Lavoro, Giovannini a Renzi: "Contratto unico non può essere unica strada"
Nuova puntualizzazione del ministro del Lavoro dopo il piano presentato dal segretario del Pd: "Proposte confuse". E ad Alfano dice: "Tre anni senza burocrazia per le imprese che assumono. C'è già". Sui giovani: "Accettino tutte le esperienze di lavoro"
ROMA - "Noi abbiamo incentivato la trasformazione di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. Il contratto unico non può essere la sola strada ma può essere un aiuto. Comunque non c'è uno strumento che può valere per tutte le imprese". Con queste parole il ministro del Lavoro Enrico Giovannini torna a parlare del piano per l'occupazione lanciato da Matteo Renzi nei giorni scorsi, confermando i dubbi già espressi nell'intervista rilasciata a Repubblica: "Non è una proposta nuova. Tutte le azioni del governo sono andate verso la riduzione della precarietà e la stabilizzazione dei contratti".
Secondo il ministro del Lavoro c'è ancora un po' di confusione nelle proposte del neo-segretario del Partito Democratico. "Del piano presentato da Renzi e dal suo team ci sono ancora molte versioni. Per gennaio ci aspettiamo proposte più concrete", spiega Giovannini che precisa: "Cambiare…
Secondo il ministro del Lavoro c'è ancora un po' di confusione nelle proposte del neo-segretario del Partito Democratico. "Del piano presentato da Renzi e dal suo team ci sono ancora molte versioni. Per gennaio ci aspettiamo proposte più concrete", spiega Giovannini che precisa: "Cambiare…
ROMA - "Noi abbiamo incentivato la trasformazione di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. Il contratto unico non può essere la sola strada ma può essere un aiuto. Comunque non c'è uno strumento che può valere per tutte le imprese". Con queste parole il ministro del Lavoro Enrico Giovannini torna a parlare del piano per l'occupazione lanciato da Matteo Renzi nei giorni scorsi, confermando i dubbi già espressi nell'intervista rilasciata a Repubblica: "Non è una proposta nuova. Tutte le azioni del governo sono andate verso la riduzione della precarietà e la stabilizzazione dei contratti".
Secondo il ministro del Lavoro c'è ancora un po' di confusione nelle proposte del neo-segretario del Partito Democratico. "Del piano presentato da Renzi e dal suo team ci sono ancora molte versioni. Per gennaio ci aspettiamo proposte più concrete", spiega Giovannini che precisa: "Cambiare semplicemente le regole non crea necessariamente posti di lavoro. Senza ripresa è difficile creare occupazione". E se Angelino Alfano chiede "tre anni senza burocrazia" Giovannini replica: "Tre anni a burocrazia zero per le imprese? C'è già".
Il ministro del Lavoro ha già in programma per gennaio un incontro con sindacati e imprese. "Avvieremo al più presto un piano per la semplificazione profonda delle procedure concrete per assumere - dichiara Giovannini - affronteremo tutte le varie procedure che pesano sulle piccole imprese per esempio per le assunzioni o per altri adempimenti burocratici. Tutto quello che si può fare per aiutare le imprese a crescere va fatto e anche urgentemente".
Il ministro del Lavoro parla anche della disoccupazione giovanile: "La formazione è fondamentale: chi studia di più, ha maggiori possibilità di trovare un lavoro. Occorre però che i giovani accettino tutte le esperienze lavorative, anche quelle manuali, come l'artigianato. Non sempre la prima esperienza sarà al livello di quanto studiato".
Sulla decisione di molti under 25 di trasferirsi all'estero dichiara: "Cercare lavoro in altri paesi dell'Unione europea è naturale ma ci sono molte possibilità anche in Italia. Ogni trimestre oltre 500mila persone sono assunte a tempo indetermato e nel primo semestre del 2013 sono nate 100mila imprese condotte da giovani che hanno meno di 35 anni", conclude Giovannini.
Secondo il ministro del Lavoro c'è ancora un po' di confusione nelle proposte del neo-segretario del Partito Democratico. "Del piano presentato da Renzi e dal suo team ci sono ancora molte versioni. Per gennaio ci aspettiamo proposte più concrete", spiega Giovannini che precisa: "Cambiare semplicemente le regole non crea necessariamente posti di lavoro. Senza ripresa è difficile creare occupazione". E se Angelino Alfano chiede "tre anni senza burocrazia" Giovannini replica: "Tre anni a burocrazia zero per le imprese? C'è già".
Il ministro del Lavoro ha già in programma per gennaio un incontro con sindacati e imprese. "Avvieremo al più presto un piano per la semplificazione profonda delle procedure concrete per assumere - dichiara Giovannini - affronteremo tutte le varie procedure che pesano sulle piccole imprese per esempio per le assunzioni o per altri adempimenti burocratici. Tutto quello che si può fare per aiutare le imprese a crescere va fatto e anche urgentemente".
Il ministro del Lavoro parla anche della disoccupazione giovanile: "La formazione è fondamentale: chi studia di più, ha maggiori possibilità di trovare un lavoro. Occorre però che i giovani accettino tutte le esperienze lavorative, anche quelle manuali, come l'artigianato. Non sempre la prima esperienza sarà al livello di quanto studiato".
Sulla decisione di molti under 25 di trasferirsi all'estero dichiara: "Cercare lavoro in altri paesi dell'Unione europea è naturale ma ci sono molte possibilità anche in Italia. Ogni trimestre oltre 500mila persone sono assunte a tempo indetermato e nel primo semestre del 2013 sono nate 100mila imprese condotte da giovani che hanno meno di 35 anni", conclude Giovannini.