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Intesa all'Eurogruppo sull'Unione bancaria.
Ma è braccio di ferro Italia-Germania

Nella notte a Bruxelles intesa sul paracadute finanziario da impiegare per gestire le crisi bancarie in attesa del vero e proprio "meccanismo di risoluzione". Via libera a prestiti ponte da Stati e tra diversi Paesi. Ora atteso l'Ecofin. Saccomanni risponde al collega Schaeuble
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MILANO - "Intesa di massima" nella notte a Bruxelles sull'Unione bancaria, ma è braccio di ferro tra Italia e Germania. In nottata al termine di un nuovo negoziato notturno dei ministri dell'Economia dell'Eurogruppo, il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn, ha parlato di "progressi decisivi" per un'intesa sul sistema per gestire i fallimenti delle banche della zona Euro all'Ecofin. Ma sul meccanismo unico di risoluzione delle banche, secondo pilastro dell' Unione bancaria, Fabrizio Saccomanni risponde pubblicamente al suo collega tedesco Wolfgang Schaueble: in una lettera datata 13 dicembre indirizzata ai colleghi di Germania, Francia, Spagna e Olanda, il ministro dell'Economia chiede di non affrettarsi sulla strada di una "Unione Bancaria difettosa".

In nottata le discussioni si sono concentrate sul cosiddetto "backstop", il paracadute finanziario da utilizzare nella fase transitoria di 10 anni, finchè il vero meccanismo …
MILANO - "Intesa di massima" nella notte a Bruxelles sull'Unione bancaria, ma è braccio di ferro tra Italia e Germania. In nottata al termine di un nuovo negoziato notturno dei ministri dell'Economia dell'Eurogruppo, il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn, ha parlato di "progressi decisivi" per un'intesa sul sistema per gestire i fallimenti delle banche della zona Euro all'Ecofin. Ma sul meccanismo unico di risoluzione delle banche, secondo pilastro dell' Unione bancaria, Fabrizio Saccomanni risponde pubblicamente al suo collega tedesco Wolfgang Schaueble: in una lettera datata 13 dicembre indirizzata ai colleghi di Germania, Francia, Spagna e Olanda, il ministro dell'Economia chiede di non affrettarsi sulla strada di una "Unione Bancaria difettosa".

In nottata le discussioni si sono concentrate sul cosiddetto "backstop", il paracadute finanziario da utilizzare nella fase transitoria di 10 anni, finchè il vero meccanismo di risoluzione non sarà operativo. "Siamo andati avanti", si è limitato a dire al termine della riunione il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble. Il francese Pierre Moscovici, ha detto di essere "sicuro" che l'accordo completo sarà raggiunto oggi dall'Ecofin e che potrà quindi essere avallato dai leader nel vertice dei prossimi giorni. I ministri avevano già discusso lungamente una settimana fa all'Ecofin, ma anche in precedenti e successive riunioni più ristrette (l'ultima lunedì sera a Berlino): se il compromesso sulla gestione "ordinata" dei fallimenti bancari sarà raggiunto nei prossimi giorni, il testo potrà essere definitivamente approvato dal Parlamento prima delle elezioni del maggio 2014.

Alla fine i punti qualificanti dell'accordo sono quelli che rendono possibili i finanziamenti-ponte per la liquidazione delle banche da risorse nazionali o dall'Esm se il fondo unico di risoluzione non fosse sufficiente, e anche possibili i prestiti tra fondi di risoluzione nazionale. Ora il testo sarà discusso dall'Ecofin per la volata finale sulle regole dell'Unione bancaria. Il testo della bozza di dichiarazione comune dell'Eurogruppo sottoposta alla discussione a 28 indica sei punti. I finanziamenti-ponte, è scritto nel testo, "saranno resi disponibili da risorse nazionali, sostenute da prelievi sulle banche, o dall'European stability mechanism in linea con le procedure concordate".