal 16 al 33%.

Una famiglia su 4 nel secondo semestre del 2013 ha avuto difficoltà a pagare tasse e tributi e oltre il 72% ad affrontare spese impreviste. Per coprire le spese sono quasi raddoppiate le famiglie che si sono rivolte alle banche per un prestito mentre oltre il 30% ha dovuto posticipare alcuni pagamenti. Secondo le famiglie italiane le misure contro la disoccupazione (per il 55% delle famiglie) e la riduzione delle tasse (per il 42,3%) sono gli interventi prioritari che il Governo deve affrontare.

A questo si aggiunge l'aumento dell'Iva che "sta sgretolando la timida ripresa dei consumi" dice il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli: "Questo studio conferma che i consumi sono sempre più compressi e le spese rinviate. Quasi metà delle famiglie taglia le spese e si rivolge alle banche per mantenere il proprio standard di vita".