LONDRA - È un trucco, o un buon sistema per evitare la scomparsa nei meandri del mercato di tanti capolavori? In Gran Bretagna esiste, fra le molte tasse di successione da pagare, un'esenzione dalla patrimoniale sulle opere d'arte di comprovato valore, ma a un patto: che i capolavori siano visibili agli studiosi e al pubblico anche se sistemati in case private. Il Guardian ha fatto la prova, cercando di vedere una trentina di opere. Gli appuntamenti ottenuti, però, sono stati solo cinque. Consultata, il ministro ombra della cultura, la laburista Helen Goodman, invoca una riforma della legge. Ma l'esperto d'arte e antiquario londinese Patrick Matthiesen commenta l'iniziativa del Guardian avvertendo: "Non è un trucco, è la salvezza. Senza quell'esenzione, molti dovrebbero vendere e le opere finirebbero chissà dove".
Di quelle opere esiste un database consultabile sul sito dell'Her Majesty's Revenue and Customs: sono 115mila pezzi che vanno dalle sculture romane a maestri italiani come Tiziano o Guardi, dai preraffaelliti a Kandinsky, includendo mobili, argenti, gioielli, libri antichi, arazzi. Di Dante Gabriele Rossetti, ci sono otto quadri e di uno, "A Christmas Carol" del 1867, il Guardian ha tentato di organizzare la visione. È segnalato alla "Lady Leverhulme Gallery, Port Sunlight, Merseyside". In realtà, una casa privata. Si garantisce l'ingresso "per 150 giorni ogni cinque anni". Di fatto, i giornalisti hanno scoperto che il "prestito" si è estinto in settembre e il dipinto è stato venduto da Sotheby's a quattro milioni e mezzo di sterline il mese scorso. I tentativi di prendere appuntamento hanno portato poi a 21 messaggi lasciati ad altrettanti proprietari che sono rimasti senza risposta. Oppure con risposte complicate, come richieste di mandare una lettera con allegati una foto certificata o la fotocopia di un proprio documento. Spesso, i veri indirizzi sono diversi da quelli schedati, oppure le persone indicate come referenti non sanno in realtà dare indicazioni. C'è anche chi risponde positivamente, ma proponendo una possibile visita "nell'arco del prossimo anno". E c'è la proprietaria di tre ritratti di nobili inglesi del XVIII secolo, fra cui una Lady Ashton e una Anne Catherine Ward, che pur volendo restare anonima, accetta rapidamente di organizzare la visita, spiegando di venire spesso contattata da studiosi e ricercatori e di essere ben contenta di offrire un aiuto. Ma è un'eccezione.
Il ministro ombra Helen Goodman attacca l'intero sistema: "Bisogna fare di più per garantire l'accesso. Oltretutto questa esenzione costa allo Stato 30 milioni di sterline l'anno in mancati introiti di tasse. Circa 900 milioni, da quando è in vigore". E propone che dai 28 giorni obbligatoriamente aperti al pubblico ogni anno si passi a 56, mentre le opere dovrebbero poter anche essere prese in prestito per mostre in musei o gallerie. In più, Goodman propone che le fotografie di tutti i 115mila pregiati oggetti, inesistenti nel database dell'Her Majesty's Revenue and Customs, vengano messe online sfruttando il megaprogetto digitale in corso alla British Library. Nel frattempo, Matthiesen avverte: "La legge ha una sua grande utilità. In Italia, esiste una notifica dello Stato che impedisce l'esportazione di certe opere. Qui non c'è. C'è invece un 40% del valore da pagare in caso di eredità. L'esenzione è riservata alle opere valutate da un apposito comitato come degne di stima perché importanti. E se non ci fosse, quei quadri, o sculture, o arredi, sparirebbero, divorati dal mercato. Ci guadagnerebbero solo le case d'asta. Perché è difficile, se ti lasciano un Tiziano, avere il 40% del suo valore da pagare in tasse: l'erede sarebbe costretto a vendere l'opera, che potrebbe finire anche molto lontano, e fuori della portata di ogni pubblico o studioso che volesse vederla". Come forse è appena accaduto, appunto, per far fronte magari ad altre esigenze economiche, con il quadro di Rossetti. Helen Goodman comunque non sembra voler chiedere l'abolizione della norma. "Parliamo di arte nascosta - precisa - che stiamo solo cercando di far emergere alla luce, rendendola davvero disponibile al pubblico".
