Il dollaro sprofonda e frena le Borse.
Debole Wall Street, spread a 245 punti
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERI
La convizione che la Fed manterrà invariata la sua politica monetaria espansiva spinge l'euro ai massimi da due anni contro il biglietto verde. Vola anche lo yen e soffrono le aziende dell'export. Delude la fiducia delle imprese tedesche. Ancora vendite su Autogrill. Telecom Italia maglia nera di giornata
MILANO - Il dollaro forte zavorra i mercati del Vecchio continente fiaccati dalle prese di beneficio dopo quasi due settimana di rialzi e condizionati dall'avvio della stagione delle trimestrali che si apre tra diverse incertezze. A questo si aggiungono le tensioni con gli Stati Uniti dopo lo scandalo del Datagate, con le intercettazioni telefoniche da parte dei servizi segreti Usa dei leader politici europei: una situazione sta raffreddando i rapporti tra le due sponde dell'Atlatico, proprio mentre Europa e America cercano una via comune alla ripresa economica. A condizionare la seduta odierna, è l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche sceso a a ottobre a 107,4 punti dai 107,7 punti di settembre, contro un atteso rialzo a 108 punti. Balzo oltre le attese, invece, per gli ordini di beni durevoli, che a settembre sono cresciuti del 3,7% rispetto ad agosto, a fronte di previsioni degli esperti che si fermavano a +2,5%. La fiducia dei consumatori, però, scende a o…
MILANO - Il dollaro forte zavorra i mercati del Vecchio continente fiaccati dalle prese di beneficio dopo quasi due settimana di rialzi e condizionati dall'avvio della stagione delle trimestrali che si apre tra diverse incertezze. A questo si aggiungono le tensioni con gli Stati Uniti dopo lo scandalo del Datagate, con le intercettazioni telefoniche da parte dei servizi segreti Usa dei leader politici europei: una situazione sta raffreddando i rapporti tra le due sponde dell'Atlatico, proprio mentre Europa e America cercano una via comune alla ripresa economica. A condizionare la seduta odierna, è l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche sceso a a ottobre a 107,4 punti dai 107,7 punti di settembre, contro un atteso rialzo a 108 punti. Balzo oltre le attese, invece, per gli ordini di beni durevoli, che a settembre sono cresciuti del 3,7% rispetto ad agosto, a fronte di previsioni degli esperti che si fermavano a +2,5%. La fiducia dei consumatori, però, scende a ottobre ai minimi dal dicembre 2012, a causa del timore dei danni che lo shutdown avrebbe potuto arrecare alla crescita economica: l'indice Michigan arretra a a 73,2 punti dai 77,5 di settembre.
In questo contesto incerto Wall Street si muove in lieve rialzo: il Dow Jones avanza dello 0,2% come l'S&P 500, il Nasdaq dello 0,3%. L'Europa però fatica a rialzare la testa dopo una mattinata debole: Londra chiude in rialzo dello 0,1% come Francoforte, mentre Parigi cede lo 0,08%. Pesante, invece, Milano: Piazza Affari registra un calo dell'1,45% nonostante la timida ripresa delle vendite al dettaglio ad agosto. In aumento lo spread. La differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è a 245 punti con i titoli italiani che rendono il 4,2%. Tra i titoli sotto osservazione Autogrill ancora pesante dopo che la famiglia Benetton ha collocato il 9% della società a 6,5 euro per azione. Pesante Telecom Italia sospesa anche per eccesso di ribasso in attesa di novità sul futuro del gruppo e sulle voci di un possibile aumento di capitale.
L'euro si indebolisce in chiusura e passa di mano per 1,3793 dollari e 134,32 yen, dopo aver aggiornato il proprio massimo da due anni a 1,3832 dollari. Dietro questo trend dell'euro c'è l'aspettativa che la Fed manterrà ancora per diversi mesi l'attuale livello di stimoli monetari.
E in mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in calo del 2,75% proprio sulla debolezza del dollaro rispetto allo yen che zavorra i titoli dell'export e in attesa degli annunci dei risultati di alcune società. Non è bastato, quindi, a sostenere gli acquisti l'aumento dell'inflazione che a settembre è salita dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2012: si tratta del quarto incremento consecutivo. Un trend che soddisfa il governo, anche se non significa che la deflazione, principale freno all'economia del Paese, sia finita. L'obiettivo di Shinzo Abe è portare l'inflazione al 2% entro il 2015.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo a 97,42 dollari per il barile Wti. L'oro ritraccia dopo una crescita dell'1,1% segnata alla vigilia. Il metallo giallo cede infatti lo 0,3% a 1.346,71 dollari l'oncia.
In questo contesto incerto Wall Street si muove in lieve rialzo: il Dow Jones avanza dello 0,2% come l'S&P 500, il Nasdaq dello 0,3%. L'Europa però fatica a rialzare la testa dopo una mattinata debole: Londra chiude in rialzo dello 0,1% come Francoforte, mentre Parigi cede lo 0,08%. Pesante, invece, Milano: Piazza Affari registra un calo dell'1,45% nonostante la timida ripresa delle vendite al dettaglio ad agosto. In aumento lo spread. La differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è a 245 punti con i titoli italiani che rendono il 4,2%. Tra i titoli sotto osservazione Autogrill ancora pesante dopo che la famiglia Benetton ha collocato il 9% della società a 6,5 euro per azione. Pesante Telecom Italia sospesa anche per eccesso di ribasso in attesa di novità sul futuro del gruppo e sulle voci di un possibile aumento di capitale.
L'euro si indebolisce in chiusura e passa di mano per 1,3793 dollari e 134,32 yen, dopo aver aggiornato il proprio massimo da due anni a 1,3832 dollari. Dietro questo trend dell'euro c'è l'aspettativa che la Fed manterrà ancora per diversi mesi l'attuale livello di stimoli monetari.
E in mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in calo del 2,75% proprio sulla debolezza del dollaro rispetto allo yen che zavorra i titoli dell'export e in attesa degli annunci dei risultati di alcune società. Non è bastato, quindi, a sostenere gli acquisti l'aumento dell'inflazione che a settembre è salita dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2012: si tratta del quarto incremento consecutivo. Un trend che soddisfa il governo, anche se non significa che la deflazione, principale freno all'economia del Paese, sia finita. L'obiettivo di Shinzo Abe è portare l'inflazione al 2% entro il 2015.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo a 97,42 dollari per il barile Wti. L'oro ritraccia dopo una crescita dell'1,1% segnata alla vigilia. Il metallo giallo cede infatti lo 0,3% a 1.346,71 dollari l'oncia.