Economia

Visco: banchieri e bancari,
tagliate i vostri costi

ANALISI. Il governatore è interevenuto alla Giornata del risparmio e ha difeso le banche dall'ondata di pessimismo che le vede partire già bocciate ai test della Bce. Ma ha poi sferzato sul taglio dei costi, che oggi sono al 62% dei ricavi e ben sopra la media Ue

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ROMA - Il governatore Ignazio Visco, nel suo intervento alla Giornata del risparmio, ha difeso le banche italiane contro l'onda un po' disfattista che le vedrebbe travolte, l'anno prossimo, dagli effetti della revisione degli attivi da parte della Bce. Chi ritiene che metterà gli istituti domestici in ginocchio, tosandone i crediti per costringerle a ricapitalizzazioni che oggi nessuno vuole o può pagare, per il numero uno della Banca d'Italia ha torto. "Le opinioni secondo cui il sistema bancario italiano avrebbe oggi forti necessità di ricapitalizzazione non sono fondate", ha dichiarato Visco, nel ricordare come sia "poco probabile" lo scenario adottato dal Fondo monetario, che pure nei suoi stress test ha limitato a una forchetta 6 e 14 miliardi il capitale addizionale per le vigilate.

Ma le blandizie del controllore finiscono qui. Il governatore è infatti tornato sui problemi "strutturali del sistema, sui quali mi sono già espresso in passato ma è necessario tornarvi perché rimangono in gran parte irrisolti". La logica del banchiere centrale è ferrea: in un contesto che fatica a uscire da cinque anni di crisi e recessione, e in cui resta "difficile ipotizzare un significativo aumento dei ricavi bancari", il sospirato recupero di redditività (oggi il Roe del sistema è di poco sotto lo zero) non può che avvenire con un nuovo round di taglio dei costi.

Documento. Il discorso di Visco

L'incidenza dei costi sui ricavi delle banche italiane, ha ricordato Visco, "nei primi sei mesi di quest'anno è al 62%, circa 5 punti superiore alla media delle maggiori banche europee". Pertanto, "nel breve termine il recupero di redditività esige interventi decisi sui costi, inclusi quelli del lavoro che rappresentano oltre la metà del totale". Malgrado quanto già fatto - dall'avvio della crisi circa 20mila bancari sono usciti dal circuito, e 2mila sportelli sono stati chiusi in Italia - il governatore ha chiesto un'azione più incisiva, "non dissimile da quella vista nella seconda metà degli anni 90 che permise di ridurre il divario con i principali sistemi europei". Una tornata che per Visco dovrà contemplare "una revisione, anch'essa decisa, delle remunerazioni dell'alta dirigenza". Nuovi argomenti, ai tagliatori di costi, verranno poi dalle innovazioni che stanno svuotando le filiali e intasando i canali alternativi di utenza. "Un radicale ripensamento dei canali distributivi - lo ha chiamato il governatore - che sfrutti appieno la opportunità dell'innovazione tecnologica, per concentrare la rete distributiva tradizionale sui prodotti più complessi".

Gli interventi di Saccomanni, Napolitano e Guzzetti

L'Abi dei banchieri, che qualche settimana fa ha unilateralmente disdettato il contratto di lavoro bancario, causando uno dei rari scioperi generali della categoria (indetto per domani) sembra già all'opera. Meno sintonizzati, invece, appaiono i dipendenti della Banca d'Italia stessa, che nel testo del Ddl Stabilità si vedono sbloccare la possibilità di negoziare aumenti contrattuali, imposta per tre anni da Giulio Tremonti, e in rimozione da parte del ministro del Tesoro ed ex direttore generale della vigilanza Fabrizio Saccomanni.