Economia

L'export tradisce la Germania,
il Pil 2013 cresce solo dello 0,4%

Gli economisti si attendenvano un'espansione dello 0,5%, comunque in calo rispetto al +0,7% del 2012 e al +3,3% del 2011. I consumi finali sono stati il traino principale. Conti pubblici in leggero deficit, rosso dello 0,1% del Pil. Per quest'anno la Bundesbank stima un'impennata al +1,7%

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MILANO - Leggera delusione dall pil tedesco, che è aumentato dello 0,4% nel 2013, contro una stima dello 0,5%: un nuovo rallentamento in rapporto allo 0,7% dell'anno precedente e al 3,3% del 2011. Oltre a ciò, i conti pubblici sono tornati in rosso con un leggero deficit pari allo 0,1% del pil nel 2013, dopo che la Germania era riuscita a guadagnare un leggero surplus nel 2012. Sono dati dell'ufficio federale di statistica Destatis. La delusione per il 2013 sembra però destinata ad andare presto in archivio; secondo altre stime, ma di una fonte autorevole come la Bundesbank, nel 2014 il Prodotto tedesco dovrebbe crescere dell'1,7%, per poi passare al +2% l'anno prossimo.

Nei precedenti due anni, il Pil della germania era dunquecresciuto in misura più robusta (+0,7% nel 2012 e +3,3% nel 2011). "Ovviamente, la Germania soffre della recessione che prosegue in alcuni paesi europei e della crescita contenuta dell'economia globale. La forza della domanda interna può compensare solo in parte questi fattori", ha commentato Roderich Egeler, presidente dell'Ufficio statistico federale. Nel quarto trimestre 2013 il P?il è salito dello 0,25% congiunturale e dell'1% tendenziale.

La spesa per consumi finali è stato il traino principale per l'economia tedesca: la spesa delle famiglie è salita dello 0,9%, mentre quella statale dell'1,1%. Gli investimenti in macchinari e attrezzature sono scesi del 2,2%, in costruzioni dello 0,3%. Il commercio estero, generalmente molto forte, è stato meno dinamico: l'export è salito solo dello 0,6%, mentre l'import dell'1,3% (la bilancia commerciale, dunque, ha reso un contributo negativo al pil di 0,3 punti percentuali).

Il numero di persone occupate ha raggiunto un livello record per il settimo anno consecutivo a 41,8 milioni, anche se la crescita dell'occupazione ha rallentato a +0.6%; la produttività è scesa dello 0,2% nel 2013.