MILANO - Abbassare l'incidenza delle tasse per far ripartire l'economia. Il ritornello è sempre lo stesso e la difficile azione di governo, rappresentata sulla discussione sula Legge di Stabilità, dovrebbe incidere proprio su questo aspetto garantendo - come da previsioni del ministro Fabrizio Saccomanni - un graduale miglioramento. Anche perché, stando ai dati Ocse appena pubblicati, nel recente passato - nonostante la recessione morda ormai da diverso tempo - è avvenuto l'esatto contrario.
Le "Revenue statistics" dell'Organizzazione parigina (dati 2012) mostrano come sia cresciuta l'incidenza del Fisco nelle economie dei Paesi Ocse. L'Italia si conferma ancora a un livello record quanto a pesantezza delle tasse, tanto che la pressione aumenta fino a portare il Belpaese al quarto posto della graduatoria complessiva: 44,4% del Pil nel 2012, contro una media dell'area al 34,6%. Tasse, imposte e contributi pesano di più solo in Danimarca (48%), Belgio (45,3%) e Francia (45,3%).
Se si raffronta la situazione con il 2007, inizio della crisi finanziaria, emerge un incremento complessivo italiano dell'1,2% (eravamo al 43,2%). In Spagna, volendo paragonare un Paese dell'Europa del Sud gravemente coinvolto nella recessione, si è avuto un netto ribasso dal 37,3% al 32,9%; forse anche per questo, al di là delle specifiche difficoltà che hanno riguardato il sistema bancario, Madrid ha potuto annunciare con almeno un trimestre d'anticipo il ritorno al segno "più" davanti alla dinamica congiunturale del Pil. Stesso discorso per alcuni Paesi del Nord Europa come Svezia e Islanda; a dire il vero, però, bisogna dar conto anche degli incrementi registrati in Germania e Francia, rispettivamente dell'1,5 e dell'1,6 per cento e quindi superiori all'Italia.
Tabella: l'andamento della pressione fiscale nei Paesi Ocse
Guardando all'ultimo raffronto disponibile, cioè quello tra 2012 e 2011, solo nove Paesi di quelli considerati dall'Ocse hanno registrato un calo della pressione fiscale, con la riduzione più forte in Israele (-1 punto al 31,6%). In generale il peso del Fisco più basso si registra in Messico (19,6%) e Cile (20,8%), seguiti dagli Stati Uniti, dove la pressione lo scorso anno è cresciuta di 0,3 punti al 24,3%. Viceversa, l'Italia sale sul podio dei sistemi che hanno sopportato un aggravio significativo: rispetto al 2011 l'incremento della pressione è stato di 1,4 punti percentuali. Un inasprimento maggiore si è registrato solo in Grecia (+1,6%) e dall'Ungheria (+1,8%).
Il modellino dell'Ocse permette di comparare il peso del Fisco in Italia e altrove
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Le "Revenue statistics" dell'Organizzazione parigina (dati 2012) mostrano come sia cresciuta l'incidenza del Fisco nelle economie dei Paesi Ocse. L'Italia si conferma ancora a un livello record quanto a pesantezza delle tasse, tanto che la pressione aumenta fino a portare il Belpaese al quarto posto della graduatoria complessiva: 44,4% del Pil nel 2012, contro una media dell'area al 34,6%. Tasse, imposte e contributi pesano di più solo in Danimarca (48%), Belgio (45,3%) e Francia (45,3%).
Se si raffronta la situazione con il 2007, inizio della crisi finanziaria, emerge un incremento complessivo italiano dell'1,2% (eravamo al 43,2%). In Spagna, volendo paragonare un Paese dell'Europa del Sud gravemente coinvolto nella recessione, si è avuto un netto ribasso dal 37,3% al 32,9%; forse anche per questo, al di là delle specifiche difficoltà che hanno riguardato il sistema bancario, Madrid ha potuto annunciare con almeno un trimestre d'anticipo il ritorno al segno "più" davanti alla dinamica congiunturale del Pil. Stesso discorso per alcuni Paesi del Nord Europa come Svezia e Islanda; a dire il vero, però, bisogna dar conto anche degli incrementi registrati in Germania e Francia, rispettivamente dell'1,5 e dell'1,6 per cento e quindi superiori all'Italia.
Tabella: l'andamento della pressione fiscale nei Paesi Ocse
Guardando all'ultimo raffronto disponibile, cioè quello tra 2012 e 2011, solo nove Paesi di quelli considerati dall'Ocse hanno registrato un calo della pressione fiscale, con la riduzione più forte in Israele (-1 punto al 31,6%). In generale il peso del Fisco più basso si registra in Messico (19,6%) e Cile (20,8%), seguiti dagli Stati Uniti, dove la pressione lo scorso anno è cresciuta di 0,3 punti al 24,3%. Viceversa, l'Italia sale sul podio dei sistemi che hanno sopportato un aggravio significativo: rispetto al 2011 l'incremento della pressione è stato di 1,4 punti percentuali. Un inasprimento maggiore si è registrato solo in Grecia (+1,6%) e dall'Ungheria (+1,8%).
Il modellino dell'Ocse permette di comparare il peso del Fisco in Italia e altrove
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