Economia

Un italiano su 4 compra "taroccato".
Confcommercio: "Fenomeno aumenta"

Secondo un'indagine dell'associazione commercianti, il 55,3% dei consumatori ritiene questi acquisti piuttosto normali e, inoltre, utili per chi ha difficoltà economiche. Tra i prodotti più acquistati ci sono i capi di vestiario 

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MILANO - Falsi e "taroccati" piacciono sempre di più. Colpa anche della crisi e della voglia di consumare degli italiani alle prese con una recessione che non accenna a mollare la crisi, ma il 25,6% dei consumatori almeno una volta nel 2013 ha acquistato prodotti illegali. Un fenomeno - rivela un'indagine di Confcommercio - in aumento negli ultimi anni, è più diffuso tra le donne e i giovani; il Mezzogiorno l'area più colpita.

Accanto ai prodotti taroccati "tradizionali" come le borsa griffata, ci sono fenomeni illegali nuovi, come l'acquisto, il più delle volte in rete, di biglietti per spettacoli per il cinema o per concerti, o titoli di viaggio pirata. Tra i prodotti illegali acquistati nel 2013 al primo posto ci sono i capi di vestiario (41,2%), seguono l'alimentare (28,1%), pelletteria (26,9%) e occhiali (27,6%). Per oltre il 50% dei consumatori la ragione principale degli acquisti illegali è di natura economica e con la crisi, il fenomeno - dice l'indagine - ha subito un incremento.

Acquistare prodotti o servizi illegali rischia però di diventare la normalità: il 55,3% dei consumatori ritiene questi acquisti piuttosto normali e, inoltre, utili per chi ha difficoltà economiche, indica la ricerca. Tuttavia la quasi totalità degli acquirenti è consapevole dei rischi: circa l'80% dei consumatori ritiene infatti che l'acquisto di prodotti illegali o contraffatti, o l'utilizzazione di servizi svolti da abusivi, possa comportare rischi per la salute e la sicurezza, rivelandosi di scarsa qualità. Inoltre, il 79% è consapevole del fatto che l'illegalità altera le regole del mercato e penalizza le imprese regolari. Rispetto al 2010, il fenomeno è in aumento, in particolare si sta diffondendo l'acquisto, soprattutto in rete, di biglietti per manifestazioni di vario genere (cinema, concerti) o di biglietti di viaggio pirata.

Ma c'è anche una quota di 'inconsapevoli': il 10,3% dei consumatori si è imbattuto, almeno una volta nella vita, nell'acquisto di un prodotto o di un servizio che successivamente ha scoperto essere illegale o erogato da soggetti non autorizzati, mostrando tuttavia in maggioranza un atteggiamento piuttosto tollerante.
 
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