Economia

Air France non sottoscrive
l'aumento di capitale di Alitalia

L'annuncio ufficiale è arrivato con una nota del gruppo francese che però ribadisce l'intenzione di restare partner del vettore italiano. Ma Lupi rilancia la caccia a un socio estero. Ieri il "no" al piano industriale varato dal consiglio di amministrazione

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MILANO - Air France non sottoscrive l'aumento di capitale di Alitalia. Dopo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni e il voto contrario della società francese all'operazione, è arrivata la nota ufficiale del gruppo che, tuttavia, resterà partner del vettore italiano. La decisione giunge così all'indomani del consiglio di amministrazione ha approvato il nuovo piano industriale della compagnia prorogando, anche, la sottoscrizione dell'aumento di capitale al 27 novembre.

Un piano che però non ha convinto i francesi: "I rappresentanti del gruppo Air France-Klm nel Consiglio di amministrazione dell'Alitalia hanno apprezzato le modifiche al piano industriale, ma non le hanno ritenute sufficienti, soprattutto sul fronte della ristrutturazione del debito". Una posizione ribadita oggi anche dall'ad del gruppo Alexandre de Juniac che in un incontro con la stampa ha detto: "Il piano di Alitalia è "estremamente coraggioso vista la situazione molto difficile in cui si trova la compagnia", ma manca di una componente finanziaria sulla "ristrutturazione del passivo di bilancio". De Juniac ha poi aggiunto: "Non abbiamo richiesto tagli di posti di lavoro, non vogliamo trasformare Alitalia in una compagnia regionale, non vogliamo sopprimere l'hub di Fiumicino. Non vogliamo comprare una compagnia per distruggerla".

Quanto ai rapporti futuri Air France "continuerà a costruire sugli ottimi risultati di Alitalia in termini di performance operativa, qualità del servizio e controllo dei costi questa partnership, siglata nel 2009 per un periodo di otto anni, che ha molti vantaggi per entrambe le società". Dopo l'aumento di capitale  "Air France-Klm prevede di convertire le obbligazioni convertibili; questa operazione consentirà di migliorare i fondi di Alitalia, mantenendo stretti legami con la partecipazione". Con il no all'aumento da 300 milioni, Air France scenderà a una quota compresa tra il 5% e il 10% della compagnia italiana dall'attuale 25%. L'entità esatta della partecipazione dipenderà da come andranno la sottoscrizione dell'aumento di capitale e la conversione delle obbligazioni, che nel caso di Air France-klm hanno un valore di 24 milioni di euro circa, precisano le fonti citate da Radiocor. La quota dovrebbe quindi garantire almeno un posto nel consiglio di amministrazione di Alitalia, dai quattro attuali.

Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, in una nota sottolinea l'apprezamento per "la volontà francese di continuare la collaborazione con la compagnia italiana. Ora sarà possibile effettivamente, la società innanzitutto e il governo per quanto gli compete, avviare la ricerca di un altro vettore internazionale interessato a una forte partnership con Alitalia".

A questo punto è probabile che riprenda la ricerca di un nuovo socio industriale come aveva già spiegato il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi secondo cui senza Air France sarebbe stato necessario "esplorare altre opzioni". Preoccupa, invece, la questione degli esuberi sulla quale il vicepresidente Salvatore Mancuso non è entrato nei dettagli limitandosi a dire che "sono stati tenuti in grande considerazione i lavoratori e le loro famiglie". Ma nel comunicato finale c'è scritto: "Il piano industriale si basa sulla ricerca di una accresciuta efficienza nella gestione delle attività e su un miglioramento della capacità di competere sul mercato anche attraverso una severa riduzione dei costi". E i licenziamenti potrebbero essere duemila: "Non accetteremo alcun esubero" ha chiosato il leader della Uil, Luigi Angeletti.
 
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