Economia

La Fifa dice addio ai bonus,
ma Blatter salva il premio

Il governo del calcio taglia emolumenti per 33,5 milioni di dollari, ma il 77enne presidente non rinuncia al suo che gli garantisce uno stipendio da 112mila dollari al mese contro un fisso da 65mila euro

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LUGANO - Niente regalo di Natale, quest'anno, per i 24 membri del comitato esecutivo della Fifa, l'organizzazione che, da Zurigo, regge le sorti del calcio mondiale. Eccezione fatta per il presidente Joseph Blatter, nessuno riceverà alcun bonus. La decisione, presa in ottobre, comporterà un risparmio di almeno 33 milioni e mezzo di dollari, se si considera a quanto erano ammontati i bonus alla fine del 2012. Per intenderci, quattro milioni in più del 2011, a dimostrazione di come sanno coccolarsi coloro che regnano sul gioco più bello del mondo. Come dire, per fare un esempio, che quest'anno Michel Platini, uno dei 24 notabili pallonari in quanto presidente dell'Uefa, dovrà rinunciare a circa un milione e 400 mila dollari di introiti supplementari.

La notizia è stata anticipata dalla rubrica economica "Eco", della tv pubblica svizzera in lingua tedesca. Perché dalla scure dei tagli sia stato risparmiato Blatter non è ben chiaro. Eppure, con un stipendio che si aggira sui 65 mila euro mensili, la rinuncia a quell'emolumento non gli avrebbe comportato un gran sacrificio. Anche se il portale Chronofoot due anni fa aveva stimato che con il bonus la retribuzione di Blatter "sale a 112.500 dollari al mese": un sacrificio di non poco conto per il 77enne "padrone" del pianeta football. La rinuncia ai bonus è stata decisa dal Comitato Etico della Fifa, come ha confermato uno dei 24 membri del comitato, il tedesco Theo Zwanziger.

"I bonus - ha detto  Zwanziger - sono percepiti come un atto di dispotismo, che rimanda a una mentalità da self-service che è stata più volte denunciata". La stessa mentalità, per la quale, i membri del consiglio di amministrazione di un'azienda decidono, autonomamente, come premiare se stessi e il management, alla fine di ogni anno, talvolta indipendentemente dai risultati ottenuti. In Svizzera, tuttavia, dal marzo dell'anno scorso, quando la maggioranza dell'elettorato ha approvato il referendum contro gli stipendi abusivi dei manager, questa prassi deve essere archiviata. E, anche la Fifa, a quanto pare, si è adeguata.