"Giovani fuori", quando i cervelli se ne vanno. Le storie dei nostri talenti nello speciale di Repubblica Tv
<br />di LAURA PERTICIIl ministro Giovannini in studio per rispondere alle domande
Dov'è il futuro? Sempre più spesso, per uscire dalla nebulosa frustrante del domani che non c'è, i ragazzi vanno all'estero. Ragazzi poi non sono più. Tra di loro aumentano anche i ventenni ma in prevalenza hanno fra i trenta ed i quaranta anni. Sono più maschi che femmine. Partono più dal nord che dal sud. Scelgono più l'Europa dell'America. Tutti, a prescindere, fanno un tentativo. Si mettono in gioco con entusiasmo, in qualche caso rabbia, speranza e paura. Viaggiano in cerca di lavoro. Forse, prima ancora, di realizzazione.
Per raccontarli, Repubblica Tv sarà in onda oggi dalle 21 con un appuntamento speciale. Un live intitolato "Giovani fuori", cercando di contenere in una formula anche l'eventuale ed auspicabile ebbrezza che spinge gli italiani ad andare. Collegati in video da New York, Barcellona, Berlino e Ginevra, Parigi, dalla Norvegia o da Avellino e Chieti (dove qualcuno è tornato) ci saranno i nostr…
Per raccontarli, Repubblica Tv sarà in onda oggi dalle 21 con un appuntamento speciale. Un live intitolato "Giovani fuori", cercando di contenere in una formula anche l'eventuale ed auspicabile ebbrezza che spinge gli italiani ad andare. Collegati in video da New York, Barcellona, Berlino e Ginevra, Parigi, dalla Norvegia o da Avellino e Chieti (dove qualcuno è tornato) ci saranno i nostr…
Dov'è il futuro? Sempre più spesso, per uscire dalla nebulosa frustrante del domani che non c'è, i ragazzi vanno all'estero. Ragazzi poi non sono più. Tra di loro aumentano anche i ventenni ma in prevalenza hanno fra i trenta ed i quaranta anni. Sono più maschi che femmine. Partono più dal nord che dal sud. Scelgono più l'Europa dell'America. Tutti, a prescindere, fanno un tentativo. Si mettono in gioco con entusiasmo, in qualche caso rabbia, speranza e paura. Viaggiano in cerca di lavoro. Forse, prima ancora, di realizzazione.
Per raccontarli, Repubblica Tv sarà in onda oggi dalle 21 con un appuntamento speciale. Un live intitolato "Giovani fuori", cercando di contenere in una formula anche l'eventuale ed auspicabile ebbrezza che spinge gli italiani ad andare. Collegati in video da New York, Barcellona, Berlino e Ginevra, Parigi, dalla Norvegia o da Avellino e Chieti (dove qualcuno è tornato) ci saranno i nostri talenti, uomini e donne con le loro storie, le idee, i successi e le delusioni da raccontare. Li ascolterà in studio a Roma il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, con il quale i protagonisti della serata dialogheranno insieme ai lettori che vorranno intervenire con commenti o domande. In linea dal Veneto anche il politologo Ilvo Diamanti, il quale solo la scorsa settimana ha scritto della migrazione di giovani italiani ad alto profilo professionale e scientifico.
Vite e cervelli perduti dal nostro Paese? Per ora sicuramente si fa - si può fare - poco, pochissimo per spingerli a rientrare. E dunque i "giovani adulti" rimangono all'estero, tante volte dopo aver sperimentato l'Erasmus o aver conseguito un master. Secondo l'Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero) i cittadini italiani in tutto il mondo sono 4 milioni e 300 mila, 80 mila registrati solo nel 2012, quando la tendenza è aumentata del 30 per cento. Sull'anno ancora in corso mancano i numeri ma, superato ormai il picco del 40 per cento di disoccupazione giovanile, sarà difficile non registrare anche un aumento di addii. O di arrivederci. Perché per molti questa è l'ambizione professionale e il desiderio personale.
Lo ha spiegato bene Anna Chiara De Luca - 33 anni, biofisica campana, ricercatrice al Cnr di Napoli dove è titolare di start up Airc - nell'intervento al Quirinale davanti a Giorgio Napolitano, durante la Giornata nazionale di ricerca sul cancro: "Finita l'università ed il dottorato a Napoli, decisi di trasferirmi in Scozia, presso l'università St. Andrews. Io, come tanti, per quattro anni sono stata un cervello in fuga. Solo il cervello era in fuga, però. Il cuore è rimasto sempre a casa, in Italia. E l'esperienza scozzese ha rafforzato in me la convinzione che il mondo della ricerca non possa essere immaginato come un circuito chiuso nelle frontiere nazionali, bensì come contesto dimanico e cosmopolita". Il concetto potrebbe valere per qualsiasi mestiere, mente, individuo. O non è questo anche il tempo della generazione W? Come web. E whenever, wherever.
Per raccontarli, Repubblica Tv sarà in onda oggi dalle 21 con un appuntamento speciale. Un live intitolato "Giovani fuori", cercando di contenere in una formula anche l'eventuale ed auspicabile ebbrezza che spinge gli italiani ad andare. Collegati in video da New York, Barcellona, Berlino e Ginevra, Parigi, dalla Norvegia o da Avellino e Chieti (dove qualcuno è tornato) ci saranno i nostri talenti, uomini e donne con le loro storie, le idee, i successi e le delusioni da raccontare. Li ascolterà in studio a Roma il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, con il quale i protagonisti della serata dialogheranno insieme ai lettori che vorranno intervenire con commenti o domande. In linea dal Veneto anche il politologo Ilvo Diamanti, il quale solo la scorsa settimana ha scritto della migrazione di giovani italiani ad alto profilo professionale e scientifico.
Vite e cervelli perduti dal nostro Paese? Per ora sicuramente si fa - si può fare - poco, pochissimo per spingerli a rientrare. E dunque i "giovani adulti" rimangono all'estero, tante volte dopo aver sperimentato l'Erasmus o aver conseguito un master. Secondo l'Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero) i cittadini italiani in tutto il mondo sono 4 milioni e 300 mila, 80 mila registrati solo nel 2012, quando la tendenza è aumentata del 30 per cento. Sull'anno ancora in corso mancano i numeri ma, superato ormai il picco del 40 per cento di disoccupazione giovanile, sarà difficile non registrare anche un aumento di addii. O di arrivederci. Perché per molti questa è l'ambizione professionale e il desiderio personale.
Lo ha spiegato bene Anna Chiara De Luca - 33 anni, biofisica campana, ricercatrice al Cnr di Napoli dove è titolare di start up Airc - nell'intervento al Quirinale davanti a Giorgio Napolitano, durante la Giornata nazionale di ricerca sul cancro: "Finita l'università ed il dottorato a Napoli, decisi di trasferirmi in Scozia, presso l'università St. Andrews. Io, come tanti, per quattro anni sono stata un cervello in fuga. Solo il cervello era in fuga, però. Il cuore è rimasto sempre a casa, in Italia. E l'esperienza scozzese ha rafforzato in me la convinzione che il mondo della ricerca non possa essere immaginato come un circuito chiuso nelle frontiere nazionali, bensì come contesto dimanico e cosmopolita". Il concetto potrebbe valere per qualsiasi mestiere, mente, individuo. O non è questo anche il tempo della generazione W? Come web. E whenever, wherever.