MILANO - E' difficile pensare che i recenti travagli del governo di Enrico Letta, insieme alla difficile gestazione della Legge di Stabilità, non abbiano impattato sul calo della fiducia dei consumatori appena descritto dall'Istat nella consueta rilevazione: a ottobre l'indice del clima di fiducia dei consumatori è sceso a 97,3 dal 100,8 di settembre, dopo quattro rialzi consecutivi. Si è quindi portato di nuovo sotto la base 100, che rappresenta il livello del 2005. Secondo la Coldiretti, sul calo della fiducia impatta anche l'aumento dell'Iva, passata al 22% proprio a inizio mese.
Il peggioramento, diffuso a tutte le componenti tracciate dall'Istat, è particolarmente marcato per quella economica, che passa da 99,3 a 93,2 e per quella corrente che scende da 102,6 a 96,1. Il clima personale (attese sulla situazione della famiglia, opportunità di risparmio e acquisto beni durevoli, bilancio della famiglia) è in deciso peggioramento dal 102,4 al 98,1 di ottobre.
I giudizi dei consumatori sulla situazione economica del Paese sono in deciso peggioramento (d -110 a -129 il saldo); anche le attese si deteriorano rispetto al mese scorso con il saldo ch diminuisce a -14 da -11. Le aspettative sulla disoccupazione sono in aumento: il saldo passa a 71 da 68 del mese precedente. Il risultato è dovuto all’aumento della quota di rispondenti che giudica la disoccupazione futura in "forte aumento" (dal 22,3% in settembre al 26,1% in ottobre). Gli italiani, dunque, si vedono con meno lavoro e prezzi più alti per vivere: la maggior parte degli intervistati si aspetta un aumento della dinamica inflazionistica (il saldo passa da -5 a 37), dovuto principalmente all’aumento della quota di coloro che prevedono i prezzi in "forte crescita" (dal 13,3% di settembre al 24,2% di ottobre) e a quella di coloro che li prevedono in "crescita moderata" (dal 21,0% di settembre al 25,8% di ottobre) unitamente al calo della quota di quanti si aspettano una diminuzione (dal 5,5% di settembre al 4,2% di ottobre).
Guardando invece "all'orticello", i giudizi e le attese sulla situazione economica della famiglia peggiorano (i saldi passano rispettivamente da -58 a -64 e da -11 a -18). Il saldo dei giudizi sul bilancio familiare diminuisce a -22 da -18. La propria situazione è "molto peggiorata" e "peggiorata" per un numero crescente di persone: dal 10,1% al 13,5% e dal 37,3% al 39,1%, rispettivamente. Anche le prospettive si tingono di scuro: il saldo passa a -18 da -11. Per quanto riguarda i giudizi sul bilancio familiare, il saldo diminuisce a -22 da -18 del mese precedente.
Le opinioni sulle opportunità attuali e sulle possibilità future di risparmio sono valutate in diminuzione: i rispettivi saldi passano da 140 a 134 per le prime e da -48 a -59 per le seconde. Le valutazioni sull’opportunità di acquisto di beni durevoli mostrano un peggiormento, con il relativo saldo che passa a -90 da -79.
Il peggioramento, diffuso a tutte le componenti tracciate dall'Istat, è particolarmente marcato per quella economica, che passa da 99,3 a 93,2 e per quella corrente che scende da 102,6 a 96,1. Il clima personale (attese sulla situazione della famiglia, opportunità di risparmio e acquisto beni durevoli, bilancio della famiglia) è in deciso peggioramento dal 102,4 al 98,1 di ottobre.
I giudizi dei consumatori sulla situazione economica del Paese sono in deciso peggioramento (d -110 a -129 il saldo); anche le attese si deteriorano rispetto al mese scorso con il saldo ch diminuisce a -14 da -11. Le aspettative sulla disoccupazione sono in aumento: il saldo passa a 71 da 68 del mese precedente. Il risultato è dovuto all’aumento della quota di rispondenti che giudica la disoccupazione futura in "forte aumento" (dal 22,3% in settembre al 26,1% in ottobre). Gli italiani, dunque, si vedono con meno lavoro e prezzi più alti per vivere: la maggior parte degli intervistati si aspetta un aumento della dinamica inflazionistica (il saldo passa da -5 a 37), dovuto principalmente all’aumento della quota di coloro che prevedono i prezzi in "forte crescita" (dal 13,3% di settembre al 24,2% di ottobre) e a quella di coloro che li prevedono in "crescita moderata" (dal 21,0% di settembre al 25,8% di ottobre) unitamente al calo della quota di quanti si aspettano una diminuzione (dal 5,5% di settembre al 4,2% di ottobre).
Guardando invece "all'orticello", i giudizi e le attese sulla situazione economica della famiglia peggiorano (i saldi passano rispettivamente da -58 a -64 e da -11 a -18). Il saldo dei giudizi sul bilancio familiare diminuisce a -22 da -18. La propria situazione è "molto peggiorata" e "peggiorata" per un numero crescente di persone: dal 10,1% al 13,5% e dal 37,3% al 39,1%, rispettivamente. Anche le prospettive si tingono di scuro: il saldo passa a -18 da -11. Per quanto riguarda i giudizi sul bilancio familiare, il saldo diminuisce a -22 da -18 del mese precedente.
Le opinioni sulle opportunità attuali e sulle possibilità future di risparmio sono valutate in diminuzione: i rispettivi saldi passano da 140 a 134 per le prime e da -48 a -59 per le seconde. Le valutazioni sull’opportunità di acquisto di beni durevoli mostrano un peggiormento, con il relativo saldo che passa a -90 da -79.