Nel complesso l'azione delle Borse europee è stata positiva, con l'indice Stoxx 600 tornato ai massimi del maggio 2008.
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Menzione speciale, nel Vecchio Continente, per il Dax di Francoforte: ha aggiornato i massimi di sempre e alla fine aggiunto il 25,5%.
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Niente, però, in confronto al +57% di Tokyo, balzo che non si vedeva da quarant'anni. Il Nikkei è così tornato ai livelli del 2007, spinto dal sostegno straordinario della BoJ e del governo di Shinzo Abe.
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Anche per lo S&P500 di Wall Street bisogna andare indietro nel tempo: un guadagno vicino al 30% in dodici mesi non si vedeva dal 1978.
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Nonostante la crescita americana sia molto più solida di quella dell'Ue, l'euro tratta a fine anno ai massimi da oltre dodici mesi, sopra quota 1,38 verso il dollaro.
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Annata di recupero anche per il petrolio, che seppure chiuda il 2013 lontano dai massimi si stabilizza in area 100 dollari dai 93 di fine 2012.
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Discorso opposto per l'oro, che non subiva un simile tracollo dai primi anni Ottanta: l'appetito per il rischio penalizza il bene rifugio per eccellenza e la chiusura in area 1.200 dollari l'oncia è lontana 28 punti percentuali dai 1.676 dollari di inizio anno.