MILANO - Si avvicina una nuova scadenza per molti contribuenti, chiamati a passare in cassa per il versamento della maggiorazione della Tares, la tassa sui rifiuti. Come già accaduto per l'Imu sulla prima casa, che ha registrato l'appendice della cosiddetta mini-Imu (il calcolatore di Repubblica.it), anche questo tributo non solo rappresenta un fardello economico per gli italiani, ma comporta complicazioni non da poco per i termini opachi relativi al pagamento. Insomma, continua il "ballo del mattone", come lo definisce Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil.
Cerchiamo di fare ordine. La quota di Tares in questione è quella che va direttamente nelle casse dello Stato. Si tratta della novità del 2013, cioè un balzello aggiuntivo di 30 centesimi al metro quadrato introdotto dal Salva Italia per portare nelle casse dello Stato un miliardo circa; l'anno prossimo questa parte di tassa rientrerà nella componente Tasi della Iuc. Secondo i dati di un'analisi della Uil - Servizio politiche territoriali, condotta sui capoluoghi di Provincia, la parte dei servizi dedicata allo Stato pesa per 24 euro a famiglia. Il calcolo, che è una media nazionale, è stato fatto sulle utenze domestiche di una famiglia di quattro componenti, per un appartamento di 80 metri quadri. Sempre secondo la Uil, se a questi 24 euro si aggiunge il costo medio della mini-Imu, la media di spese delle famiglie sarà di 57 euro per entrambi i tributi.
Per la riscossione della maggiorazione Tares, i Comuni avrebbero originariamente dovuto procedere entro il 16 dicembre. Successivamente il decreto 35/2013 ha concesso agli Enti locali la possibilità di determinare in autonomia le scadenze e il numero di rate dell'intera tassa sui rifiuti, vincolando il versamento della maggiorazione comunque al 16 dicembre. A quel punto, in virtù di un decreto del 1997, alcune amministrazioni hanno deciso scadenze diverse, come a Napoli dove la maggiorazione si è pagata con la rata di ottobre. Come ultimo atto, la Legge di Stabilità per il 2014 (comma 680) ha posticipato il pagamento della maggiorazione standard al 24 gennaio (in un primo momento era il 16 gennaio), qualora non fosse stato effettuato entro il 16 dicembre, senza sanzioni o interessi di mora, invitando i Comuni ad inviare il bollettino pre compilato. Per chi non pagasse entro il 24 gennaio, scatterebbero interessi e sanzioni di mora per la maggiorazione della Tares, mentre per la mini-Imu non ci sono fino al 16 giugno.
Quanto alla modalità di pagamento, una risoluzione del Ministero dell'Economia del 3 Dicembre disponeva il pagamento con il modello f 24. Tra le grandi città, il pagamento della maggiorazione della Tares si effettuerà a Roma, dove proprio in questi giorni stanno arrivando gli f 24 per il pagamento prestampati e con scadenza al 16 gennaio, generando ulteriore caos.
La tabella di seguito, elaborata dal Servizio politiche territoriali della Uil, rappresenta la situazione nelle principali città:
Cerchiamo di fare ordine. La quota di Tares in questione è quella che va direttamente nelle casse dello Stato. Si tratta della novità del 2013, cioè un balzello aggiuntivo di 30 centesimi al metro quadrato introdotto dal Salva Italia per portare nelle casse dello Stato un miliardo circa; l'anno prossimo questa parte di tassa rientrerà nella componente Tasi della Iuc. Secondo i dati di un'analisi della Uil - Servizio politiche territoriali, condotta sui capoluoghi di Provincia, la parte dei servizi dedicata allo Stato pesa per 24 euro a famiglia. Il calcolo, che è una media nazionale, è stato fatto sulle utenze domestiche di una famiglia di quattro componenti, per un appartamento di 80 metri quadri. Sempre secondo la Uil, se a questi 24 euro si aggiunge il costo medio della mini-Imu, la media di spese delle famiglie sarà di 57 euro per entrambi i tributi.
Per la riscossione della maggiorazione Tares, i Comuni avrebbero originariamente dovuto procedere entro il 16 dicembre. Successivamente il decreto 35/2013 ha concesso agli Enti locali la possibilità di determinare in autonomia le scadenze e il numero di rate dell'intera tassa sui rifiuti, vincolando il versamento della maggiorazione comunque al 16 dicembre. A quel punto, in virtù di un decreto del 1997, alcune amministrazioni hanno deciso scadenze diverse, come a Napoli dove la maggiorazione si è pagata con la rata di ottobre. Come ultimo atto, la Legge di Stabilità per il 2014 (comma 680) ha posticipato il pagamento della maggiorazione standard al 24 gennaio (in un primo momento era il 16 gennaio), qualora non fosse stato effettuato entro il 16 dicembre, senza sanzioni o interessi di mora, invitando i Comuni ad inviare il bollettino pre compilato. Per chi non pagasse entro il 24 gennaio, scatterebbero interessi e sanzioni di mora per la maggiorazione della Tares, mentre per la mini-Imu non ci sono fino al 16 giugno.
Quanto alla modalità di pagamento, una risoluzione del Ministero dell'Economia del 3 Dicembre disponeva il pagamento con il modello f 24. Tra le grandi città, il pagamento della maggiorazione della Tares si effettuerà a Roma, dove proprio in questi giorni stanno arrivando gli f 24 per il pagamento prestampati e con scadenza al 16 gennaio, generando ulteriore caos.
La tabella di seguito, elaborata dal Servizio politiche territoriali della Uil, rappresenta la situazione nelle principali città:
| Tares, la situazione nelle grandi città | |
|---|---|
| Città | Scadenza maggiorazione Tares |
| Torino | 16 dicembre |
| Milano | 16 dicembre |
| Venezia | 31 dicembre |
| Genova | 16 dicembre utenze non domestiche 30 dicembre utenze domeestiche |
| Firenze | 31 dicembre |
| Bologna | 16 dicembre |
| Perugia | 31 dicembre |
| Roma | 24 gennaio |
| Napoli | 31 ottobre |
| Bari | 31 ottobre |
| Palermo | 16 dicembre |