MILANO - Il rapporto deficit-pil nel terzo trimestre 2013 è stato pari al 3% risultando superiore di 1,6 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2012. Lo rende noto l'Istat pubblicando il conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche e precisando che si tratta di dati grezzi che non tengono conto delle operazioni di swap. Inoltre, nei primi nove mesi dell'anno scorso il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,7% con un incremento di 0,3 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. Tuttavia, il saldo primario (l'indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un'incidenza sul Pil dell'1,8%.
Nelle previsioni del governo, confermate dalla Commissione europea, il deficit complessivo di fine anno dovrebbe attestarsi sotto il 3%, mentre per il 2014 il disavanzao dovrebbe calare al 2,5% secondo Palazzo Chighi e al 2,7% per Bruxelles secondo cui "dopo i grandi sforzi del 2012 rallenta la correzione di bilancio", scriveva a novembre la Commissione che "a politiche invariate" prevede nel 2015 un disavanzo al 2,5%.
Sempre nel terzo trimestre, la pressione fiscale è stata pari al 41,2%, inferiore di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, ma nei nove mesi è salita al 41,4% rispetto al 41,2% del 2012. Nel dettaglio, tra luglio e settembre dello scorso anno le uscite totali sono aumentate dell'1,2% sul 2012 e quelle correnti dell'1% (+1,1% al netto della spesa per interessi); in nove mesi le uscite totali sono aumentate dello 0,9%, con un'incidenza sul Pil pari al 48,9% (48% nel 2012). Le entrate totali, invece, sono scese del 2,4% tendenziale nel terzo trimestre, mentre sono salite dello 0,2% nei nove mesi con un'incidenza sul Pil del 45,2% (44,7% nel 2012).
Nelle previsioni del governo, confermate dalla Commissione europea, il deficit complessivo di fine anno dovrebbe attestarsi sotto il 3%, mentre per il 2014 il disavanzao dovrebbe calare al 2,5% secondo Palazzo Chighi e al 2,7% per Bruxelles secondo cui "dopo i grandi sforzi del 2012 rallenta la correzione di bilancio", scriveva a novembre la Commissione che "a politiche invariate" prevede nel 2015 un disavanzo al 2,5%.
Sempre nel terzo trimestre, la pressione fiscale è stata pari al 41,2%, inferiore di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, ma nei nove mesi è salita al 41,4% rispetto al 41,2% del 2012. Nel dettaglio, tra luglio e settembre dello scorso anno le uscite totali sono aumentate dell'1,2% sul 2012 e quelle correnti dell'1% (+1,1% al netto della spesa per interessi); in nove mesi le uscite totali sono aumentate dello 0,9%, con un'incidenza sul Pil pari al 48,9% (48% nel 2012). Le entrate totali, invece, sono scese del 2,4% tendenziale nel terzo trimestre, mentre sono salite dello 0,2% nei nove mesi con un'incidenza sul Pil del 45,2% (44,7% nel 2012).