MILANO - L'attuale disciplina per la compensazione crediti-debiti d'imposta va corretta perché mantiene "condizioni idonee con forti probabilità ad alimentare forme trasgressive potenzialmente induttive di consistenti sottrazioni d'imposta e assai rilevanti riduzioni di gettito". Lo scrive la Corte dei Conti che ha concluso un'indagine sul tema, finalizzata proprio al contrasto degli abusi, "decine di miliardi di crediti d'imposta indebitamente acquisiti". Secondo la Corte, mancano le autorizzazioni preventive, le verifiche e i controlli all'avvio della procedura ed ex-post, le sanzioni, ma criticità vengono ravvisate anche nell'automatismo del sistema e nella scarsa garanzia dei visti di conformità.
L'indagine prospetta una gamma di correttivi in linea con la disciplina per il rimborso Iva, "più ampia e garantistica", con il miglioramento della qualità dei visti di conformità, un generalizzato utilizzo della lista clienti e fornitori, la reintroduzione di una procedura autorizzatoria. La Corte nota "l'obiettiva singolarità" dei meccanismi di compensazione italiani in Europa e "la straordinaria diversità delle strutture normative" insieme alla "eccezionale difformità in chiave di risposte fiscali".
L'indagine prospetta una gamma di correttivi in linea con la disciplina per il rimborso Iva, "più ampia e garantistica", con il miglioramento della qualità dei visti di conformità, un generalizzato utilizzo della lista clienti e fornitori, la reintroduzione di una procedura autorizzatoria. La Corte nota "l'obiettiva singolarità" dei meccanismi di compensazione italiani in Europa e "la straordinaria diversità delle strutture normative" insieme alla "eccezionale difformità in chiave di risposte fiscali".