ROMA - Secondo Confesercenti, la legge di Stabilità rischia di creare confusione nel calcolo delle imposizioni e potrebbe diventare l'ennesimo "salasso" per i cittadini. L'associazione delle piccole medie imprese lo spiega in uno studio, sottolineando che i costi di luce, acqua e trasporti controllati da enti locali sono già in aumento. Con la manovra, il trend è destinato a continuare. Un'inflazione senza freno che potrebbe compromettere la ripresa dei consumi. Il dato va in controtendenza con quanto avviene per le tariffe nazionali che crescono "solo" dell'11,4%, contro il 28,5 di quelle locali. Il rischio è di indebolire nuovamente il potere d'acquisto delle famiglie, aumentato, seppure di poco, grazie al rallentamento dell'inflazione generale.
Confesercenti registra gli aumenti maggiori nelle tariffe dell'acqua potabile (+41,3%) dei trasporti (urbani +26,2% ed extraurbani +24,7%), dei rifiuti solidi (+25,2%) e in quelle energetiche (+23,5%). "Le tasse sui servizi continuano a cambiare, nel nome e nel calcolo dell'imposizione - si legge nello studio - il risultato è un'inevitabile confusione, che spingerà quasi sicuramente gli Enti locali ad alzare il tiro". L'associazione sottolinea che la la manovra non mette le mani nelle tasche degli italiani ma "il probabile ricorso alle clausole di salvaguardia contenute nel provvedimento trasformerà la legge di stabilità nell'ennesimo salasso".
Il discorso non riguarda ovviamente solo le famiglie, le categorie che registreranno aumenti più consistenti sono gli esercizi di ristorazione e le vendite al dettaglio di generi ortofrutticoli freschi, con incrementi rispettivamente del 45% e 66%. Si stima che un albergo dovrà far fronte ad un ulteriore aggravio di spesa per Rifiuti e Servizi indivisibili di 1.000 euro l'anno, un parrucchiere di 80 euro l'anno, un ristorante di oltre 1.100 euro e un negozio di ortofrutta di quasi 800 euro l'anno.
L'arrivo della Tares a fine anno, rischia poi di rendere più nera una situazione già poco rosea: l' aggravio fiscale aggiuntivo previsto è di oltre mille euro, rispetto al 2012, per ristoranti e alberghi. La Trise poi, che scatterà dal 2014, presenta ancora grandi elementi di confusione, e si configura come un'incognita per famiglie, imprese e per gli stessi Comuni. La preoccupazione dunque è proprio per quanto accadrà il prossimo anno. "Non possiamo tacere - dice la Confesercenti - la preoccupazione per quello che potrà avvenire sul piano fiscale e delle tariffe se nel 2014 come pare, si darà la possibilità ai Comuni di incrementare in modo sostanzioso il gettito su famiglie ed imprese".
Confesercenti registra gli aumenti maggiori nelle tariffe dell'acqua potabile (+41,3%) dei trasporti (urbani +26,2% ed extraurbani +24,7%), dei rifiuti solidi (+25,2%) e in quelle energetiche (+23,5%). "Le tasse sui servizi continuano a cambiare, nel nome e nel calcolo dell'imposizione - si legge nello studio - il risultato è un'inevitabile confusione, che spingerà quasi sicuramente gli Enti locali ad alzare il tiro". L'associazione sottolinea che la la manovra non mette le mani nelle tasche degli italiani ma "il probabile ricorso alle clausole di salvaguardia contenute nel provvedimento trasformerà la legge di stabilità nell'ennesimo salasso".
Il discorso non riguarda ovviamente solo le famiglie, le categorie che registreranno aumenti più consistenti sono gli esercizi di ristorazione e le vendite al dettaglio di generi ortofrutticoli freschi, con incrementi rispettivamente del 45% e 66%. Si stima che un albergo dovrà far fronte ad un ulteriore aggravio di spesa per Rifiuti e Servizi indivisibili di 1.000 euro l'anno, un parrucchiere di 80 euro l'anno, un ristorante di oltre 1.100 euro e un negozio di ortofrutta di quasi 800 euro l'anno.
L'arrivo della Tares a fine anno, rischia poi di rendere più nera una situazione già poco rosea: l' aggravio fiscale aggiuntivo previsto è di oltre mille euro, rispetto al 2012, per ristoranti e alberghi. La Trise poi, che scatterà dal 2014, presenta ancora grandi elementi di confusione, e si configura come un'incognita per famiglie, imprese e per gli stessi Comuni. La preoccupazione dunque è proprio per quanto accadrà il prossimo anno. "Non possiamo tacere - dice la Confesercenti - la preoccupazione per quello che potrà avvenire sul piano fiscale e delle tariffe se nel 2014 come pare, si darà la possibilità ai Comuni di incrementare in modo sostanzioso il gettito su famiglie ed imprese".