Di quelle opere esiste un database consultabile sul sito dell'Her Majesty's Revenue and Customs: sono 115mila pezzi che vanno dalle sculture romane a maestri italiani come Tiziano o Guardi, dai preraffaelliti a Kandinsky, includendo mobili, argenti, gioielli, libri antichi, arazzi. Di Dante Gabriele Rossetti, ci sono otto quadri e di uno, "A Christmas Carol" del 1867, il Guardian ha tentato di organizzare la visione. È segnalato alla "Lady Leverhulme Gallery, Port Sunlight, Merseyside". In realtà, una casa privata. Si garantisce l'ingresso "per 150 giorni ogni cinque anni". Di fatto, i giornalisti hanno scoperto che il "prestito" si è estinto in settembre e il dipinto è stato venduto da Sotheby's a quattro milioni e mezzo di sterline il mese scorso. I tentativi di prendere appuntamento hanno portato poi a 21 messaggi lasciati ad altrettanti proprietari che sono rimasti senza risposta. Oppure con risposte complicate, come richieste di mandare una lettera con allegati una foto certificata o la fotocopia di un proprio documento. Spesso, i veri indirizzi sono diversi da quelli schedati, oppure le persone indicate come referenti non sanno in realtà dare indicazioni. C'è anche chi risponde positivamente, ma proponendo una possibile visita "nell'arco del prossimo anno". E c'è la proprietaria di tre ritratti di nobili inglesi del XVIII secolo, fra cui una Lady Ashton e una Anne Catherine Ward, che pur volendo restare anonima, accetta rapidamente di organizzare la visita, spiegando di venire spesso contattata da studiosi e ricercatori e di essere ben contenta di offrire un aiuto. Ma è un'eccezione.
Il ministro ombra Helen Goodman attacca l'intero sistema: "Bisogna fare di più per garantire l'accesso. Oltretutto questa esenzione costa allo Stato 30 milioni di sterline l'anno in mancati introiti di tasse. Circa 900 milioni, da quando è in vigore". E propone che dai 28 giorni obbligatoriamente aperti al pubblico ogni anno si passi a 56, mentre le opere dovrebbero poter anche essere prese in prestito per mostre in musei o gallerie. In più, Goodman propone che le fotografie di tutti i 115mila pregiati oggetti, inesistenti nel database dell'Her Majesty's Revenue and Customs, vengano messe online sfruttando il megaprogetto digitale in corso alla British Library. Nel frattempo, Matthiesen avverte: "La legge ha una sua grande utilità. In Italia, esiste una notifica dello Stato che impedisce l'esportazione di certe opere. Qui non c'è. C'è invece un 40% del valore da pagare in caso di eredità. L'esenzione è riservata alle opere valutate da un apposito comitato come degne di stima perché importanti. E se non ci fosse, quei quadri, o sculture, o arredi, sparirebbero, divorati dal mercato. Ci guadagnerebbero solo le case d'asta. Perché è difficile, se ti lasciano un Tiziano, avere il 40% del suo valore da pagare in tasse: l'erede sarebbe costretto a vendere l'opera, che potrebbe finire anche molto lontano, e fuori della portata di ogni pubblico o studioso che volesse vederla". Come forse è appena accaduto, appunto, per far fronte magari ad altre esigenze economiche, con il quadro di Rossetti. Helen Goodman comunque non sembra voler chiedere l'abolizione della norma. "Parliamo di arte nascosta - precisa - che stiamo solo cercando di far emergere alla luce, rendendola davvero disponibile al pubblico".