Economia

Promessa di Alierta a Letta:
"Telecom resterà italiana"

Il presidente di Telefonica ha incontrato il premier a Palazzo Chigi: "Un incontro molto cordiale e costruttivo". Gli spagnoli ribadiscono l'impegno come socio industriale nello sviluppo del mercato domestico e degli investimenti. Fossati: "è uno scandalo che i soci italiani sostengano Telefonica"

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MILANO - L'impegno di Telefonica è che "Telecom Italia resti italiana e mantenga l'occupazione in Italia". Lo ha affermato il presidente della compagnia spagnola Cesar Alierta, uscendo da Palazzo Chigi dove ha incontrato il premier Enrico Letta. Il manager che con la compagnia spagnola ha rilevato il controllo di Telco, la holding che detiene il 22,5% dell'ex monopolista, ha ribadito l'impegno di Telefonica perché crescano gli investimenti in fibra ottica e 4G di Telecom Italia.

Il numero uno di Telefonica ha poi descritto l'inconto come "molto cordiale e costruttivo. Abbiamo dato il nostro impegno come socio industriale di Telecom Italia per lo sviluppo del mercato domestico e degli investimenti. Gli investimenti infatti nella tecnologia sono fondamentali in qualsiasi Paese, sono importanti per la crescita e lo sviluppo dell'economia italiana e della stessa Telecom". Il presidente di Telefonica ha infine spiegato che nel colloquio non si è parlato di un'eventuale modifica della legge sull'Opa, del Golden Power e dello scorporo della rete.
 
Alle dichiarazioni di Alierta e a quelle di Mediobanca, in difesa di Telefonica, Telco, ha risposto Marco Fossati, socio al 5% di Telecom: gli spagnoli "hanno a cuore i propri interessi e tengono in minoranza l'85% dell'azionariato". "Trovo scandaloso quanto ho letto sui giornali - ha detto all'Ansa Fossati - i soci italiani di Telco ed i loro relativi consiglieri nel CdA di Telecom Italia dovrebbero avere la decenza di non fare dichiarazioni a favore di Telefonica soprattutto in conseguenza della loro uscita e cessione alla stessa. Se fossero sinceri nelle loro espressioni non avrebbero dovuto vendere la loro posizione, lasciando tutte le minoranze in mano al comando di Telefonica". La questione non è "dare il benestare per il comando a gruppi stranieri o italiani - aggiunge Fossati - ma se consegnare il comando della società a gruppi che realmente hanno a cuore la valorizzazione di Telecom o a gruppi che opportunisticamente hanno a cuore i propri interessi, sborsando pochi denari e tenendo in minoranza l'85% dell'azionariato". Anche sulle prospettive di un confronto serrato tra gli azionisti, il titolo Telecom ha strappato sul finale di seduta chiudendo in rialzo del 6%.