Economia

Vertice Italia-Francia, Tav priorità per entrambe i governi. Lavori al via entro il 2015

Nel corso dell'incontro tra il premier Letta e il presidente francese Hollande sottoscritto un impegno comune per ottenere dall'Unione europea il massimo finanziamento possibile. Tra gli argomenti discussi: politiche comunitarie condivise e misure per la stabilizzazione politica in aree di crisi. In vista del semestre italiano di presidenza Ue

4 minuti di lettura
ROMA -  I governi di Italia e Francia considerano la costruzione della nuova linea ferroviaria Lione-Torino "un cantiere aperto di cui sottolineano il carattere prioritario della realizzazione". E' uno dei passaggi chiave della dichiarazione finale del vertice italo-francese di oggi a Villa Madama. Nel documento, però, si sottolinea l'importanza del sostegno finanziario europeo come elemento cruciale per la costruzione dell'opera. Ma lo sguardo viene anche proiettato in avanti: "Vogliamo spingere anche per la Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza - ha affermato il premier Letta - per rendere i due paesi ancora più osmotici. Mai come in questo vertice la nostra cooperazione ha raggiunto livelli così alti".

Nel testo sottoscritto da Letta e Hollande si ribadisce il ruolo cruciale che l'Unione europea potrà svolgere nello sviluppo del progetto Tav; un contributo, quello comunitario, considerato "indispensabile ". In ogni caso, il premier italiano e il Presidente della Repubblica francese, esprimono piena soddisfazione per gli obiettivi sin qui raggiunti dall'opera. Le opere preliminari per l'apertura del cantiere sono già state avviate e l'avvio degli scavi della galleria geognostica della Maddalena, in Val Di Susa, rappresenta solo il primo passo verso il completamento di una 'grande opera', considerata strategica per entrambe i governi.

Inizio lavori a fine 2014. In tal senso, da Italia e Francia, è stato confermato l'impegno ad adottare il prima possibile le misure necessarie per ottenere il cofinanziamento comunitario. Partendo, nel 2014, dalla presentazione alla Commissione europea di una domanda congiunta per avere il massimo sostegno finanziario nel periodo 2014-2020 (finanziamenti già in parte promessi da Bruxelles lo scorso 17 ottobre).  La Conferenza intergovernativa italo-francese avrà, da domani, l'incarico d'intensificare gli sforzi per ottimizzare lo stanziamento dei fondi, mentre il Consorzio Ltf (che si occupa materialmente della progettazione e realizzazione della Torino-Lione) sarà impegnato nel velocizzare le procedure per il lancio della gara di appalto ed effettuare i lavori di scavo anche nella galleria geognostica di Saint Martin La Porte.  Appalto che dovrebbe essere assegnato entro il 2014, secondo un cronoprogramma che vorrebbe vedere l'avvio dei lavori veri e proprio nel corso del 2015, se non addirittura a fine 2014.

Mentre, però, i due rappresentati parlavano della Tav, al centro di Roma si scatenava la guerriglia di quanti avevano organizzato un sit-in di protesta (anche) contro l'alta velocità. "Esprimo profondo dispiacere per gli incidenti che si sono verificati oggi, insieme all'auspicio e alla speranza che non abbiano creato danni irreparabili - il commento del premier italiano, che aggiunge - "La Tav è una grande infrastruttura che va avanti con la tempistica indicata e che rappresenta un asse strategico europeo. È fondamentale che il nostro Paese sia all'interno di questi assi strategici".

Verso il semestre italiano. Ma il summit di oggi è stato anche l'occasione per discutere dei rapporti tra i due Paesi in questo delicato momento per l'economia europea. In vista del semestre italiano di Presidenza dell'Unione europea, Letta e Hollande hanno ribadito di voler lavorare insieme per rafforzare il processo d'integrazione europea. "Vogliamo lasciarci alle spalle la legislatura europea della sola austerità - ha dichiarato Letta a conclusione del vertice - e lavoreremo insieme perché la prossima sia la legislatura della crescita. Dovrà essere questo il cuore del prossimo Consiglio Ue". In questo senso, Italia e Francia, hanno confermano la volontà di adottare politiche sociali in grado di rispondere alle domande della gente; in particolare, si è parlato alla disoccupazione, soprattutto giovanile, posta "al centro delle reciproche preoccupazioni e azioni".

