Economia

"Stop agli stipendi d'oro".
L'ultima crociata svizzera

Il 24 novembre un referendum deciderà se imporre un limite di 12 volte al divario tra retribuzione più alta e più bassa. Nel mirino Andrea Orcel di Ubs: "Lo scorso anno ha guadagnato 21 milioni, quanto un salariato medio in 385 anni"

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LUGANO - Manca solo la scritta "wanted" e, poi, l'atmosfera rimanda ai film di John Ford e Sergio Leone. In Svizzera è partito in stile western, con tanto di diffusione settimanale via Facebook dei volti dei manager più pagati e delle loro astronomiche retribuzioni, il rush finale dei promotori dell'iniziativa "1:12". L'obiettivo finale, che verrà sottoposta a un referendum il prossimo 24 novembre, è ridurre il divario degli stipendi nelle aziende.

Il nome dell'iniziativa è "1:12" proprio perché i promotori chiedono che il salario più elevato sia al massimo 12 volte quello più basso. Il primo a fare le spese dell'attacco virale, con l'accusa di essere un "profittatore", è stato il banchiere italiano, Andrea Orcel che lo scorso anno, per passare da Merrill Lynch alla guida del settore Investment Banking di Ubs, percepì un ingaggio di 26 milioni di franchi, quasi 21 milioni di euro.

"Un salariato medio per guadagnare così tanto impiega 385 anni", denuncia il movimento giovanile del Partito Socialista Svizzero, partito lancia in resta con questa idea un po' folle di inserire, nella costituzione elvetica, il principio di abolire le disparità di trattamento economico abissali, tra base e vertici aziendali. Un principio che, se si votasse oggi, potrebbe anche sedurre la maggioranza dell'elettorato. Almeno secondo un sondaggio diffuso nei giorni scorsi. Quantomeno il risultato si preannuncia tirato. Grazie anche alla campagna contro i "profittatori" messa in atto su Facebook.

"Sta andando alla grande", conferma Gael Bourgeois, rappresentante dei giovani socialisti dei cantoni francofoni. E se gli si fa notare che quel manifesto da ricercato e quell'accusa di profittatore non sono il massimo del fairplay, Bonfils fa spallucce: "Quando uno come Brady Dougan, il Ceo di Credit Suisse, guadagna 730 franchi al minuto, quale altro commento volete fare?". "D'altronde - aggiunge l'esponente socialista - noi non abbiamo i mezzi della Confindustria, per la nostra campagna, quindi abbiamo dovuto dar fondo alla creatività. Comunque sia disponiamo di abbastanza esempi di profittatori da arrivare fino al 24 novembre, il giorno del voto".

"Forse non si rendono conto che chi guadagna tanto è, anche, un grosso contribuente", la replica del deputato liberale di Ginevra, Christian Lüscher, uno dei capofila del fronte del no: "Quanto ad Andrea Orcel - continua - il 50 per cento della somma che gli viene rimproverata è finita in tasse, di conseguenza ha contribuito a far funzionare le infrastruttuere dello Stato e ad aiutare le persone più sfavorite".