Economia

Inps, l'allarme di Mastrapasqua:
"Il deficit non lascia tranquilli"

Il presidente dell'ente previdenziale ha scritto a Saccomanni e Giovannini per invitarli a una riflessione sulla sullo squilibrio nei conti imputabile all'accorpamento di Inpdap ed Enpals. La replica del ministro dell'Economia: "Nessun motivo" di preoccupazione. Poi la precisazione Inps in una nota

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MILANO - Il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, fa sapere di aver "scritto ai ministri Saccomanni e Giovannini", "invitando a fare un'attenta riflessione" sul bilancio dell'Istituto che ormai è "un bilancio unico, essendo il disavanzo patrimoniale ed economico qualcosa che, visto dall'esterno, può dare segnale di non totale tranquillità".

Parlando davanti alla commissione bicamerale sul controllo degli enti previdenziali, Mastrapasqua ha spiegato come "la genesi della perdita dell'Inps" derivi da "uno squilibrio imputabile essenzialmente al deficit ex Inpdap, alla forte contrazione dei contributi per blocco del turnover del pubblico impiego e al continuo aumento delle uscite per prestazioni istituzionali". L'Inps infatti ormai accorpa anche gli ex Inpdap ed Enpals. Una situazione difficile alla quale, secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, devono seguire fatti: "Oltre a lanciare allarmi, mi piacerebbe che Mastrapasqua ci dicesse cosa pensa di fare", commenta la sindacalista. A stretto giro arriva anche la parola rassicurante del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che sottolinea come non ci sia "nessun motivo d'allarme".

Nel tardo pomeriggio lo stesso presidente corregge il tiro con una nota dell'Inps, dove si spiega che i conti dell'Istituto sono in piena sicurezza e si "smentisce ogni allarmismo diffuso dopo l'audizione di questa mattina alla Commissione bicamerale. C'è piena e totale sostenibilità dei conti della previdenza e dell'Inps. Nessun allarme e nessun allarmismo. Oggi mi sono limitato a ribadire quanto ho affermato lo scorso mese di luglio nell'annuale relazione al Parlamento e che cioè il disavanzo ereditato dall'ex Inpdap, non deve trasformarsi in un sintomo di incertezza sulla tenuta della previdenza italiana. E' solo un problema contabile, che non mina la certezza dei flussi finanziari. Nessun rischio né per oggi né per domani. Le pensioni sono e saranno regolarmente pagate".

Sul bilancio ex-Inpdap, spiega ancora Mastrapasqua, grava "il continuo aumento delle uscite per prestazioni istituzionali, a fronte di trasferimenti statali che appaiono non completamente rispondenti ai fabbisogni, soprattutto nella quota attribuita come anticipazione, innescando crescenti rischi di sotto finanziamento dei disavanzi previdenziali e di progressivo aggravamento delle passività". Sarebbe quindi "auspicabile" riflettere sulla possibilità di intervenire, per legge, in modo da tornare alla situazione precedente alla Finanziaria del 2008, quando in pratica, prosegue Mastrapasqua, l'Inpdap diventò "debitore dello Stato da creditore che era", con la conseguente generazione "dello squilibrio", che ora, dopo la fusione, ricade sull'Inps.

Nel corso dell'audizione il presidente dell'Istituto aveva ricordato che l'accorpamento deve "consentire la realizzazione di una riduzione dei costi complessivi di funzionamento non inferiore a 20 milioni di euro nel 2012, 50 milioni di euro per l'anno 2013 e 100 milioni di euro a decorrere dal 2014". Sforbiciate a cui si devono aggiungere altri tagli "che prevedono complessivamente per l'Istituto - evidenzia Mastrapasqua - una diminuzione delle spese di funzionamento di 169 milioni di euro per l'anno 2012, 477 milioni di euro per l'anno 2013 ed oltre 530 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2014".