Economia

Fiat, Landini contro Marchionne:
"Non investe, governo intervenga"

Per il leader della Fiom, Palazzo Chigi dovrebbe occuparsi del patrimonio industriale del Paese: "La famiglia Agnelli non tira fuori neanche un euro né negli investimenti nel settore auto né nell'impegno a mantenere la presenza in Italia". Il 29 gennaio la scelta sulla sede del nuovo gruppo. La replica del manager: "Investiti miliardi in Italia"

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MILANO - Il leader della Fiom, Maurizio Landini, sollecita Palazzo Chigi a intervenire perché la Fiat dopo aver conquistato Chrysler investa in Italia, dal momento che "in tutta questa brillante operazione finanziaria di Marchionne emerge che la famiglia Agnelli non tira fuori neanche un euro né negli investimenti nel settore auto né nell'impegno a mantenere la presenza in Italia". Dopo qualche ora d'attesa, arriva la replica del manager italo-canadese: "La questione degli investimenti è falsa. Abbiamo speso miliardi in Italia".

L'ad del Lingotto è anche tornato sulla questione della sede legale della nuova Fiat-Chrysler, spiegando: "C'è una naturale propensione a muoversi verso gli Stati Uniti dove ci sono mercati efficienti anche se non perfetti, e c'è tanta liquidità nel mercato".

Parlando a "L'economia prima di tutto" su Radio1 Rai, Landini ha sottolineato come sia "necessario che la presidenza del Consiglio, che si preoccupa di portare in Italia investitori stranieri, si preoccupi anche e soprattutto che i grandi gruppi italiani non vadano via, non vadano all'estero". Secondo Landini, infatti, "in un Paese serio, come è avvenuto negli Stati Uniti, Germania, Francia, la discussione su un patrimonio industriale deve essere al centro delle attenzioni del governo: c'è il pericolo di perdere un patrimonio industriale, di competenze".

Anche il leader della Fiom ha parlato delle scelte del consiglio d'amministrazione del prossimo 29 gennaio sulla sede centrale del gruppo. Landini ha spiegato che "da quello che Marchionne ha dichiarato mi pare evidente che il centro delle attività e della produzione sia già negli Stati Uniti, non più in Italia". Proprio ieri, l'ad del Lingotto aveva detto che "in termini di accesso ai mercati di capitale e delle possibilità finanziarie, gli Usa per definizione sono quelli che offrono vantaggi".

Quanto alla prospettiva di puntare sul settore del lusso e basare in Italia la produzione di Alfa come ribadito da Marchionne nell'intenzione di "sfruttare tutto il know-how Ferrari per i nuovi motori dell'Alfa Romeo", Landini ha sostenuto che "c'è il rischio concreto che in Italia si rimettano in discussione occupazione e stabilimenti, perché parlare solo di produzione di auto di lusso significa capire che quei volumi non saranno in grado di garantire il permanere degli investimenti".