MILANO - L'avvio di settimana, dopo le prime battute incerte, diventa positivo per i principali mercati del Vecchio continente, che consolidano le posizioni e proseguono la scia di sei giorni consecutivi di rialzo. In questo senso gli investitori attendono i dati macro dalla Germania e la pubblicazione, mercoledì sera, dei verbali dell'incontro della Federal Reserve di ottobre, per avere indicazioni sui tempi di un eventuale taglio (tapering) alle misure di stimolo all'economia da parte della banca centrale Usa che continua a iniettare nell'economia a stelle e strisce 85 miliardi di dollari al mese sotto forma di acquisto di bond.
A spingere per proseguire gli acquisti di venerdì a Wall Street - che ha chiuso su livelli record - sono state ancora le rassicurazioni di Janet Yellen, prossima presidente della Federal Reserve, che in un'audizione al Senato Usa si è detta fortemente determinata a promuovere una solida ripresa economica, confermando la sua posizione per una politica monetaria espansiva. L'umore positivo si è trasferito prima in Asia e poi, dopo la debolezza iniziale, in Europa. Così la Borsa americana ha fissato un nuovo record con il Dow Jones oltre quota 16mila punti; i listini Usa si sono un po' indeboliti con l'indice sulla fiducia dei costruttori, fermo a 54 punti a novembre: alla chiusura il Dow Jones è praticamente in pareggio (+0,09%), lo S&P 500 +0,37% e il Nasdaq cala dello 0,9%.
A Piazza Affari il Ftse Mib, che ha avviato gli scambi in rosso ed è reduce da due giorni deboli, rimbalza per chiudere in netto rialzo (+2,24%). Secondo alcuni analisti si tratta di un movimento in parte speculativo: i listini hanno rimbalzato dopo la recente debolezza e gli investitori si sono posizionati in attesa dei verbali del Fomc. Tra i singoli comparti si nota la debolezza del lusso, mentre sono ben intonati i titoli finanziari e in particolare le banche popolari, interessate da possibili aggregazioni e con il Banco Popolare che svetta in cima al listino sulle voci di fusione con Bpm. Volatile Enel, che parte al ribasso in scia al riassetto interno al gruppo, ma poi torna in nero. Brilla Saipem sulle ipotesi di cessione delle attività di perforazione offshore. Bene anche Mps dopo che il presidente Alessandro Profumo ha aperto all'ingresso di una nuova banca nel capitale. Quanto a Telecom, l'ad Marco Patuano ha risposto alle contestazioni dell'azionista Marco Fossati ribadendo "l'indipendenza del cda".
Milano fa così meglio degli altri listini del Vecchio continente: Londra termina in rialzo dello 0,45%, Francoforte aggiunge lo 0,62% dopo aver segnato un nuovo massimo oltre quota 9.200 punti e Parigi segna un +0,66% finale.
Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi è stabile sotto 240 punti base con i titoli di Stato italiani che rendono poco più del 4% sul mercato secondario, appaiati a quelli spagnoli. L'euro chiude sopra quota 1,35 dollari e oltre 135 yen, mentre prosegue l'incertezza sulle mosse della Fed sul tapering. La moneta europea passa di mano a 1,3525 dollari e a 135,20 yen.
Al centro delle preoccupazioni italiane torna però la politica con la scissione del Pdl e le tensioni interne al Pd sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, intercettata al telefono con Ligresti. Il commissario Carlo Cottarelli ha avviato il lavoro sulla spending review, mentre continuano ad emergere dati preoccupanti dall'economia reale: la produzione nel settore delle costruzioni italiano è calata dell'1,8% a settembre, rispetto ad agosto, mentre il crollo dei primi nove mesi dell'anno è salito all'11,2%. A livello continentale, invece, spicca il surplus della bilancia commerciale dell'Eurozona con il resto del mondo: 13,1 miliardi rispetto agli 8,6 di un anno prima. L'Ocse ha infine certificato il -0,1% del Pil italiano nel terzo trimestre (stesso dato Istat), mentre nell'area di competenza si registra +0,5%.
Sulle Borse asiatiche, questa mattina, si erano ancora fatte sentire le parole di Yellen: Hong Kong ha guadagnato il 2,7%, Shanghai il 2,3%. All'ottimismo degli investitori hanno contribuito anche le conclusioni dei lavoti del Comitato centrale del Partito Comunista cinese che sembra muoversi verso una più ampia apertura di mercato. Invariata Tokyo reduce, però, dalla miglior settimana dell'anno (+7,66%).
