Economia

L'assemblea di Mps rinvia l'aumento di capitale. Profumo: "Un errore, banca rischia di non restare a Siena"

Il 69,06% del capitale presente ha votato contro il varo immediato della maxi ricapitalizzazione da 3 miliardi, rinviandola alla fine del secondo trimestre 2014. Il presidente della Fondazione Mansi: "Il nostro non è un atto di sfiducia nel management, ma dobbiamo badare alla nostra sopravvivenza".

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MILANO - L'assemblea degli azionisti del Montepaschi di Siena ha bocciato la proposta del CdA presieduto da Alessandro Profumo di varare a gennaio l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro. Ha votato contro il 69,06% del capitale presente in assemblea. E ha deciso che l'aumento verrà effettuato verso la fine del secondo trimestre del prossimo anno, a partire dal 12 maggio 2014. A favore l' 82,04% del capitale presente in sala.

Tutti gli occhi erano puntati sul voto anche se già all'inizio dell'assemblea i giochi sembravano già fatti. E il dibattito lo aveva confermato. La stragrande maggioranza degli azionisti si era già detta pronta a votare con il presidente della Fondazione, Antonella Mansi, per rinviare a giugno il maxi-aumento di capitale da 3 miliardi. Una scelta che suona come sconfessione del management e in primo luogo di Alessandro Profumo. Che poco prima del voto rivolge infatti un appello agli azionisti: "Rinviare l'aumento significa entrare nella totale incertezza. Speravo che non venissero fatti altri errori". Profumo ha dichiarato come non si tratti di una competizione interna, anzi "il Palio è con i contribuenti italiani" ha precisato. Con il provvedimento "i contribuenti riceverebbero indietro i 3,3 miliardi di euro" avuti da Mps tramite i cosiddetti Monti bond. Adesso il rischio è il possibile arrivo di capitali stranieri: "Da dove arrivino i 3 miliardi mi interessa poco: con quei soldi e se la banca è ben gestita resta a Siena" altrimenti "sparisce" precisa Profumo. Ma il tema fondamentale è legato alla certezza dell'investimento. Una sicurezza che - secondo il presidente Mps - era garantita solo dal piano di gennaio: "Il tema è la certezza contro l'incertezza. Oggi sappiamo che ci sono incertezze. Cosa succederà sul mercato non dipende da noi, per creare un consorzio di garanzia per un aumento di capitale complesso come questo, bisogna dare certezze a chi investe, è quello che chiedono". E taglia corto sulle voci di un suo abbandono: "Dimissioni? Non ho nulla da comunicare. Sono decisioni che si assumono a sangue freddo e soprattutto nei posti deputati. Valuteremo cosa fare nel CdA di gennaio."

Lo scontro con i vertici della banca, che puntavano su gennaio, ha visto vincitrice la Fondazione, che si era già espressa per un aumento di capitale non prima di metà maggio. In sala era presente il 49,3% del capitale: una situazione che di fatto ha garantito alla Fondazione con il suo 33,5% del capitale il pieno controllo delle decisione in assemblea. La presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi, ha precisato che il voto di oggi non è un atto di sfiducia nei confronti del presidente Mps: "Il nostro non è mai stato un atto di sfiducia nel management, l'ho detto mille volte e lo preciso anche oggi. Esiste purtroppo un'indiscutibile necessità dell'ente di badare alla propria sopravvivenza, è una nostra precisa responsabilità. Speriamo comunque che questo si possa conciliare nel tempo con l'interesse della Banca a cui noi teniamo molto perché è il nostro primo asset".

Il "management" comprende sia Profumo che Fabrizio Viola, amministratore delegato di Banca Mps. Il sindaco di Siena, Bruno Valentini, ha detto che "nessuno metterà alla porta" i vertici della banca: "Toccherà a loro scegliere e decidere se credono ancora nel progetto che loro stessi hanno presdisposto. Una parte è stato bocciato ma la ristrutturazione è stata approvata".

Nel suo intervento, il presidente della Fondazione ha criticato il parere legale di Pier Gaetano Marchetti presentato da Profumo il 24 dicembre nel quale si ipotizzava il rischio di "conflitto di interessi" della Fondazione: "Qui se mai dovremmo parlare di conflitto di doveri. Per noi la tutela dell'integrità del patrimonio non è un optional. Non potete chiederci di far crollare proprio noi l'edifico che ci è stato dato dalla legge".

L'amministratore delegato di Banca Mps, Fabrizio Viola, rispondendo agli azionisti ha ribadito come siano "escluse" forme di licenziamento di massa, ma si ricorrà nuovamente al fondo di solidarietà. Il risultato degli ultimi due anni non soddisfa l'Ad: "La redditività della banca non è un problema di oggi ma di anni. I risultati in positivo erano fatti o attraverso operazioni straordinarie o tramite falsi".