Economia

Sindacati contro legge di stabilità. Camusso: "Basta favole, in gioco il futuro dell'Italia"

Lavoratori nelle piazze delle città italiane, quattro ore di sciopero contro una politica che non guarda "alla chiusura delle imprese strategiche e non dà respiro a retribuzioni e pensioni", dichiara il segretario Cgil. Bonanni: "Tasse tomba di economia e democrazia". Angeletti: "Nel 2014 disoccupazione aumenterà"

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ROMA - E' in corso nelle città italiane la manifestazione unitaria indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil contro la legge di Stabilità, accompagnata da quattro ore di sciopero generale. A Milano, nonostante un'intensa pioggia, sono migliaia le persone partite da Palestro che hanno raggiunto Piazza della Scala e si stanno radunando davanti a un palco-camion, protetti da ombrelli, gazebo o rifugiandosi sotto la galleria Vittorio Emanuele. Partito da Palestro, il corteo ha percorso corso Venezia, piazza San Babila ed è arrivato a palazzo Marino passando per via Case Rotte. Nonostante un'intensa pioggia, sono migliaia i partecipanti, alla testa del corteo il segretario generale della Cgil Susanna Camusso e il leader della Cisl Raffaele Bonanni.

"Bisogna dire 'no' a una Legge di Stabilità che guarda solo al debito pubblico e poi c'è una politica che lo fa aumentare. Ci stiamo giocando il futuro del Paese - afferma il segretario generale della Cgil nel suo intervento a MIlano -. Come possiamo dire che siamo un Paese moderno se chiudono le aziende strategiche? Come si fa a dire che abbiamo una prospettiva se non si dà respiro a retribuzioni e pensioni? Non chiediamo la luna, diciamo di rimettere il Paese sulle sue gambe. Non ci piace la disattenzione con cui il Governo sta guardando il movimento dei lavoratori che da una settimana riempie le piazze, noi non ci fermiamo, se non arriveranno le risposte che devono esserci continueremo la mobilitazione".

Camusso parla "di un paese allo stremo, che ha bisogno di risorse". E invece, "questa legge è in continuità con le politiche degli ultimi anni", con la conseguenza che "staremo ancora un po' peggio, la disoccupazione aumenterà e le famiglie faranno fatica ad arrivare alla fine del mese". Questo mentre "l'83% delle tasse pesa su lavoratori e pensionati" mentre "i manager italiani guadagnano tre volte di più di quelli tedeschi".

Sulle pensioni, prosegue Camusso  il presidente dell'Inps Mastrapasqua "non può continuare a raccontare una realtà che non c'è, bisogna raccontare quella vera. Di un Paese reale che è allo stremo e ha bisogno di risposte". E "a chi ci parla di privatizzazione - aggiunge il leader Cgil, riferendosi a Telecom - bisogna dire quale fallimento è stato cedere le aziende pubbliche ai privati senza capitali".

Rivolgendosi direttamente a un "governo Letta" che "ha promesso tante cose", Susanna Camusso conclude: "Ne faccia almeno una", abbia maggiore attenzione per lavoratori e pensionati. E la smetta con le favole, quella della "crisi è finita" e che "nel 2014 ci sarà la ripresa perché la ripresa ci sarà quando un lavoratore non avrà più paura di perdere il posto di lavoro il giorno dopo". E anche con la favola delle "tasse vanno abbassate per tutti", perché "il governo ancora una volta non vuole dare risorse a lavoratori e pensionati".

Il richiamo forte di Susanna Camusso è a una politica che si spende troppo nel ragionare delle questioni interne ai partiti o delle vicende di singole persone. La politica dia centralità ai temi reali, perché "quella politica che pensa solo ai singoli è una politica che continua a far male al Paese".

Raffaele Bonanni, giungendo alla manifestazione milanese dichiara: "Le tasse saranno la tomba dell'economia oltre che della democrazia in Italia". " "In risposta alla crisi - aggiunge - occorre mettere in pratica gli accordi di Genova firmati con Confindustria. Per un rilancio dell'iniziativa produttiva serve non piangere sul latte versato ma fare altro latte".

Bonanni chiede di "cambiare subito la questione fiscale" che come è affrontata dal governo "ci pare davvero molto debole, non solo per i lavoratori e i pensionati, ma anche per l'economia. Bisogna metter le mani in modo deciso sulle tasse e per farlo bisogna tagliare le spese deviate della pubblica amministrazione. Bisogna fare chiarezza su questo aspetto, ci vuole una discussione chiara e alla luce del sole". L'obiettivo è "un forte taglio sull'irpef".

Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, è invece al corteo organizzato a Perugia, in Umbria l'astensione dal lavoro è di otto ore. Il corteo è partito da piazza Partigiani, aperto da uno striscione di Cgil, Cisl e Uil che "chiedono il lavoro prima di tutto". L'obiettivo è di lanciare una "vertenza Umbria" che risponda alle oltre 160 crisi aziendali della regione.

"Penso che ci sia un eccesso di ottimismo, perché anche nel 2014 la disoccupazione in Italia è destinata ad aumentare" dichiara Angeletti, secondo il quale la legge di stabilità "non fa nulla per creare una prospettiva positiva soprattutto per l'occupazione, che oggi si può fare solo fronteggiando la crisi industriale e riducendo le tasse sul lavoro". Il leader della Uil si sofferma sulla situazione umbra. "La crisi industriale di questa regione è preoccupante. Si stanno distruggendo le basi materiali per la creazione di lavoro, cioè le imprese, a una velocità impressionante".

A Torino, il corteo dei sindacati piemontesi è aperto dall'immagine del coniglio di 'Alice nel paese delle meraviglie', con la scritta "Il tempo è scaduto". "Alice nel paese delle meraviglie quando si sveglia capisce che la realtà è un'altra - dice Donata Canta, segretaria della Cgil torinese - anche noi diciamo alla politica, al governo 'svegliatevi!'. Voi siete ossessionati dall'Imu, noi dal lavoro che non c'è, dalla povertà, dai tagli ai redditi, alle pensioni, al lavoro pubblico e privato, da un'emergenza sociale che prima o poi si infiamma". Partito da piazza Vittorio, il corteo raggiungerà piazza Castello, dove sotto la prefettura ci saranno gli interventi dei segretari generali. Nel corteo anche delegazioni dei vigili del fuoco, della funzione pubblica, delle diverse realtà del lavoro torinese. In piazza Castello dovrebbe arrivare anche il corteo degli studenti partito da piazza Arbarello.

A Palermo sono invece due i cortei. Oltre a quello promosso dai sindacati contro la legge di stabilità, che muove da piazza Verdi fino in via Cavour per manifestare davanti alla sede della Prefettura, si registra anche quello organizzato dai Centri Sociali, partito da Piazza Castelnuovo per sfilare lungo via Ruggiero Settimo, via Maqueda, Corso Vittorio Emanuele, piazza Indipendenza per raggiungere Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione Siciliana. In piazza anche gli studenti per protestare contro le politiche del governo Letta. I ragazzi hanno attraversato in migliaia le vie del centro, paralizzando in traffico cittadino. In piazza Indipendenza, davanti la sede della Presidenza della Regione, si è registrato un lancio di oggetti da parte dei manifestanti e qualche spintone con le forze dell'ordine. La situazione è presto tornata normale.
 
A Napoli, l'adesione allo sciopero non solo dei lavoratori del trasporto marittimo, ma anche degli armatori, determina collegamenti a singhiozzo per traghetti e aliscafi nel golfo. "Abbiamo aderito compatti allo sciopero - spiega il comandante Aniello Di Iorio, presidente dell'Associazione Marittimi Partenopei -. Chiediamo che si applichino gli sgravi fiscali e che ci sia una modifica della legge che consenta alle aziende di detrarre l'Iva sui costi, come avviene in tutte le altre attività produttive. A causa dell'accumulo dell'Iva di quest'anno e dello scorso anno, le aziende con un deficit troppo elevato rischiano di chiudere. Siamo molto preoccupati, per questo speriamo che l'adesione a questo sciopero venga capita".

A Cagliari, mentre in piazza del Carmine parte il corteo dei sindacati contro la legge di Stabilità, momenti di tensione al corteo degli studenti, non autorizzato, partito dalla stessa piazza per protestare contro i tagli del governo sull'istruzione. Un gruppo di ragazzi ha avuto uno scontro verbale con i rappresentanti delle forze dell'ordine, e qualcuno di loro è stato isolato dagli altri ma non allontanato per evitare di esasperare la situazione. Rientrata la polemica, i ragazzi hanno raggiunto un altro gruppo di studenti che facevano un sit in in piazza Yenne e stanno ora decidendo come proseguire la manifestazione: probabilmente, andranno in corteo nelle scuole più importanti del capoluogo sardo. 

A Bari un migliaio di persone partecipa alla manifestazione organizzata dai sindacati in piazza Prefettura, mentre un corteo degli studenti delle scuole superiori sta percorrendo le principali vie cittadine per raggiungere piazza del Ferrarese dove è prevista un'assemblea con in rappresenti dei sindacati. In sciopero per 4 ore anche il personale dell'Amtab e il personale dei treni regionali.