Le Borse chiudono in rosso
Spread stabile a 223 dopo l'asta Bot
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERI
Wall Steet detta la linea e i mercati europei chiudono in ribasso. Continua la corsa dell'euro. Italia sotto osservazione: il Tesoro vende 5,5 miliardi di titoli a un anno nel giorno della fiducia al governo Letta. Rendimenti dei Bot in lieve rialzo
MILANO - Chiusura negativa per i principali mercati del Vecchio Continente, dopo che Wall Street ha preso con decisione la via del ribasso, spaventata dalle prossime mosse della Federal Reserve.
Piazza Affari ha lasciato sul terreno l'1,44%, Londra ha ceduto lo 0,2%, Francoforte lo 0,4%, Parigi lo 0,1%. Il timore è che il 17 e il 18 dicembre, il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, possa decidere di avviare il tapering: la progressiva riduzione degli stimoli monetari all'economia americana. Un intervento che vale 85 miliardi di dollari al mese. Escluso, però, che si arrivi a un rialzo dei tassi. A sostenere le quotazioni non è bastato l'accordo raggiunto nella notte tra Democratici e Repubblicani sul budget: un'intesa che il presidente Barack Obama ha definito storica; se per molti resta modesta eviterà un nuovo shutdown come quello che bloccò le attività federali a ottobre.
A pesare sui mercati del Vecchio continente, anche …
Piazza Affari ha lasciato sul terreno l'1,44%, Londra ha ceduto lo 0,2%, Francoforte lo 0,4%, Parigi lo 0,1%. Il timore è che il 17 e il 18 dicembre, il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, possa decidere di avviare il tapering: la progressiva riduzione degli stimoli monetari all'economia americana. Un intervento che vale 85 miliardi di dollari al mese. Escluso, però, che si arrivi a un rialzo dei tassi. A sostenere le quotazioni non è bastato l'accordo raggiunto nella notte tra Democratici e Repubblicani sul budget: un'intesa che il presidente Barack Obama ha definito storica; se per molti resta modesta eviterà un nuovo shutdown come quello che bloccò le attività federali a ottobre.
A pesare sui mercati del Vecchio continente, anche …
MILANO - Chiusura negativa per i principali mercati del Vecchio Continente, dopo che Wall Street ha preso con decisione la via del ribasso, spaventata dalle prossime mosse della Federal Reserve.
Piazza Affari ha lasciato sul terreno l'1,44%, Londra ha ceduto lo 0,2%, Francoforte lo 0,4%, Parigi lo 0,1%. Il timore è che il 17 e il 18 dicembre, il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, possa decidere di avviare il tapering: la progressiva riduzione degli stimoli monetari all'economia americana. Un intervento che vale 85 miliardi di dollari al mese. Escluso, però, che si arrivi a un rialzo dei tassi. A sostenere le quotazioni non è bastato l'accordo raggiunto nella notte tra Democratici e Repubblicani sul budget: un'intesa che il presidente Barack Obama ha definito storica; se per molti resta modesta eviterà un nuovo shutdown come quello che bloccò le attività federali a ottobre.
A pesare sui mercati del Vecchio continente, anche la corsa dell'euro che penalizza i titoli delle società votate all'export. La moneta unica chiude in rialzo a 1,3786 dollari, dopo aver aggiornato a 1,38 dollari il proprio massimo da sei settimane sul biglietto verde. Gli investitori appaiono convinti che, dopo il recente taglio dei tassi, la Bce non varerà per un pò nuove misure di allentamento quantitativo.
In Europa si guarda di nuovo all'Italia tornata, nel giorno della fiducia al governo Letta, sul mercato dei capitali vendendo in asta 5,5 miliardi di Bot a un anno: il rendimento lordo è risalito, in linea con le attese del mercato, allo 0,707% dal minimo storico fatto segnare nell'asta di novembre (0,688%). Stabile lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, a 223 punti. Sul fronte macro, in Germania l'inflazione ha registrato un incremento dello 0,2% a novembre su ottobre, mentre l'aumento su base annua è dell'1,3%, ancora lontano dalla soglia obiettivo del 2% fissata dalla Bce.
La Borsa di Tokyo ha terminato la seduta in lieve ribasso condizionata dall'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro. In chiusura l'indice Nikkei dei titoli guida viene indicato a 15.515,06 punti in calo dello 0,62%. Il rialzo dello yen penalizza le grandi aziende esportatrici nipponiche. Fiacchi i volumi di scambi in una seduta caratterizzata dalla prudenza degli investitori dopo il forte rimbalzo del listino la scorsa settimana.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio è stabile sopra 98 dollari al barile. L'oro con consegna immediata viene scambiato a 1.259 dollari l'oncia, vicino ai massimi da tre settimane a questa parte.
Piazza Affari ha lasciato sul terreno l'1,44%, Londra ha ceduto lo 0,2%, Francoforte lo 0,4%, Parigi lo 0,1%. Il timore è che il 17 e il 18 dicembre, il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, possa decidere di avviare il tapering: la progressiva riduzione degli stimoli monetari all'economia americana. Un intervento che vale 85 miliardi di dollari al mese. Escluso, però, che si arrivi a un rialzo dei tassi. A sostenere le quotazioni non è bastato l'accordo raggiunto nella notte tra Democratici e Repubblicani sul budget: un'intesa che il presidente Barack Obama ha definito storica; se per molti resta modesta eviterà un nuovo shutdown come quello che bloccò le attività federali a ottobre.
A pesare sui mercati del Vecchio continente, anche la corsa dell'euro che penalizza i titoli delle società votate all'export. La moneta unica chiude in rialzo a 1,3786 dollari, dopo aver aggiornato a 1,38 dollari il proprio massimo da sei settimane sul biglietto verde. Gli investitori appaiono convinti che, dopo il recente taglio dei tassi, la Bce non varerà per un pò nuove misure di allentamento quantitativo.
In Europa si guarda di nuovo all'Italia tornata, nel giorno della fiducia al governo Letta, sul mercato dei capitali vendendo in asta 5,5 miliardi di Bot a un anno: il rendimento lordo è risalito, in linea con le attese del mercato, allo 0,707% dal minimo storico fatto segnare nell'asta di novembre (0,688%). Stabile lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, a 223 punti. Sul fronte macro, in Germania l'inflazione ha registrato un incremento dello 0,2% a novembre su ottobre, mentre l'aumento su base annua è dell'1,3%, ancora lontano dalla soglia obiettivo del 2% fissata dalla Bce.
La Borsa di Tokyo ha terminato la seduta in lieve ribasso condizionata dall'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro. In chiusura l'indice Nikkei dei titoli guida viene indicato a 15.515,06 punti in calo dello 0,62%. Il rialzo dello yen penalizza le grandi aziende esportatrici nipponiche. Fiacchi i volumi di scambi in una seduta caratterizzata dalla prudenza degli investitori dopo il forte rimbalzo del listino la scorsa settimana.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio è stabile sopra 98 dollari al barile. L'oro con consegna immediata viene scambiato a 1.259 dollari l'oncia, vicino ai massimi da tre settimane a questa parte.