Economia

Lo Stato interviene per Peugeot.
Aumento capitale con Dongfeng

Parigi è pronta a intervenire per impedire che i cinesi prendano la maggioranza della casa automobilistica francese. L'Eliseo salirà al 14% della società come Pechnio attraverso un aumento di capitale riservato da 1,5 miliardi. Preoccupati i mercati

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PARIGI - Lo Stato francese e il gruppo automobilistico cinese Dongfeng entreranno nel capitale di Psa Peugeot Citroen ognuno con una quota del 14%, all'interno di un aumento di capitale riservato pari a 1,5 miliardi di euro. Sono i primi dettagli che emergono dal via libera alla ricapitalizzazione del gruppo, deciso nella notte dal consiglio di sorveglianza. L'amministratore delegato Philippe Varin ha ricevuto mandato per avviare le trattative con i possibili nuovi azionisti. Anche se non ci sono ancora conferme ufficiali, il governo socialista avrebbe dunque confermato l'opzione "patriottica", per impedire che Dongfeng prenda la maggioranza della storica casa automobilistica francese.

La notizia è stata accolta con pessimismo dalla Borsa di Parigi, dove il titolo Peugeot ha perso in mattinata oltre il 6%. Proprio oggi  Psa - Peugeot Citroen ha annunciato i dati sulle vendite mondiali nel 2013: un calo del 4,9% a 2,8 milioni di veicoli venduti, con una flessione più forte soprattutto sul mercato europeo (-7,3%) parzialmente compensata dalla crescita del 26% registrata in Cina. Secondo un portavoce della casa automobilistica "la quota del 42% delle vendite extra-europee porta il gruppo in linea con l'obiettivo di raggiungere il 50% entro il 2015".

Intanto però il costruttore francese deve finalizzare la ricapitalizzazione più volte rimandata a causa di dissidi interni alla famiglia Peugeot: uno dei punti cruciali è infatti capire se gli eredi rimarranno o no azionisti di riferimento. L'aumento di capitale è stimato a circa 3 miliardi di euro. In base alle ipotesi che circolano in queste ore, lo Stato e i cinesi sottoscriverebbero un aumento di capitale di 750 milioni di euro a testa, pari a una quota del 14%, mentre la famiglia Peugeot dovrebbe partecipare in maniera tale da mantenere intatta la propria quota del 25%.

Il conflitto interno alla famiglia dovrebbe portare anche a una nuova governance, con un nuovo presidente del consiglio di sorveglianza per la prima volta esterno alla famiglia Peugeot. La soluzione che si va definendo segnerebbe una frattura all'interno dei vari parenti, con la vittoria di Robert Peugeot, amministratore di Ffp (holding che gestisce il patrimonio del clan) favorevole all'ingresso di nuovi soci, mentre l'attuale presidente Thierry Peugeot, cugino di Robert, avrebbe preferito prendere tempo e cercare un diverso partner automobilistico. La data chiave che si profila è il 19 febbraio, quando saranno annunciati i risultati finanziari di Psa. Allora ci dovrebbe essere anche ufficializzato il nuovo assetto azionario. In quell'occasione, infine, potrebbe avvenire l'annunciato passaggio di consegne fra l'attuale ad Philippe Varin e il suo successore Carlos Tavares, ex Renault.