Gli agricoltori bloccano il Brennero
in difesa dei prodotti made in Italy
Coldiretti lancia la "battaglia di Natale: scegli l'Italia" contro le importazioni di bassa qualità. Il ministro De Girolamo con i manifestanti, ma Confindustria attacca: "E' sconcertante". La concorrenza sleale ha già causato la chiusura di 140mila aziende italiane dal 2007
MILANO - Gli agricoltori bloccano la frontiera del Brennero tra Italia e Austria in difesa del made in Italy lanciando la "battaglia di Natale: scegli l'Italia" promossa da Coldiretti per difendere il settore dalle importazioni di bassa qualità spacciate come italiane. Importazioni che dal 2007 hanno causato la chiusura di 140mila aziende italiane.
E così nell'area di parcheggio "Brennero", primo chilomentro dell'autostrada in direzione sud, verso l'Italia, ci sono trattori e decine di pullman che nella notte hanno portato al valico gli imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia. Gli allevatori si sono schierati attorno al tracciato stradale e hanno iniziato a fermare i camion per sapere quale merce arriva e dove va a finire, mentre sollevatvano cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari.
Alla manifestazione si è unita Nunzia De…
E così nell'area di parcheggio "Brennero", primo chilomentro dell'autostrada in direzione sud, verso l'Italia, ci sono trattori e decine di pullman che nella notte hanno portato al valico gli imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia. Gli allevatori si sono schierati attorno al tracciato stradale e hanno iniziato a fermare i camion per sapere quale merce arriva e dove va a finire, mentre sollevatvano cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari.
Alla manifestazione si è unita Nunzia De…
MILANO - Gli agricoltori bloccano la frontiera del Brennero tra Italia e Austria in difesa del made in Italy lanciando la "battaglia di Natale: scegli l'Italia" promossa da Coldiretti per difendere il settore dalle importazioni di bassa qualità spacciate come italiane. Importazioni che dal 2007 hanno causato la chiusura di 140mila aziende italiane.
E così nell'area di parcheggio "Brennero", primo chilomentro dell'autostrada in direzione sud, verso l'Italia, ci sono trattori e decine di pullman che nella notte hanno portato al valico gli imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia. Gli allevatori si sono schierati attorno al tracciato stradale e hanno iniziato a fermare i camion per sapere quale merce arriva e dove va a finire, mentre sollevatvano cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari.
Alla manifestazione si è unita Nunzia De Girolamo, ministro per le Politiche agricole. "Il made in Italy è la grande occasione per il nostro Paese per uscire dalla crisi - ha detto - Nonostante la crisi il settore ha sostanzialmente retto". "Occorre insistere - ha aggiunto - specialmente per quanto riguarda la tracciabilità in modo tale da consentire agli agricoltori italiani di essere protetti. Soprattutto dobbiamo tutelare i consumatori finali che devono sapere da dove arrivano i prodotti e che cosa mangiano".
La presenza del ministro ha scatenato la reazione di Confindustria, che si dice "sconcertata per il comportamento" di De Girolamo: "Con la sua presenza al valico del Brennero alla mobilitazione di protesta della Coldiretti, ha dimostrato di non tenere in debita considerazione tutte le disposizioni Ue che regolano l'originalità dei prodotti agroalimentari".
Le immagini della protesta
Gli striscioni degli agricoltori sono piuttosto espliciti: "615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania", "1 mozzarella su 4 è senza latte", "Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro", "Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine e cagliate". I dimostranti hanno anche attrezzato una tenda per la distribuzione di pasti e bevande calde made in Italy.
A lanciare la protesta è la Coldiretti: "Solo nell'ultimo anno sono scomparse 32.500 stalle ed aziende agricole e persi 36mila occupati nelle campagne. Stiamo svendendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che fa bene all'economia all'ambiente e alla salute", afferma il presidente Roberto Moncalvo.
Secondo l'associazione degli agricoltori, l'Italia produce il 70 per cento dei prodotti alimentari che consuma ed importa il 40 per cento del latte e carne, il 50 per cento del grano tenero destinato al pane, il 40 per cento del grano duro destinato alla pasta, il 20 per cento del mais e l'80 per cento della soia.
Dall'inizio della crisi ad oggi le importazioni di prodotti agroalimentari dall'estero sono aumentate in valore del 22 per cento. Gli arrivi di carne di maiale sono cresciuti del 16 per cento, mentre le importazioni di cereali, "pronti a diventare pasta e riso spacciati per italiani", hanno segnato un boom (+45 per cento), con un +24 per cento per il grano e un +49 per cento per il riso. Aumenta anche l'import di latte, +26 per cento, "anch'esso destinato a diventare magicamente made in Italy". Netta pure la crescita delle importazioni di frutta e verdura, +33 per cento, con il pomodoro fresco che sovrasta tutti (+59 per cento).
E così nell'area di parcheggio "Brennero", primo chilomentro dell'autostrada in direzione sud, verso l'Italia, ci sono trattori e decine di pullman che nella notte hanno portato al valico gli imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia. Gli allevatori si sono schierati attorno al tracciato stradale e hanno iniziato a fermare i camion per sapere quale merce arriva e dove va a finire, mentre sollevatvano cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari.
Alla manifestazione si è unita Nunzia De Girolamo, ministro per le Politiche agricole. "Il made in Italy è la grande occasione per il nostro Paese per uscire dalla crisi - ha detto - Nonostante la crisi il settore ha sostanzialmente retto". "Occorre insistere - ha aggiunto - specialmente per quanto riguarda la tracciabilità in modo tale da consentire agli agricoltori italiani di essere protetti. Soprattutto dobbiamo tutelare i consumatori finali che devono sapere da dove arrivano i prodotti e che cosa mangiano".
La presenza del ministro ha scatenato la reazione di Confindustria, che si dice "sconcertata per il comportamento" di De Girolamo: "Con la sua presenza al valico del Brennero alla mobilitazione di protesta della Coldiretti, ha dimostrato di non tenere in debita considerazione tutte le disposizioni Ue che regolano l'originalità dei prodotti agroalimentari".
Le immagini della protesta
Gli striscioni degli agricoltori sono piuttosto espliciti: "615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania", "1 mozzarella su 4 è senza latte", "Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro", "Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine e cagliate". I dimostranti hanno anche attrezzato una tenda per la distribuzione di pasti e bevande calde made in Italy.
A lanciare la protesta è la Coldiretti: "Solo nell'ultimo anno sono scomparse 32.500 stalle ed aziende agricole e persi 36mila occupati nelle campagne. Stiamo svendendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che fa bene all'economia all'ambiente e alla salute", afferma il presidente Roberto Moncalvo.
Secondo l'associazione degli agricoltori, l'Italia produce il 70 per cento dei prodotti alimentari che consuma ed importa il 40 per cento del latte e carne, il 50 per cento del grano tenero destinato al pane, il 40 per cento del grano duro destinato alla pasta, il 20 per cento del mais e l'80 per cento della soia.
Dall'inizio della crisi ad oggi le importazioni di prodotti agroalimentari dall'estero sono aumentate in valore del 22 per cento. Gli arrivi di carne di maiale sono cresciuti del 16 per cento, mentre le importazioni di cereali, "pronti a diventare pasta e riso spacciati per italiani", hanno segnato un boom (+45 per cento), con un +24 per cento per il grano e un +49 per cento per il riso. Aumenta anche l'import di latte, +26 per cento, "anch'esso destinato a diventare magicamente made in Italy". Netta pure la crescita delle importazioni di frutta e verdura, +33 per cento, con il pomodoro fresco che sovrasta tutti (+59 per cento).