L'unione bancaria nella Ue.
Integrazione che deve necessariamente passare per l'attuazione dell'unione bancaria nei tempi concordati dal Consiglio europeo, "per superare l'attuale frammentazione dei mercati finanziari e dotare la politica monetaria di un meccanismo di trasmissione più efficace". In base ai contenuti del documento finale del vertice, l'unione bancaria dovrà fondarsi su tre pilastri: un meccanismo di supervisione unica, un meccanismo di risoluzione unica che comprenda un fondo di risoluzione unica, e un sistema comune di garanzia dei depositi.

L'Eurodifesa.
Uno dei temi centrali del prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 dicembre sarà, però, anche la questione dell'eurodifesa. Roma e Parigi sono convinte che i tre spunti di discussione scelti dal Consiglio europeo di dicembre scorso (istituzioni ed operazioni, capacità militari, industria e mercato) "possono contribuire a rafforzare l'autonomia strategica europea" e per tali ragioni "intendono portare un gran numero di posizioni comuni al prossimo vertice Ue".

Il caso Alitalia. Nella conferenza stampa di fine vertice si è parlato anche del caso Alitalia, con le difficoltà nelle trattative per l'acquisizione della compagnia di bandiera italiana. "Sulle discussioni tra Alitalia e Air France-Klm non spetta a me parlarne perché non sono il presidente di Air France. Le discussioni però devono continuare fino in fondo nell'interesse delle due aziende". Così il Presidente francese Hollande, che aggiunge. "Sono qui per dare risposte, non per fare provocazioni".

L'emergenza migratoria. Tra le prioprità di Letta e Hollande anche una politica europea sull'immigrazione per gestire la drammatica situazione dei paesi del sud del Mediterraneo, principale bacino di provenienza dei flussi migratori. Per Roma e Parigi, in particolare, diventa fondamentale incentivare la transizione verso la democrazia in queste nazioni, magari passando attraverso dei programmi di cooperazione e di scambio studentesco. In questo senso i due Paesi si sono impegnati nel voler "coordinare le loro azioni per ottenere il più ampio consenso possibile" al prossimo consiglio Ue. Ma una efficace politica migratoria passa anche attraverso i controlli alle frontiere. "La tragedia di Lampedusa - si legge nella dichiarazione finale - ha suscitato l'indignazione della comunità internazionale e dell'Unione europea davanti al traffico internazionale di essere umani". L'Italia e la Francia si impegnano, perciò, a rafforzare le iniziative comunitarie che permettano di lottare contro questo fenomeno, in particolare nel Mediterraneo.

Il nucleare iraniano. Durante l'incontro c'è stato spazio anche per la questione iraniana. I due governi hanno rinnovato la loro volontà di giungere a una soluzione diplomatica di lungo termine che deve permettere di garantire la finalità esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano. "L'Italia e la Francia - affermano i due leader-  notano il cambio di approccio manifestato dall'Iran nelle sue discussioni con il gruppo E3+3 e con l'AIEA, ma insistono sulla necessità di vedere questa evoluzione tradotta rapidamente in gesti concreti sul terreno. Speriamo che l'apertura di Rohani (presidente iraniano) sia stabile e vincente".

La Siria.
Altro tema caldo è la questione siriana. Italia e Francia, sull'argomento, "riaffermano il loro appoggio agli sforzi attualmente profusi per la tenuta della conferenza di Ginevra II", il cui obiettivo dovrà essere l'attivazione di un governo di transizione dotato di pieni poteri esecutivi, che controlli tutte le istituzioni, comprese le forze armate, i servizi di sicurezza e gli apparati di informazione". Letta e Hollande, a tal proposito, ribadiscono il loro sostegno alla Coalizione nazionale siriana ma lanciano un appello affinché sia garantito a tutte le popolazioni in difficoltà un accesso umanitario, libero e senza intralcio, e il rispetto delle regole del diritto internazionale umanitario da tutte le parti.

La Libia. Ma a destare preoccupazione è anche la confusa situazione in Libia. "Dopo i successi iniziali rappresentati dall'elezione del Congresso generale e la nomina del governo di Ali Zeidan - si legge nella nota conclusiva - ci rammarichiamo che la transizione politica sia finita in impasse". Roma e Parigi ribadiscono "l'appoggio alle autorità libiche nell'ambito del processo di transizione" e confidano nei risultati che riuscirà a ottenere la seconda Conferenza internazionale per la sicurezza in Libia, che si terrà prossimamente in Italia.