Economia

Usa, accordo sul debito. Obama:
"Ora riconquistiamo la fiducia dei cittadini"

Il presidente soddisfatto dell'intesa che evita il default e consente di riprendere le attività federali bloccate da più di due settimane. Non sarà toccata la riforma sanitaria del presidente: pesante sconfitta per l'ala più intransigente dei repubblicani

2 minuti di lettura
WASHINGTON - Soddisfazione per l'accordo che permette di evitare il default e di riprendere le attività federali ferme da 16 giorni. Ma anche, e soprattutto, un richiamo al Congresso affinché riconquisti "la fiducia" dei cittadini dopo questo durissimo scontro che ha rappresentato la più grave crisi politica del suo secondo mandato. Nella breve dichiarazione rilasciata dopo l'approvazione dell'intesa da parte del Senato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha utilizzato toni fermi e incisivi.

Obama ha invitato il mondo politico a smettere di governare "attraverso le crisi" e ha auspicato che la prossima volta la soluzione non venga trovata "all'ultimo minuto". Al contempo ha assicurato che subito dopo il voto della Camera dei rappresentanti avrebbe firmato il provvedimento, cosa che ha fatto nella notte. 

"Possiamo cominciare - a sollevare questa nube di incertezza e disagio che grava sulla nostra economia e sul popolo americano", ha affermato Obama. Il capo della Casa Bianca ha poi accennato agli impegni più urgenti che attendono l'amministrazione e il Congresso, citando le leggi sull'immigrazione, quelle sull'agricoltura e un bilancio che venga incontro alle esigenze della classe media. "C'è molto lavoro davanti a noi, a cominciare dalla necessità di riconquistare la fiducia degli americani perduta nelle ultime settimane", ha detto lanciando una stoccata ai repubblicani.

Il compromesso raggiunto dal leader dei senatori democratici Harry Reid e da quello repubblicano Mitch McConnell ha avuto come primo effetto un netto rialzo degli indici di Wall Street. Quindi è stato approvato prima al Senato con 81 sì e 18 no e poi alla Camera dei rappresentanti con 285 voti favorevoli (fra i quali quelli di 87 repubblicani) e 144 contrari. Poco più tardi la firma di Obama.

È stato così scongiurato il rischio di default che sarebbe scattato alle 23.59 di oggi, ora statunitense. E la Casa Bianca ha potuto annunciare l'immediata ripresa delle attività federali sospese e la possibilità di tornare al lavoro per tutti coloro che erano stati messi in congedo. Il direttore dell'ufficio budget della Casa Bianca, Sylvia Mathews Burwell, ha emanato una direttiva appena pochi minuti dopo la firma da parte di Obama della legge che ha posto fine allo shutdown e che ha elevato il tetto del debito statunitense. Chiaro il messaggio: tornate al lavoro regolarmente, si riaprano gli uffici "in maniera rapida e ordinata".

In base al testo, il Tesoro potrà continuare a indebitarsi fino al 7 febbraio e le attività federali potranno proseguire fino al 15 gennaio. Inoltre più di due milioni di dipendenti dell'amministrazione centrale - sia quelli rimasti in questi giorni al lavoro sia quelli che erano stati sospesi dal servizio - riceveranno regolarmente lo stipendio. Nel testo non si fa cenno all'abolizione o al ridimensionamento della riforma della sanità voluta da Obama, obiettivo principale della battaglia condotta in queste settimane dai repubblicani. L'accordo accoglie sostanzialmente le condizioni dettate dal presidente e lascia con l'amaro in bocca l'ala più intransigente del Gop, in particolare il Tea Party. Come ha riconosciuto lo speaker della Camera dei rappresentanti, John Boehner: "Abbiamo combattuto la battaglia giusta. Semplicemente, non abbiamo vinto".
I commenti dei lettori