Sul fronte delle materie, a New York i future a dicembre del petrolio cambiano rotta guadagnando lo 0,04% a 93,87 dollari al barile. Quelli dell'oro cedono lo 0,42% a 1.282 dollari l'oncia.
A spingere per proseguire gli acquisti di venerdì a Wall Street - che ha chiuso su livelli record - sono state ancora le rassicurazioni di Janet Yellen, prossima presidente della Federal Reserve, che in un'audizione al Senato Usa si è detta fortemente determinata a promuovere una solida ripresa economica, confermando la sua posizione per una politica monetaria espansiva. L'umore positivo si è trasferito prima in Asia e poi, dopo la debolezza iniziale, in Europa. Così la Borsa americana ha fissato un nuovo record con il Dow Jones oltre quota 16mila punti; i listini Usa si sono un po' indeboliti con l'indice sulla fiducia dei costruttori, fermo a 54 punti a novembre: alla chiusura il Dow Jones è praticamente in pareggio (+0,09%), lo S&P 500 +0,37% e il Nasdaq cala dello 0,9%.
A Piazza Affari il Ftse Mib, che ha avviato gli scambi in rosso ed è reduce da due giorni deboli, rimbalza per chiudere in netto rialzo (+2,24%). Secondo alcuni analisti si tratta di un movimento in parte speculativo: i listini hanno rimbalzato dopo la recente debolezza e gli investitori si sono posizionati in attesa dei verbali del Fomc. Tra i singoli comparti si nota la debolezza del lusso, mentre sono ben intonati i titoli finanziari e in particolare le banche popolari, interessate da possibili aggregazioni e con il Banco Popolare che svetta in cima al listino sulle voci di fusione con Bpm. Volatile Enel, che parte al ribasso in scia al riassetto interno al gruppo, ma poi torna in nero. Brilla Saipem sulle ipotesi di cessione delle attività di perforazione offshore. Bene anche Mps dopo che il presidente Alessandro Profumo ha aperto all'ingresso di una nuova banca nel capitale. Quanto a Telecom, l'ad Marco Patuano ha risposto alle contestazioni dell'azionista Marco Fossati ribadendo "l'indipendenza del cda".
Milano fa così meglio degli altri listini del Vecchio continente: Londra termina in rialzo dello 0,45%, Francoforte aggiunge lo 0,62% dopo aver segnato un nuovo massimo oltre quota 9.200 punti e Parigi segna un +0,66% finale.
Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi è stabile sotto 240 punti base con i titoli di Stato italiani che rendono poco più del 4% sul mercato secondario, appaiati a quelli spagnoli. L'euro chiude sopra quota 1,35 dollari e oltre 135 yen, mentre prosegue l'incertezza sulle mosse della Fed sul tapering. La moneta europea passa di mano a 1,3525 dollari e a 135,20 yen.
Al centro delle preoccupazioni italiane torna però la politica con la scissione del Pdl e le tensioni interne al Pd sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, intercettata al telefono con Ligresti. Il commissario Carlo Cottarelli ha avviato il lavoro sulla spending review, mentre continuano ad emergere dati preoccupanti dall'economia reale: la produzione nel settore delle costruzioni italiano è calata dell'1,8% a settembre, rispetto ad agosto, mentre il crollo dei primi nove mesi dell'anno è salito all'11,2%. A livello continentale, invece, spicca il surplus della bilancia commerciale dell'Eurozona con il resto del mondo: 13,1 miliardi rispetto agli 8,6 di un anno prima. L'Ocse ha infine certificato il -0,1% del Pil italiano nel terzo trimestre (stesso dato Istat), mentre nell'area di competenza si registra +0,5%.
Sulle Borse asiatiche, questa mattina, si erano ancora fatte sentire le parole di Yellen: Hong Kong ha guadagnato il 2,7%, Shanghai il 2,3%. All'ottimismo degli investitori hanno contribuito anche le conclusioni dei lavoti del Comitato centrale del Partito Comunista cinese che sembra muoversi verso una più ampia apertura di mercato. Invariata Tokyo reduce, però, dalla miglior settimana dell'anno (+7,66%).
Sul fronte delle materie, a New York i future a dicembre del petrolio cambiano rotta guadagnando lo 0,04% a 93,87 dollari al barile. Quelli dell'oro cedono lo 0,42% a 1.282 dollari l'oncia.